Basilica di San Fedele · Monizza Gerardo · Nodo Libri · tradizioni

l libro Como e il viaggio dei Re Magi (NodoLibri, 25 €) è da oggi disponibile con il cd contenente la cantata per voce recitante e piccola orchestra “Il racconto dei pastori”, musicata da Federico Bonetti Amendola con testi di Gerardo Monizza ed eseguita dall’Orchestra Sinfonica del Lario diretta da Pierangelo Gelmini

 

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News Nodo

Il racconto dei pastori
Storia di un tempo sospeso

Nella basilica di San Fedele a Como sono conservati – tra altre bellezze – quattro affreschi seicenteschi raffiguranti lo Sposalizio della Vergine, la Natività, l’Adorazione dei pastori, l’Adorazione dei Magi. Nel quarto dipinto la scena è occupata dai Magi, personaggi protagonisti, riccamente vestiti, e dal loro seguito. Maria, Giuseppe e il bambino stanno in una casa che sembrerebbe in costruzione. Dietro c’è un ragazzo che spinge il braccio sinistro verso un buco che sta nella parete di fondo. Perché quel ragazzo sta compiendo quel gesto? Chi è?Intorno a queste domande si ricostruisce il lungo viaggio dei Re Magi, dall’Oriente a Betlemme, ma anche (forse) a Milano, Colonia e… Como, fino in San Fedele. Un’occasione per indagare antichi racconti, ma anche il processo attraverso cui questi diventano opere d’arte e, quindi, il contesto culturale in cui hanno avuto origine.

Il libro Como e il viaggio dei Re Magi (NodoLibri, 25 €) è da oggi disponibile con il cd contenente la cantata per voce recitante e piccola orchestra “Il racconto dei pastori”, musicata da Federico Bonetti Amendola con testi di Gerardo Monizza ed eseguita dall’Orchestra Sinfonica del Lario diretta da Pierangelo Gelmini.

Voce recitante: Gianfranco Scotti. Violini: Giacomo Bianchi, Andrea Bonavita, Lucia Lago, Mariateresa Lietti, Carol Bergamini. Viole: Federica Andreoli, Maria Bocelli. Violoncelli: Paola Colombo, Veronica Marelli. Contrabbasso: Matteo Pallavera. Oboe: Germano Cortesi. Flauto: Silvia Tuja

 

morti · PERSONE e DESTINI

Andrea Accorsi e Daniela Ferro, Le famiglie più malvage della storia

Fra le famiglie più malvagie della storia compaiono “quella coppia di mezza età , formata da uno spazzino e sua moglie” che massacrarono l’11 dicembre del 2006 quattro persone, fra cui un bambino, solo per motivi di CATTIVO VICINATO

I delitti più celebri e i crimini più atroci commessi da famiglie, clan e dinastie

Avide, cruente e spietate, le famiglie raccontate in questo libro incarnano l’essenza del male.

Madri e padri, figli e figlie, fratelli e sorelle uniti da un doppio legame di sangue: genetico e criminale. Dalla dinastia giulio-claudia ai Borgia, dai Romanov ai Kim, dagli Hussein ai clan mafiosi, la storia di ieri e di oggi è disseminata di vicende oscure che hanno come protagonisti personaggi disumani, guidati da una lucida follia o pronti a tutto per conservare il proprio potere. Sfilano così, in sequenza, gli eccidi di massa dei fratelli Pizarro, gli omicidi seriali, le efferate imprese delle bande di Jesse James, dei fratelli Dalton e dei Savi – “quelli della uno bianca”. E poi le sanguinose azioni delle famiglie mafiose, come i Gambino, i Riina, i Messina Denaro, i Barbaro… E ancora la spregiudicata gestione del potere di tiranni che la storia ha condannato a finire nella polvere, come Ceausescu e Gheddafi. Per finire con i protagonisti della cronaca nera: Rosa Bazzi e Olindo Romano, gli assassini di Erba; Michele Misseri e sua figlia Sabrina, implicati nel giallo di Avetrana, culminato con il ritrovamento del cadavere della quindicenne Sara Scazzi, vittima forse dello zio e della cugina. Due presunti carnefici per un solo cognome.

Tra le famiglie più malvagie:

La dinastia giulio-claudia
Roma val bene sangue e omicidi

I Borgia
Delitti e castighi di una dinastia mancata

I Tudor
Matrimoni e funerali, tra vergini e sanguinari

I Romanov
Demoni e dèi

I fratelli Dalton
Al di là del bene e del male

I Barker
Una vita violenta

I fratelli Savi
Banditi in nome della legge

Gli Hussein
Una famiglia-Stato

I Kim
Padroni rossi

Il clan Bin Laden
L’internazionale del terrore

I Riina
I capi dei capi

I Barbaro
’ndrangheta Spa

Olindo e Rosa
I “mostri” di Erba

I Misseri
CSI Avetrana

Argegno · inverno · tradizioni

Argegno, un tuffo nel lago per salutare il 2012 – Cronaca – La Provincia di Como

Argegno, bagno di Capodanno (Foto by Francesco Aita)

ARGEGNO – Bagno di Capodanno nel Lario. A sfidare le gelide acque del lago di Como con un’immersione collettiva oggi a mezzogiorno  alcuni volontari delle delegazione della Croce Rossa di San Fedele  e dell’OSHA -ASP , Orientamento Sportivo Handicappati- Associazione Sportiva Paraplegici. La colonnina del termometro le acque antistanti la chiesa della Santissima Trinità, si era fermata a sei gradi sopra lo zero

Argegno, un tuffo nel lago per salutare il 2012 – Cronaca – La Provincia di Como.

COATESA: frazione di Nesso · Noi · via Coatesa

Coatesa dallo stradone, il 1° gennaio 2012. 63 e 53 anni

BATTELLI e Corriere · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Riposano in silenzi spettrali, negli abissi del lago di Como. Sono le migliaia di relitti dei tipi più svariati (imbarcazioni ma anche armi, automezzi, attrezzature), antichi e moderni … di Lorenzo Morandotti

Emozionante la campagna archeologica del “Centro Nettuno” all’Isola Comacina
Riposano in silenzi spettrali, negli abissi del lago. Sono le migliaia di relitti dei tipi più svariati (imbarcazioni ma anche armi, automezzi, attrezzature), antichi e moderni. Su cui sub più o meno esperti possono raccontare decine di aneddoti. 
Il relitto più grande e più noto non è sul Lario. Ma nelle vicinanze, nel Lago di Mezzola. È quanto resta del piroscafo Plinio, inabissatosi lo scorso anno di fronte al ristorante “Barcaccia” di Verceia. È tra i 50 e i 70 metri di profondità . E pare che quel che ne resta – il nudo scafo metallico e le strutture soprastanti, niente motori né arredi – non abbia subito particolari danni. Nato nel 1902, era tra i battelli più belli ed eleganti del Lago di Como. Lungo 51 metri, nel 2009 è stato vincolato dallo Stato come bene storico. «Non è una gran bella gita – fa sapere Massimo Gervasini, presidente del Centro Sub Nettuno di Como – L’acqua è torbida e fangosa, là sotto. Non si vede quasi nulla». Testimonianza che si può verificare sui filmati di immersioni sul relitto che circolano su YouTube. Il recupero è ipotizzabile, ma non fattibile nel concreto: costerebbe tra i 50 e i 150 mila euro, a seconda dei preventivi. Per chi volesse cimentarsi, foto subacquee si possono inviare a una delle associazioni che se ne prendono cura,amicidelplinio@appassionati-navigazionelaghi.it . 
È solo uno, si diceva, degli innumerevoli relitti del lago. Molti sono invisibili perché li ha inghiottiti il fango del fondale. Pare sia andata così anche per gli idrovolanti che, alla fine della Seconda guerra mondiale, furono fatti inabissare davanti all’Aero Club di Como. Per alcuni anziani è una leggenda. Per altri, è voce non priva di fondamento. Ce ne sono moltissime, sul Lario. A Piona, ad esempio, un comballo pare affondò nel 1892, pieno di massi per il cantiere della stazione. E a Menaggio, di fronte al porto, sarebbero state fatte affondare alcune gondole e qualche comballo. Un piccolo museo subacqueo. Cui si potrebbe aggiungere il paio di comballi davanti all’Isola Comacina. Tesoro lariano dove il “Centro Sub Nettuno” tra gli anni Sessanta e Settanta ha svolto numerose immersioni in una emozionante campagna archeologica che ha portato a scoprire numerosi reperti. Tra cui un “ossuario” in sarizzo del primo secolo dopo Cristo, a 23 metri di profondità.
Altri antichi comballi – gettati perché era impossibile usarli come legna da ardere, dato il trattamento impermeabilizzante – sono a Carate Urio (uno, carico di piode delle vicine cave, è stato trovato dal Club Nettuno), e poi a Nobiallo, Dongo, Gravedona e Varenna.
Sempre nel ramo lecchese, si vocifera di barche da competizione inabissatesi negli anni Cinquanta e Sessanta. E addirittura di un aereo per il servizio postale, finito in acqua durante la Seconda guerra mondiale. Più recente – anni Sessanta – sarebbe un pontone inabissatosi con un carico di rame.
Alcuni si chiedono poi che fine abbia fatto la chiatta-piscina che stazionava decenni fa di fronte al Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio. Nelle vicinanze, pare certa la presenza di una barca degli anni Sessanta del secolo scorso, di 15 metri di lunghezza, a una profondità di circa 40 metri.
Oltre ai numerosi relitti di auto finite per incidenti o gettate nel lago (in corrispondenza del Moregallo nel Lecchese c’è un vero e proprio parco subacqueo) c’è poi il vasto capitolo delle armi nascoste. Il litorale pare ne sia pieno, da Cernobbio fino a Dongo quasi ogni curva che dà sul lago è buona. È certa la presenza di ordigni e mezzi militari del secondo conflitto mondiale a Villa Geno e a Villa Pizzo. E si parla di bombe d’aereo inesplose, anche di 200 e 300 chili, tra la punta del Pizzo e Villa d’Este, a Cernobbio. Un altro ordigno d’aereo è segnalato a Blevio, tra i 150 metri e i 200 metri di profondità. Materiale bellico pullula anche sul ramo di Lecco, a Lierna e a Varenna.
Tra le leggende, si parla di una fabbrica di prototipi di aerei che ne perse qualcuno nella zona di Sala Comacina. Un’altra fonte riferisce di un motoscafo di 8 metri con a bordo parenti di Benito Mussolini che si sarebbe inabissato di fronte a Torno durante la fuga del duce verso la Svizzera. A Porlezza, infine, sul Lago di Lugano, sarebbe stata individuata una barca antica, di almeno 300 anni. Mentre è da spaventare i bambini che non vogliono dormire la storia della locomotiva travolta da un’alluvione e trascinata nel Ceresio nella notte del 21-22 agosto 1911. Non è stata mai ritrovata.

Lorenzo Morandotti

vai a: Relitti, esplosivi e barche leggendarie. Ecco le mete più ambite dai subacquei.

Politica regionale e locale

dedicato a Roberto Calderoli: i diversi tipi di COGLIONI, secondo Carlo Emilio Gadda

un mai bastevole elenco, osservando la scena pubblica che scorre nello schermo televisivo:

“babacio,  macaco,  tarlùcch,  farlocch,  bamba,  pirla (con pirlott e pirlutón),  ciula (da cui « grand-e-ciu-la», «ciulandari», ecc),  sempi,  erti,  loffi,  imbesuii,  tripee,  intreggh,  martùff,  asnón,  minción,  lendenón,  pùvión,  lasagnón,  lùmagón,  babión,  baùsción,  biciolan,  gadan,  bagian,  giavan,  trigoss,  semo,  gianduia,  gandula,  sgolgia,  cucudrila,  balabiott,  ciaparatt,  «fa’ minga el cucù»

da Alberto Arbasino, L’ingegnere in blu, Adelphi editore, pag. 121

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · Librerie · Mi ricordo · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Via Vittorio Emanuele

Appunti per ricordare la Libreria Meroni di Como

La Libreria Meroni di Como ha una storia ricca e significativa, legata non solo alla cultura locale ma anche alla tradizione editoriale italiana. Fondata nel 1806 da Giuseppe Meroni, la libreria si è affermata come un importante punto di riferimento per lettori e studiosi, specializzandosi in testi storici e opere di rilevanza culturale.

Origini e Sviluppo

La libreria inizialmente si dedicava alla vendita di libri e pubblicazioni locali, contribuendo alla diffusione della cultura in una città storicamente importante come Como. Nel corso degli anni, ha ampliato la sua offerta includendo opere di autori noti e testi accademici, diventando un luogo di incontro per intellettuali e appassionati di letteratura[3].

Rilevanza Culturale

Meroni non è stata solo una libreria, ma anche una casa editrice. Ha pubblicato opere significative, tra cui la famosa “Storia di Como” scritta dal marchese Giuseppe Rovelli, che raccoglie eventi storici dalla fondazione della città fino all’estinzione del Regno Longobardo[2]. La libreria ha quindi giocato un ruolo cruciale nella conservazione e valorizzazione della storia comasca.

Declino e Chiusura

Negli ultimi anni, la Libreria Meroni ha affrontato difficoltà economiche che hanno portato alla sua chiusura . Questo evento ha segnato la fine di un’era per la comunità locale, che ha visto svanire un’importante istituzione culturale[4]. La chiusura è stata accolta con dispiacere da molti cittadini che avevano legato parte della loro vita culturale a questo storico negozio[3].

Eredità

Nonostante la chiusura, l’eredità della Libreria Meroni continua a vivere attraverso le sue pubblicazioni e l’impatto che ha avuto sulla cultura comasca. La sua storia rimane un esempio del valore delle librerie indipendenti nella promozione della cultura e della conoscenza.


[1] https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-06/inventari-fondi-storici/Censo_-_Inventario.pdf
[2] https://coatesa.com/2016/12/13/giuseppe-rovelli-storia-di-como-libreria-meroni-editrice-copia-anastatica-1992-5-volumi/
[3] https://traccesent.com/2017/12/10/mi-ricordo-la-libreria-meroni-di-via-vittorio-emanuele-a-como/
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/180850_libreria_meroni_allultimo_capitolo_stavolta_si_chiude_per_sempre/
[5] https://www.ebay.it/itm/283773732314
[6] https://books.google.com/books/about/Storia_di_Como.html?id=cDZGAAAAMAAJ
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/cdlm/edizioni/co/sondrio-slorenzo/bibliografia

I momenti più importanti nella storia della Libreria Meroni di Como includono:

  1. Fondazione nel 1806: La libreria è stata fondata da Giuseppe Meroni, diventando rapidamente un punto di riferimento culturale per la città.
  2. Espansione e Riconoscimento: Nel corso del XIX e XX secolo, la libreria ha ampliato la sua offerta, pubblicando opere significative e diventando un luogo di incontro per intellettuali e lettori.
  3. Spostamento nel 1958: La libreria si è trasferita in una nuova posizione in via Vittorio Emanuele II, migliorando la sua visibilità e accessibilità.
  4. Celebrazione dei 50 anni nel 2008: Questo anniversario ha segnato un importante traguardo nella storia della libreria, evidenziando la sua resilienza e il legame con la comunità.
  5. Chiusura nel 2011: la libreria ha chiuso definitivamente, segnando la fine di un’era per le librerie indipendenti a Como. Questo evento ha suscitato grande tristezza tra i lettori e gli appassionati di cultura locale[1].


[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/180850_libreria_meroni_allultimo_capitolo_stavolta_si_chiude_per_sempre/

[6] https://www.lafeltrinelli.it/libri/autori/fabrizio-meroni
[7] https://dominionilibri.it/prodotto/storia-di-como/

GENIUS LOCI · Silenzio · Tempo

Attendo l’eterno

Alberi · Bosco · sentieri

trovati nella notte e nel giorno di Natale

Silenzio

“interminati spazi e profondissima quiete”, fotografia e augurio di Riccardo Agretti

Natale, Capodanno, Epifania · tradizioni

Le luminarie di Natale nelle vie del centro storico di Como, 21 dicembre 2011

Siti Web

Le territoire des sens

Le territoire des sens est un blogue de recherche qui propose une réflexion sur les liens entre espaces réels et espaces imaginés.

Territori di confine tra immagini ed immaginario.

Alla ricerca di  legami fra ciò che è e ciò che ci piacerebbe fosse

Le territoire des sens.