Il convegno di studi Giovio dopo Giovio si inserisce nell’ambito della mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo (Pinacoteca civica di Como, 24 ottobre 2025 – 8 febbraio 2026), che presenta per la prima volta riuniti i ritratti originali della collezione gioviana, affiancati da prestiti di musei e collezioni private. L’esposizione ricostruisce, in chiave storica e critica, l’esperienza del Museo di Paolo Giovio, considerato il primo museo moderno.
Il convegno intende approfondire la fortuna della collezione gioviana dopo la morte del suo fondatore, analizzandone le derivazioni figurative, le vicende ereditarie della famiglia Giovio e le relazioni artistiche, politiche e culturali che ne hanno accompagnato la diffusione, la trasformazione e, in parte, la dispersione dopo la morte di Paolo Giovio. Attraverso contributi di storici dell’arte, archivisti e studiosi del collezionismo, il convegno ricostruisce la complessa rete di influenze che il progetto gioviano ha esercitato nel tempo.
Enrico Colombo, Assessore alla Cultura, Musei, Biblioteca, Como Creative City Unesco e Turismo
Veronica Vittani, Responsabile dei Musei civici di Como e curatrice della Pinacoteca
Moderano Veronica Vittani e Bruno Fasola
Ore 10.30 – Magda Noseda
DYNASTY, ovvero Paolo Giovio e la sua grande famiglia, dal XVI al XX secolo
Sarà ricostruita la rete dei rapporti familiari di Paolo Giovio e dei suoi discendenti fino agli ultimi eredi, comprendendo figli, nipoti legittimi e illegittimi e fratelli. Saranno messi in rilievo la vita privata, le scelte di collezionismo e la sorte degli oggetti minori della raccolta gioviana.
Magda Noseda ha conseguito la laurea in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Milano. Ha lavorato per quarant’anni presso l’Archivio di Stato di Como, schedando e inventariando i fondi della famiglia Giovio. Ha collaborato a mostre e conferenze ed è autrice di numerosi studi sulla storia comasca.
Ore 11.00 – Sonia Maffei
La fortuna del Museo Gioviano negli atlanti di uomini illustri
Sarà illustrata la diffusione della serie gioviana di Tobia Stimmer, che trasformerà gli Elogia in modello incisorio imitato in tutta Europa. Sarà evidenziato come altri autori, tra cui Valentinus Thilo e Nicolaus Reusner, riprenderanno e amplieranno il progetto, inserendolo negli atlanti di uomini illustri e contribuendo a consolidare un canone fisionomico duraturo.
Sonia Maffei è professoressa ordinaria di Storia della critica d’arte all’Università di Pisa. I suoi studi si concentrano sulla letteratura artistica del Cinquecento, il lessico delle arti e l’iconografia rinascimentale, con approfondimenti su Paolo Giovio, Ripa, Cartari e Pignoria.
Ore 11.30 – Alberica Barbolani da Montauto
La serie gioviana fiorentina: dalle sale di Palazzo Vecchio alla Galleria degli Uffizi
La serie gioviana degli Uffizi costituisce probabilmente la prima derivazione dalla famosa collezione di Paolo Giovio. Con l’invio di Cristofano dell’Altissimo a Como nel giugno del 1552, Cosimo I de’Medici dette il via a un’operazione complessa e a tratti anche imprevista. Dalla prima esposizione nelle sale di Palazzo Vecchio, probabilmente suggerita da Giovio stesso, a quella nella Sala del Mappamondo i ritratti assumono infatti una nuova valenza di manifesto politico per poi confluire agli Uffizi.
Alberica Barbolani da Montauto è guida turistica abilitata e assistente presso le Gallerie degli Uffizi dal 1999. Laureata in Studi Umanistici e in Scienze Storiche, si occupa della storia del ritratto e del suo ruolo politico. Tra le pubblicazioni principali figura La collezione gioviana degli Uffizi (Giunti, 2023).
Ore 12.00 – Francesca Del Torre
La galleria dei ritratti dell’Arciduca Ferdinando II d’Asburgo
A partire dai tardi anni Settanta del Cinquecento l’arciduca Ferdinando II d’Asburgo creò una galleria di personaggi illustri e di membri di dinastie europee, in piccolo formato. Sono oltre 900 i ritratti da lui commissionati cui se ne aggiunsero circa un centinaio nei secoli XVII e XVIII. La galleria è esposta al Kunsthistorisches Museum di Vienna e testimonia dell’interesse dell’arciduca per la documentazione visiva di personaggi di rilievo storico politico e culturale così come delle relazioni dinastiche degli Asburgo.
Francesca Del Torre è curatrice della pittura italiana del Rinascimento presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Coordina progetti di ricerca e cura mostre su Jacopo Bassano, Tiziano e Arcimboldo, approfondendo la storia della pittura e del collezionismo d’arte.
Ore 12.30 – Pausa
Sarà possibile visitare la mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo presso la Pinacoteca civica di Como.
Ore 14.30 – Costanza Barbieri
Sebastiano del Piombo, Paolo Giovio e il ritratto come retorica della rappresentazione
Il rapporto tra Paolo Giovio e Sebastiano del Piombo sarà illustrato come momento centrale per l’evoluzione del ritratto moderno. Sarà evidenziato come Sebastiano, seguendo la tradizione di Leonardo e Giorgione, concepirà i ritratti non più come semplice rappresentazione esteriore, ma come narrazione biografica della persona, integrando effigie, encomio e storia individuale, secondo concezioni condivise con Giovio. L’analisi che Giovio farà dello stile e della tecnica del pittore veneziano offrirà inoltre una chiave per comprendere il successo dell’artista nel confronto tra ritratto e biografia.
Costanza Barbieri è docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia del disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Cura mostre nazionali e internazionali e ha pubblicato circa cento contributi scientifici sul Rinascimento, il collezionismo e l’iconologia contestuale.
Ore 15.00 – Andrea Donati
Paolo Giovio e Vittoria Colonna tra arte, politica e letteratura
Sarà approfondito il rapporto personale tra Paolo Giovio e Vittoria Colonna, nobildonna, poetessa e moglie del Marchese di Pescara, osservata soprattutto durante il soggiorno a Ischia dopo il Sacco di Roma. Saranno messi in luce la sua cultura, l’intelligenza politica e la produzione poetica, elementi che consentiranno a Giovio di cogliere i tratti di una delle figure più influenti del suo tempo.
Andrea Donati è storico dell’arte, socio effettivo della Società Romana di Storia Patria e autore di libri e saggi sulla storia dell’arte. Ha collaborato con musei e istituzioni italiane ed europee.
Ore 15.30 – Gianpaolo Angelini
La macchina della gloria. La fortuna del Museo da Federico Borromeo alla fine dell’antico regime
Il Museo dei ritratti di Paolo Giovio ebbe un’eco incerta in Lombardia; a parte la nota replica nella Biblioteca Ambrosiana, solo di recente sono emersi altri episodi significativi di ripresa della serie dedicata agli uomini famosi. Queste testimonianze poco conosciute saranno inquadrate nella riflessione sulla struttura simbolica e comunicativa della “macchina della gloria” di Giovio, sia nelle gallerie dinastiche sia nell’autorappresentazione dei circoli intellettuali.
Gianpaolo Angelini è professore associato di Museologia e critica d’arte presso l’Università di Pavia. Si occupa di storia delle arti, del collezionismo e delle istituzioni museali ed ha pubblicato monografie sul patrimonio artistico lombardo tra età moderna e contemporanea.
Ore 16.00 – Bruno Fasola
La collezione di ritratti di uomini illustri di Giovan Battista Giovio e le sue scelte artistiche e letterarie
Giovan Battista Giovio (Como, 10 dicembre 1748 – Como, 17 maggio 1814) autore di molte opere letterarie, storiche, artistiche e religiose, lontano erede di Paolo Giovio e di Benedetto Giovio di cui scrisse gli elogi, tentò nel XVIII secolo di recuperare quanti più ritratti poteva della collezione di Paolo Giovio dispersi tra i lontani eredi. Tra il 1785 e il 1792, sul modello del suo avo, commissionò al pittore Giuseppe Mametti una serie di ritratti di uomini illustri dei secoli XVII e XVIII.
Bruno Fasola è storico dell’arte e docente all’Accademia A. Galli di Como. Cura la mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo e realizza studi sul collezionismo e sulla figura di Paolo Giovio.
Ore 16.30 – Chiusura del convegno
Sarà possibile visitare liberamente la mostra presso la Pinacoteca civica di Como (ultimo ingresso ore 17.30).
Il convegno di studi Giovio dopo Giovio si inserisce nell’ambito della mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo (Pinacoteca civica di Como, 24 ottobre 2025 – 8 febbraio 2026), che presenta per la prima volta riuniti i ritratti originali della collezione gioviana, affiancati da prestiti di musei e collezioni private.
L’esposizione ricostruisce, in chiave storica e critica, l’esperienza del Museo di Paolo Giovio, considerato il primo museo moderno.
Il convegno intende approfondire la fortuna della collezione gioviana dopo la morte del suo fondatore, analizzandone le derivazioni figurative, le vicende ereditarie della famiglia Giovio e le relazioni artistiche, politiche e culturali che ne hanno accompagnato la diffusione, la trasformazione e, in parte, la dispersione dopo la morte di Paolo Giovio. Attraverso contributi di storici dell’arte, archivisti e studiosi del collezionismo, il convegno ricostruisce la complessa rete di influenze che il progetto gioviano ha esercitato nel tempo.
Enrico Colombo, Assessore alla Cultura, Musei, Biblioteca, Como Creative City Unesco e Turismo
Veronica Vittani, Responsabile dei Musei civici di Como e curatrice della Pinacoteca
Moderano Veronica Vittani e Bruno Fasola
Ore 10.30 – Magda Noseda
DYNASTY, ovvero Paolo Giovio e la sua grande famiglia, dal XVI al XX secolo
Sarà ricostruita la rete dei rapporti familiari di Paolo Giovio e dei suoi discendenti fino agli ultimi eredi, comprendendo figli, nipoti legittimi e illegittimi e fratelli. Saranno messi in rilievo la vita privata, le scelte di collezionismo e la sorte degli oggetti minori della raccolta gioviana.
Magda Noseda ha conseguito la laurea in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Milano. Ha lavorato per quarant’anni presso l’Archivio di Stato di Como, schedando e inventariando i fondi della famiglia Giovio. Ha collaborato a mostre e conferenze ed è autrice di numerosi studi sulla storia comasca.
Ore 11.00 – Sonia Maffei
La fortuna del Museo Gioviano negli atlanti di uomini illustri
Sarà illustrata la diffusione della serie gioviana di Tobia Stimmer, che trasformerà gli Elogia in modello incisorio imitato in tutta Europa. Sarà evidenziato come altri autori, tra cui Valentinus Thilo e Nicolaus Reusner, riprenderanno e amplieranno il progetto, inserendolo negli atlanti di uomini illustri e contribuendo a consolidare un canone fisionomico duraturo.
Sonia Maffei è professoressa ordinaria di Storia della critica d’arte all’Università di Pisa. I suoi studi si concentrano sulla letteratura artistica del Cinquecento, il lessico delle arti e l’iconografia rinascimentale, con approfondimenti su Paolo Giovio, Ripa, Cartari e Pignoria.
Ore 11.30 – Alberica Barbolani da Montauto
La serie gioviana fiorentina: dalle sale di Palazzo Vecchio alla Galleria degli Uffizi
La serie gioviana degli Uffizi costituisce probabilmente la prima derivazione dalla famosa collezione di Paolo Giovio. Con l’invio di Cristofano dell’Altissimo a Como nel giugno del 1552, Cosimo I de’Medici dette il via a un’operazione complessa e a tratti anche imprevista. Dalla prima esposizione nelle sale di Palazzo Vecchio, probabilmente suggerita da Giovio stesso, a quella nella Sala del Mappamondo i ritratti assumono infatti una nuova valenza di manifesto politico per poi confluire agli Uffizi.
Alberica Barbolani da Montauto è guida turistica abilitata e assistente presso le Gallerie degli Uffizi dal 1999. Laureata in Studi Umanistici e in Scienze Storiche, si occupa della storia del ritratto e del suo ruolo politico. Tra le pubblicazioni principali figura La collezione gioviana degli Uffizi (Giunti, 2023).
Ore 12.00 – Francesca Del Torre
La galleria dei ritratti dell’Arciduca Ferdinando II d’Asburgo
A partire dai tardi anni Settanta del Cinquecento l’arciduca Ferdinando II d’Asburgo creò una galleria di personaggi illustri e di membri di dinastie europee, in piccolo formato. Sono oltre 900 i ritratti da lui commissionati cui se ne aggiunsero circa un centinaio nei secoli XVII e XVIII. La galleria è esposta al Kunsthistorisches Museum di Vienna e testimonia dell’interesse dell’arciduca per la documentazione visiva di personaggi di rilievo storico politico e culturale così come delle relazioni dinastiche degli Asburgo.
Francesca Del Torre è curatrice della pittura italiana del Rinascimento presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Coordina progetti di ricerca e cura mostre su Jacopo Bassano, Tiziano e Arcimboldo, approfondendo la storia della pittura e del collezionismo d’arte.
Ore 12.30 – Pausa
Sarà possibile visitare la mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo presso la Pinacoteca civica di Como.
Ore 14.30 – Costanza Barbieri
Sebastiano del Piombo, Paolo Giovio e il ritratto come retorica della rappresentazione
Il rapporto tra Paolo Giovio e Sebastiano del Piombo sarà illustrato come momento centrale per l’evoluzione del ritratto moderno. Sarà evidenziato come Sebastiano, seguendo la tradizione di Leonardo e Giorgione, concepirà i ritratti non più come semplice rappresentazione esteriore, ma come narrazione biografica della persona, integrando effigie, encomio e storia individuale, secondo concezioni condivise con Giovio. L’analisi che Giovio farà dello stile e della tecnica del pittore veneziano offrirà inoltre una chiave per comprendere il successo dell’artista nel confronto tra ritratto e biografia.
Costanza Barbieri è docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia del disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Cura mostre nazionali e internazionali e ha pubblicato circa cento contributi scientifici sul Rinascimento, il collezionismo e l’iconologia contestuale.
Ore 15.00 – Andrea Donati
Paolo Giovio e Vittoria Colonna tra arte, politica e letteratura
Sarà approfondito il rapporto personale tra Paolo Giovio e Vittoria Colonna, nobildonna, poetessa e moglie del Marchese di Pescara, osservata soprattutto durante il soggiorno a Ischia dopo il Sacco di Roma. Saranno messi in luce la sua cultura, l’intelligenza politica e la produzione poetica, elementi che consentiranno a Giovio di cogliere i tratti di una delle figure più influenti del suo tempo.
Andrea Donati è storico dell’arte, socio effettivo della Società Romana di Storia Patria e autore di libri e saggi sulla storia dell’arte. Ha collaborato con musei e istituzioni italiane ed europee.
Ore 15.30 – Gianpaolo Angelini
La macchina della gloria. La fortuna del Museo da Federico Borromeo alla fine dell’antico regime
Il Museo dei ritratti di Paolo Giovio ebbe un’eco incerta in Lombardia; a parte la nota replica nella Biblioteca Ambrosiana, solo di recente sono emersi altri episodi significativi di ripresa della serie dedicata agli uomini famosi. Queste testimonianze poco conosciute saranno inquadrate nella riflessione sulla struttura simbolica e comunicativa della “macchina della gloria” di Giovio, sia nelle gallerie dinastiche sia nell’autorappresentazione dei circoli intellettuali.
Gianpaolo Angelini è professore associato di Museologia e critica d’arte presso l’Università di Pavia. Si occupa di storia delle arti, del collezionismo e delle istituzioni museali ed ha pubblicato monografie sul patrimonio artistico lombardo tra età moderna e contemporanea.
Ore 16.00 – Bruno Fasola
La collezione di ritratti di uomini illustri di Giovan Battista Giovio e le sue scelte artistiche e letterarie
Giovan Battista Giovio (Como, 10 dicembre 1748 – Como, 17 maggio 1814) autore di molte opere letterarie, storiche, artistiche e religiose, lontano erede di Paolo Giovio e di Benedetto Giovio di cui scrisse gli elogi, tentò nel XVIII secolo di recuperare quanti più ritratti poteva della collezione di Paolo Giovio dispersi tra i lontani eredi. Tra il 1785 e il 1792, sul modello del suo avo, commissionò al pittore Giuseppe Mametti una serie di ritratti di uomini illustri dei secoli XVII e XVIII.
Bruno Fasola è storico dell’arte e docente all’Accademia A. Galli di Como. Cura la mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo e realizza studi sul collezionismo e sulla figura di Paolo Giovio.
Ore 16.30 – Chiusura del convegno
Sarà possibile visitare liberamente la mostra presso la Pinacoteca civica di Como (ultimo ingresso ore 17.30).
Il libro/progetto “Un vulcano, due Plinii, tre biblioteche” è un racconto scritto da Chiara Milani con illustrazioni di Giada Negri, pubblicato da Carthusia Edizioni nel 2025.
Fa parte del kit educativo “La Naturalis Historia in gioco”, ideato per avvicinare bambini e ragazzi (dai 8 ai 12 anni), ma anche bibliotecari, insegnanti e famiglie, alla figura di Plinio il Vecchio e alla sua opera più celebre, la Naturalis Historia, in occasione del bimillenario della nascita di Plinio il Vecchio37.
Il racconto narra la storia di Francesco Benzi, un giovane che scopre attraverso le lettere di Plinio il Giovane la figura di Plinio il Vecchio e decide di rifondare la biblioteca pubblica di Como ispirandosi a quella romana fondata da Plinio il Giovane.
Il progetto comprende 25 volumetti per la classe, una guida per adulti (bibliotecari e insegnanti) con istruzioni e schede di approfondimento curate da Chiara Milani e Luisa Roda, e un gioco da tavolo ideato da Silvia Marelli che si trasforma in una plancia di gioco, da utilizzare dopo la lettura dei testi37.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Biblioteca Comunale di Como, del Comune di Como e dell’Accademia Pliniana.
Sono stati prodotti 340 kit completi con volumetti, guide e carte gioco, destinati alle biblioteche e scuole della provincia di Como, con l’obiettivo di promuovere la storia, la cultura e la lettura in modo ludico e coinvolgente3.
In sintesi, “Un vulcano, due Plinii, tre biblioteche” è un progetto editoriale e didattico che unisce storia, gioco e biblioteche per far conoscere Plinio il Vecchio e la sua opera ai giovani attraverso una narrazione illustrata e un gioco educativo, pubblicato da Carthusia Edizioni nel 2025 con autori Chiara Milani e Giada Negri37.
Palazzo Erba-Odescalchi, situato nel centro di Como, ha una storia ricca e un’importanza culturale significativa. Originariamente di proprietà della famiglia Odescalchi dal XVI al XVIII secolo, il palazzo è stato ristrutturato e riadattato per ospitare la Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino”. Questo cambiamento è avvenuto dopo un concorso indetto nel 1961, che mirava a preservare l’integrità storica del palazzo mentre si adattava alle esigenze moderne di una biblioteca[3][6].
Caratteristiche Architettoniche
Il palazzo è noto per la sua architettura storica e per i dettagli decorativi che riflettono il suo passato nobile. Durante la ristrutturazione, particolare attenzione è stata dedicata al restauro delle finiture originali, inclusi affreschi e soffitti a cassettoni[1]. La Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino” non solo serve come centro di lettura e cultura, ma contribuisce anche a valorizzare il patrimonio storico di Como[4][5].
Importanza Culturale
La scelta di Palazzo Erba-Odescalchi come sede della biblioteca rappresenta un impegno verso la conservazione della storia locale, rendendo accessibile la cultura e la conoscenza a tutti i cittadini. La biblioteca offre una vasta gamma di risorse e attività culturali, diventando un punto di riferimento per la comunità[6].
In sintesi, Palazzo Erba-Odescalchi non è solo un esempio di architettura storica, ma anche un simbolo della fusione tra passato e presente nella città di Como.
La Biblioteca Comunale Paolo Borsellino, situata nel centro storico di Como, è una delle biblioteche più antiche e significative della provincia. La sua storia inizia nella seconda metà del XVII secolo, precisamente nel 1663, quando fu istituito il primo nucleo bibliotecario. Questo patrimonio ha subito diverse evoluzioni nel corso dei secoli, arricchendosi notevolmente con l’arrivo di nuovi fondi e collezioni.
Evoluzione e Patrimonio
Nel 1796, la biblioteca divenne proprietà della municipalità comasca dopo l’arrivo delle truppe francesi, e nel 1799 incorporò i fondi librari delle corporazioni religiose soppresse.
Oggi, la biblioteca conserva circa 500.000 opere a stampa, un fondo manoscritti e un archivio che copre un arco temporale di oltre tredici secoli. Inoltre, dispone di oltre 7.000 documenti multimediali, tra cui film e audiolibri[1][3].
Intitolazione a Paolo Borsellino
Un momento significativo nella storia recente della biblioteca è avvenuto nel 2018, quando è stata intitolata a Paolo Borsellino, il magistrato assassinato dalla mafia nel 1992. Questa decisione è stata presa in seguito a una proposta del Centro Studi Sociali contro le Mafie e ha visto la cerimonia di intitolazione tenutasi l’8 aprile 2019, alla presenza della figlia di Borsellino[1][2][7].
Servizi e Struttura
La biblioteca offre spazi e servizi per tutti i cittadini, con aree dedicate alla lettura, alla consultazione e allo studio.
Dispone di sale a scaffale aperto per la narrativa, una sala per ragazzi con un vasto assortimento di libri per bambini e giovani adulti, nonché postazioni digitali per l’accesso a Internet e cataloghi online[1][3].
È anche un importante centro di conservazione e ricerca storica, con cataloghi accessibili sia fisicamente che digitalmente.
Accessibilità
La Biblioteca Comunale Paolo Borsellino è facilmente accessibile al pubblico ed è attenta alle esigenze delle minoranze etniche e linguistiche, offrendo testi in diverse lingue. Inoltre, la struttura è adeguata per accogliere persone con disabilità[1][2].
Con la sua ricca storia e il suo impegno verso la comunità, la Biblioteca Comunale Paolo Borsellino continua a essere un punto di riferimento culturale importante per la città di Como.
Gli autori, terapeuti del Consultorio Gratuito del Minotauro, propongono stimolanti riflessioni nate dal confronto con le adolescenti incontrate durante gli anni di attività clinica del Servizio. Il testo vuole essere un utile strumento per i terapeuti ma anche per tutte le altre figure – genitori, insegnanti, operatori – che si confrontano quotidianamente con le nuove adolescenti.