Poesie · Tartarughe · Tartarugosa

Festina lente

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Catturano l’ultimo tepore

scordato da un’estate distratta.

E’ l’orologio delle ombre

che avverte le sagge tartarughe.

Lentamente si affrettano

a terminare lo scavo

nella nera terra,

più friabile dopo la pioggia.

Le notti ora sono fresche,

nel meriggio compaiono, a tratti,

con un cammino indolente e svogliato.

Sfuggono ai tempi bui e cupi, le sagge,

sanno che il vero riparo

sta dalla parte delle radici.

Lì s’inabisseranno,

in attesa dell’eterno ritorno.

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autunno · meteo e terra · Poesie

signora pioggia

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Sono tornata.

Ad ingrigire il mondo

(e le vostre vite)

col mio umido mantello.

E voi miseri fuggite,

nascondendovi spauriti

mentre gli stolti e i coraggiosi,

sotto le mie carezze,

ballano liberi e felici.

E scivolo sulle lucide chiome

lasciando brividi di piacere.

E poso limpidi specchi a terra

per duplicare il mondo.

E chi non mi ama

vede solo pozze di lacrime.

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autunno · Poesie

Autunno

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Chiacchierano le foglie sotto i passi.

Iniziano ad arrossire

le bacche dell’agrifoglio

e si fanno scarlatte le lucide bucce

dei tondi melograni.

Nell’ultimo obliquo riflesso

che incendia il lago,

si ode lo sciabordio dei remi,

una barca scivola lieve,

il pescatore attende, paziente.

Dal bosco l’eco remota della motosega

si fa crepitio di ciocchi secchi.

Lingue ipnotiche di fiamme

illuminano il camino,

riscaldano e inducono sogni.

Affondano i piedi

nello spugnoso tappeto muscoso

degli umbratili gradini;

un nido vuoto è caduto,

disfatto dalla pioggia insistente.

Piange il cielo,

si congeda dal giorno che muore.

Il soffio del vento tra i rami nudi

traccia invisibili sentieri di seta

per il vagabondo rumore della malinconia.

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LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Poesie

Leopoldo Lonati, Discorso senza un alito di vento. Quartine.  Note di lettura di Aurelio Buletti e Renato Giovannoli, Casagrande Edizioni

Avatar di Paolo FerrarioANTOLOGIA DEL TEMPO CHE RESTA

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Casagrande Edizioni  presenta

Leopoldo Lonati,  Discorso senza un alito di vento.  Quartine

Centotré quartine (più una) per un Discorso enigmatico e meditativo, seducente nella sua musicalità, dove «giocosamente e non senza humour le parole convocano altre parole».

«Questa può essere una chiave per aprire alla nostra comprensione e al nostro affetto le quartine che compongono il Discorso: assumere su di sé tutte le asprezze del non facile viaggio di ispezione e scrittura effettuato dall’autore ed appropriarsi, con una lettura attenta, della ricchezza del contenuto e della maestria della forma, provandone gioia e oserei addirittura dire allegria».

Dalla nota di lettura di Aurelio Buletti

«Da dove giunge la poesia di queste quartine? Possiamo certo tenere conto dei riferimenti biblici, delle inevitabili reminiscenze di altri poeti, delle epigrafi scelte dall’autore dalle quali si potrebbe risalire almeno a una parte dei suoi riferimenti filosofici, ma la caccia alle fonti non sarebbe di grande aiuto…

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LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Morandotti Lorenzo, I demoni della speranza, puntoacapo editrice, 2022

Avatar di Paolo FerrarioANTOLOGIA DEL TEMPO CHE RESTA

vai alla scheda dell’editore:

https://www.puntoacapo-editrice.com/product-page/i-demoni-della-speranza-lorenzo-morandotti

. . . un’opera esigua nella mole quanto densa e ricca nelle sue fronde e radici, riguardo alle quali bisognerà citare almeno tre maestri indiscussi del pensiero negativo, vale a dire Nietzsche, Kraus e Cioran, e la Wunderkammer in cui si alternano le acrobatiche giravolte dei loro aforismi al fulmicotone. Anche all’ombra di quei padri nobili, Lorenzo Morandotti ci consegna il suo elegante scrigno verbale, dimostrando di saper tradurre sul bianco della pagina tutto il dolente enigma che precede ogni scrittura degna di questo nome . . . (Dalla Prefazione di Mario Marchisio)L'Autore:Lorenzo Morandotti è nato a Milano nel 1966. Giornalista, ha diretto periodici locali ed è stato per 25 anni redattore del quotidiano Corriere di Como, allegato al Corriere della Sera. Nel 2001 ha pubblicato da Manni di Lecce la raccolta di poesie Respirazione, nel 2014 da ES di Milano la raccolta di brevi…

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BIOGRAFIA, biografie · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Pellio

Casa Corti a Pellio Intelvi , celebrazione letterario-musicale, 10 settembre 2022

Buongiorno a tutte e tutti.

Vi invitiamo a riservare il pomeriggio di sabato 10 settembre per una celebrazione letterario-musicale presso Casa Corti Pellio Intelvi.

L’evento, che prenderà avvio alle 15, prevede la presentazione del recente volume “Viaggiatori del cielo” (a cura di B. Centovalli), pubblicato in omaggio a Maria Corti, a vent’anni dalla scomparsa, nonché il concerto di musica antica dei tempi di Dante del Vortex Ensemble.

È previsto un piccolo rinfresco.

L’ingresso è libero, ma con posti limitati e raccolta “a cappello” di un contributo per le artiste.

Il programma dettagliato sarà pubblicato a breve sul sito www.casacorti.org.

Gli interessati sono pregati di annunciarsi entro il 20 agosto, scrivendo a info@casacorti.org.

Buon proseguimento d’estate!

Alberi · BATTELLI e Corriere · Cipressi · Estate · Poesie · Sguardi

Sguardo sui CIPRESSI che riesco a vedere dal battello nel percorso Nesso/Como, 31 agosto 2022. Immagini con due poesie di MARIANGELA GUALTIERI

MARIANGELA GUALTIERI:

In un momento

In un momento

il bel mattino di sole

s’è ammassato nel bianco

e tutto un cielo di nebbie

passa come fumando

sui cipressi. Ed essi stanno

scuri e dimessi

in un’attesa. Fermi. Fissi.

Veri come la terra

che li cresce.

Giganti immobilmente

neri.

Oggi i cipressi agitano

una strana vita

e mi pare niente

il mio sapere se non contempla

quel loro enigmatico respiro.

Arboreo stupore

sotto una pioggia obliqua

da: Mino Petazzini, La poesia degli alberi, Luca Sossella editore, 2020

Bosco · Poesie

Come il lamento di un bosco, Cesare Pavese

Avatar di Paolo FerrarioIl pensiero di EMANUELE SEVERINO, a cura di Vasco Ursini (1936 - 2023)

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Come il lamento di un bosco,
come il trillo non udito di un usignolo,
si spande l’armonia
ed empie l’aria
e per l’aria ti va nelle orecchie
e nelle cervella e nel cuore.
Vibra vibra l’aria
commossa dal trillo dell’usignolo!
Poi possente completa
la melodia ti domina
e tu la domini
e tutti
gli atomi vibrano di una gioia divina.

Poi quando saturo
di musica lo spirito riposa
come la terra che raccoglie un seme
germoglia e sboccia in mille
immense costruzioni d’armonia.

Frattanto il trillo non era finito.

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Poesie · Pozzi Antonia

post dedicati alla poetessa ANTONIA POZZI pubblicati su Antologia del tempo che resta

vai a:

https://antemp.com/category/autori/pozzi-antonia/

BATTELLI e Corriere · Lucia A, 1963 · Poesie

al vento (pensieri da gita in battello)

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Carezzami,

ricorda che sono viva,

che ancora rabbrividisco

al tuo delicato tocco.

Avvolgimi,

nelle tue spire furiose,

ora calde come l’amore,

ora fredde come la morte.

Gettati,

sul mio corpo indifeso,

come impudente amante,

indomabile e selvaggio.

Sussurrami,

quelle dolci promesse

prive di suono

che sempre voglio ascoltare.

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BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Porta Musa Carla · STORIA LOCALE E SOCIETA'

FISOGNI Primavera, Giovane è la parola. Biografia letteraria di CARLA PORTA MUSA, Carocci editore, 2022. Indice del libro

vai alla scheda dell’editore:

http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&isbn=9788829015252&Itemid=72

Quando Buffalo Bill portò il suo circo a Como nel 1906, c’era anche lei tra il pubblico. Aveva quattro anni. Quasi mezzo secolo più tardi pubblicò il primo romanzo nella “Medusa degli Italiani” di Mondadori e a 110 anni l’ultimo articolo per il giornale della sua città. È una storia straordinaria quella che Carla Porta Musa (Como, 1902-2012) ha scritto con la sua vita operosa di narratrice, poetessa, giornalista e promotrice culturale, attraverso due secoli. Raccontarla significa gettare nuova luce sul Novecento culturale italiano, incontrare Carlo Linati, Piero Chiara, Dino Risi e Margherita Sarfatti. Nell’«interessantissima» vita dell’«indomita amica» Carla – come la definì Claudio Magris – entrano tante pagine di storia: dalle guerre mondiali all’11 settembre. Firma della “Domenica del Corriere” e prima titolare della rubrica “Posta del cuore” della rivista “Amica”, Porta Musa ha compreso che la parola apre mondi. Fa rialzare. Compensa la frustrazione di sentirsi una madre imperfetta o di abitare il cono d’ombra dopo l’esaltante parentesi del successo. La sua biografia letteraria è soprattutto questo, un incontro che cambia la vita.

Premessa
Scopo e metodo
Fonti inedite e d’archivio
1. In cerca del proprio destino

E attendevo che il tempo passasse/Quel tè con Linati. L’allieva Carla/È così difficile/Le lucenti fedi/«A ridarmi un po’ di pace». Moglie e madre
2. Noviziato letterario
Nuovi orizzonti/«Quando riuscirò a parlare con un editore…»/Ritorno alla poesia
3. “Scrittrice”, finalmente
Nella “Medusa degli Italiani”/Virginia 1880, tutta un’altra storia/Nell’élite letteraria/Frustrazioni di una scrittrice
4. Giornalista non per caso
La piccola lettrice/Direttore letterario della rivista “Como”/Il dialogo con le lettrici di “Amica”/Firma della “Domenica del Corriere” – Racconti «leggeri e garbati»
5. L’amica Carla
Tra i protagonisti del Novecento (e oltre)/Margherita Sarfatti al “Soldo” e nelle lettere/Dino Risi, lezioni di cinema/Lo stupore di Piero Chiara e gli incontri di Montecatini/I Falck, una «lunga e straordinaria amicizia»/Firenze, oh cara!/Indomita amica: l’epistolario con Magris
6. Seconda giovinezza letteraria
La stagione del raccolto/Fino all’ultimo narratrice/Giovane è la parola. Vocazione e destino
Ringraziamento di Livia Porta
Bibliografia

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Cani · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Rick Bragg, Il randagio che mi ha preso il cuore. Storia di Speck, il pastore australiano combinaguai che mi ha salvato la vita, Aboca editore, 2022

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Un cane come Speck è una vera sciagura. Un randagio impossibile da addestrare, incapace di recepire i comandi. È quasi cieco da un occhio e se si gira troppo in fretta da quella parte va a sbattere contro un palo della staccionata, o il fianco di un furgone in corsa; il suo udito è lacunoso, tutte e due le orecchie sono state strappate all’attaccatura durante la sua ultima lotta seria tra cani, anche se, per qualche miracolo, è sempre in grado di sentire le parole “spuntino” e “biscotto”; e anche il suo olfatto è un po’ compromesso…
Speck è incorreggibile: corre dietro alle auto, litiga con i gatti, sguazza nella merda di asino, armeggia con le carcasse, importuna i corrieri a domicilio, attacca briga con il bestiame… Eppure, forse ci voleva un cane come lui, sopravvissuto alle più sporche meschinità, ai momenti più bassi e difficili della vita, per far sembrare il fiume di malinconia che ha attraversato Rick Bragg una semplice pozza di fango in cui sguazzare felici.
Speck, infatti, è entrato nella vita di Rick in un periodo di grande incertezza: gli era appena stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin e si sarebbe dovuto preparare ad affrontare anni di calvario, tra chemioterapia, insufficienza renale, polmoniti ricorrenti… Una situazione che lo stava rendendo via via sempre più chiuso e diffidente, una situazione da cui Speck lo ha salvato e continua a farlo. Autore di grandissima fama, finora mai tradotto in Italia, sempre in vetta alle classifiche dei più venduti ogni volta che un suo libro viene pubblicato, Rick Bragg ha saputo dare voce alle inquietudini e alle contraddizioni degli Stati Uniti attraverso i suoi reportage per il “New York Times” con i quali ha vinto il premio Pulitzer per il giornalismo.
Scritto con uno stile inimitabile, che mescola tenerezza e dolore, umorismo e coraggio, Il randagio che mi ha preso il cuore riesce a cristallizzare un sentimento particolarissimo: l’amorevole e straordinaria devozione tra due creature ferite che, pur appartenendo a specie diverse, riescono a guarire solo perché hanno la forza di sostenersi l’una con l’altra.