Lake Como Poetry Way · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Poesie · Villa del Grumello

Ugo Foscolo e la Villa del Grumello, in Lake Como Poetry Way – Wikivoyage, guida turistica di viaggio

A marcare l’arrivo alla terza tappa c’è il busto di Ugo Foscolo (1778-1827), sporto sul lago di Como, come a scrutarne e sorvegliarne il primo bacino. Il busto si trova nel parco della Villa del Grumello, una delle più antiche ville del Lago di Como oggi visitabili. Il nucleo originario, posto ad una certa altezza rispetto alla riva, risale al XVI secolo.

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LAKE COMO POETRY WAY. Sulle orme dei grandi, in Sentiero dei Sogni

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https://sentierodeisogni.it/project/lake-como-poetry-way/

https://it.wikivoyage.org/wiki/Lake_Como_Poetry_Way

Dalla fondazione di Como romana al Novecento, sono numerosi i personaggi letterari che hanno legato la loro vita e/o la loro opera a Como. Ne abbiamo scelti dodici che rappresentano al meglio le diverse epoche: Cecilio, Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, Paolo Giovio, Vincenzo Monti, Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi, Alessandro Volta (che fu anche poeta), Pencho Slaveikov, Filippo Tommaso Marinetti, Hermann Hesse e Alda Merini.

Ogni autore ha raccontato o incarnato nella sua opera o nella sua vita un pezzetto del percorso proposto. Attraverso la Lake Como Poetry Way i grandi del passato narrano ai cittadini e ai turisti di oggi luoghi e monumenti di grande interesse: dalla riva di Cernobbio al Faro Voltiano di Brunate, dalla villa museo di Paolo Giovio (prima nel suo genere al mondo) al Duomo di Como, dal Monumento di Caduti di Sant’Elia e Terragni all’eremo di San Donato.

Berra Pietro · Poesie

Pietro Berra, NESSO, in Larioinversi

Scrive Pietro Berra:

Su La Provincia di Como di oggi ho inaugurato una rubrica, “LarioInVersi”, che non vuole essere personale, bensì partecipata. L’obiettivo è di creare, settimana dopo settimana, un itinerario, o un atlante, poetico del lago di Como, il più possibile capillare. Tutti gli autori interessati, sono invitati a contribuire con uno o più testi, in cui una località delle province di Como e Lecco sia più o meno chiaramente riconoscibile. Il viaggio parte dal basso Lario, per la precisione da Nesso. Mandate le poesie a p.berra@laprovincia.it

Poesie · Pozzi Antonia

L’Antonia. Poesie , lettere e fotografie scelte e raccontate da Paolo Cognetti (Ponte alle Grazie editore). Articolo di Katia Trinca Colonel, in Corriere di Como 24 agosto 2021

Articolo di Katia Trinca Colonel letto in edizione cartacea. Cerca in:

https://www.corrieredicomo.it/antonia-pozzi-paolo-cognetti-e-le-montagne-sopra-il-lario/

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Lake Como Poetry Way – rimando al sito Sentiero dei Sogni

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Gatti · Poesie

“Pensaci bene prima di prendere un GATTO. Ti farà credere che sia stato tu ad averlo trovato in mezzo alla strada in un cassonetto …” , di Andrew FABER

Pensaci bene
prima di prendere un gatto.
Ti farà credere che sia stato tu
ad averlo trovato
in mezzo alla strada
in un cassonetto
dentro un gattile.
 
Ti farà credere che sia stato tu
ad averlo salvato
che incontrarvi sia stata fortuna
pura casualità
quando invece era lì ad aspettarti
quando invece era il vostro appuntamento
fin da sempre.
 
Pensaci bene prima di prendere un gatto.
In quegli occhi si entra una volta
per poi non uscire mai più.
 
Sappi che di quell’amore
puro
infinito
e randagio
non potrai mai più liberarti.
 
I gatti amano per volontà
non per bisogno, non per istinto
i gatti amano per essere liberi.
 
Pensaci bene prima di prendere un gatto
che prendere poi, è un termine inadeguato, sciatto.
Sbagliato.
Un gatto non si prende né si adotta
un gatto si custodisce.
 
E ricordarti che dovrai accettare il suo caos
la sua elegante arroganza
i suoi attimi di smisurata dolcezza
prenderti cura della sua solitudine
dei suoi momenti di incantevole assenza.
 
Pensati come a un primo appuntamento
che ogni istante si ripete.
Circondalo di attenzioni, sempre
come un amante corteggia la sua dama
con dolci parole
e infinite carezze.
 
Sappi che ogni istante lui sa dove ti trovi
come ti senti
e di cosa hai bisogno per essere felice.
 
Pensaci bene prima di prendere un gatto
perché nessuno più di lui
sa di cosa è fatto l’amore.
 
Parlo del rispetto dei propri spazi
e dei propri umori.
 
Parlo del bisogno di nascondersi
a volte
da tutto e da tutti.
 
Parlo di saper riconoscere
quando è inutile insistere
perché avvicinandosi a volte ci si perde
e di quando insistere, invece
è l’unico modo per tornare a stare vicini.
 
Parlo dell’arte
di sapersi osservare da lontano
dove ogni cosa acquista la sua forma.
 
Parlo di saper riconoscere la meraviglia
di volersi entrambi
in quei momenti di rara bellezza
che rimangono impressi per sempre.
 
Parlo di quando all’improvviso
dal nulla più assoluto
si accende la follia
e si inizia a correre come pazzi
a giocare come ragazzini
buffi e ridicoli
come rendersi conto
che la felicità va abbracciata
graffiata, protetta.
Perché può durare un attimo.
 
Ma soprattutto
pensaci bene prima di prendere un gatto
perché arriverà il giorno in cui dovrai dirgli addio.
 
E saprà stupirti di nuovo
come ha fatto per tutta la sua vita.
Mentre non riesce più a reggersi in piedi.
Mentre è sdraiato da giorni lì
nello stesso punto di casa
dove ha scelto di morire.
Mentre non vuole nessuno vicino, tranne te.
E con le ultime forze ancora ti urla il suo amore.
Le fusa che gli escono strane e spente, stonate.
Ma che tu ricorderai
come il canto più dolce
che ti sia stato concesso ascoltare.
Non cercare di dimenticarlo quel dolore, di vincerlo.
Non si può.
Una parte di te si è spenta con lui.
Una parte di te, si è perduta, per sempre.
 
 
Margherita G. · Poesie

COMO Ciuffi di case tra macchie di alberi. Girotondo di monti e colline … di Margherita Giglio, 27 agosto 2021

COMO
Ciuffi di case 
tra macchie di alberi.
Girotondo di monti e colline
che si specchiano
in una pozza di acqua dolce.
Sentieri che s’ insinuano
nel verde.
Rotoli di strade.
Sagome umane 
ferme, in movimento,
sicure smarrite pensanti.
Per ultimo un cielo
vestito di nuvole ed astri.
Una città raccolta in sé stessa
che ti osserva 
e ti dice sommessa:
“Guardami, 
non sono forse bella?”
 
Cani · Poesie

Elegia per Satana, di NAZIM HIKMET

Satana era il nome del mio cane

“era” non ha niente a che fare col suo nome

al suo nome non è successo nulla

i satani sono dei tiranni

i tiranni sono furbi e bugiardi

ma intelligenti mai

il mio cane era intelligente

 

S’è morto un po’ per colpa mia

non ho saputo averne cura

e se non sai averne cura

non bisogna nemmeno piantare un albero

perché è un grande dolore per l’uomo

che l’albero secchi tra le sue mani

 

Mi dirai che bisogna buttarsi in acqua

per imparare a nuotare

è vero

ma se anneghi

sei il solo ad annegare

 

Sono molte mattine che mi sveglio

e ascolto intorno a me

nessuno gratta alla mia porta

mi vien voglia di piangere

e vergogna di non poter piangere

 

Era come l’uomo

molti animali sono come l’uomo

perché hanno la bontà dell’uomo

inchinava il suo collo forte

davanti all’amicizia

la sua libertà era racchiusa

nelle zanne e nelle zampe

e la sua cortesia

nella grande coda pelosa

 

Ogni tanto avevamo voglia di vederci

mi parlava dei grandi problemi

della fame della sazietà dell’amore

ma non ha mai provato

nostalgia per il suo paese

quello era affar mio

 

Hanno messo il poeta in paradiso

e ha gridato: ah! il mio paese

è morto

come muoiono qui

l’uomo l’animale la pianta

nel letto sulla terra nell’aria nell’acqua

all’improvviso

nell’attesa

nel sonno

come si muore in questo modo

come dovrò morire

come dovremo morire

 

Oggi son trentotto gradi all’ombra

guardo il balcone verso il bosco

i pini si drizzano

tutti snelli tutti lunghi tutti rossi

il cielo è celeste-acciaio

gli uomini sudano

i cani ansano

vanno al lago per bagnarsi

lasciano sulla riva la pesantezza del corpo

condividono la felicità dei pesci.

Cani · Poesie

PAROLA DI CANE, in Franco Marcoaldi, Animali in versi, Einaudi, 2006

Hai solo cinque anni, ma penso
di continuo alla tua morte.
Incapace di godere del momento,
lo brucio nell’angustia
di tua futura, definitiva sorte.
Tu, con la tua anima di cane,
proprio non mi capisci. Mi guardi
ebbro d’amore, inclini la tua testa
e ti smarrisci. «Padrone, mio, che dici?
Con tutto quello che possiamo fare:
rincorrerci, annusarci, baciarci
con la lingua, giocare con i gatti,
cacciare le lucertole, mangiare.
Dai retta a me, padrone mio,
pensa di meno a te
e asseconda il vento.
Svuotato l’io, sarai pieno di vita:
importa poco se per un anno, dieci o cento.

(Franco Marcoaldi,  Animali in versi, Einaudi, 2006)

Giardini (in genius loci) · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · Poesie

Da anni più nessuno si è occupato del giardino. … di GHIANNIS RITSOS, Rinascita

Da anni più nessuno si è occupato del giardino. Eppure
quest’anno – maggio, giugno – è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all’inferriata, – mille rose,
mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi –
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori – colori-ali; – tanto che la donna uscì di nuovo
a dare l’acqua col suo vecchio annaffiatoio – di nuovo bella,
serena, con una convinzione indefinibile. E il giardino
la nascose fino alle spalle, l’abbracciò, la conquistò tutta;
la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno in punto, vedemmo
il giardino e la donna con l’annaffiatoio ascendere al cielo –
e mentre guardavamo in alto, alcune gocce dell’annaffiatoio
ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento, sulle labbra.

Ghiannis Ritsos

3 giugno 1969
Karlòvasi- Samo

da “Pietre Ripetizioni Sbarre”, Crocetti Editore, 2004

ORTO: lavori, cure, manutenzione · Poesie

Dell’innaffiare il giardino – B. Brecht, Poesie e canzoni, trad. Ruth Leiser e Franco Fortini, Einaudi 1967

Oh, bello innaffiare il giardino,

per far coraggio al verde!

Dar acqua agli alberi assetati!

Dai più che basti

e non dimenticare i cespugli delle siepi,

perfino quelli che non dan frutto,

quelli esausti e avari.

E non perdermi di vista

in mezzo ai fiori,

le male erbe, che hanno sete anche loro.

Non bagnare solo il prato fresco

o solo quello arido:

anche la terra nuda tu rinfrescala.

.B. Brecht, Poesie e canzoni, trad. Ruth Leiser e Franco Fortini, Einaudi 1967

Dell’innaffiare il giardino – L’Erba Canta
Gatti · Poesie

Se aveste mai dormito con un gatto … di Franco Marcoaldi, in Animali in versi, Einaudi, 2006

Se aveste mai dormito con un gatto

o un cane adagiato sopra al grembo,

ora conoscereste un altro sonno –

anch’esso animato da sogni

e da fantasmi, ma indenne da mentali

avvenimenti e conseguenti crucci e vacui spasmi –

proteso al cuore originario della vita:

l’uno da cui siamo venuti tutti

e a cui tutti torneremo.

Se aveste mai dormito con un gatto

o un cane adagiato sopra al grembo,

ora sapreste cos’è la vera pace:

la felicità di assentarsi

dal frastuono e assieme

la prontezza di non mancare

mai all’appuntamento buono.

Se aveste mai dormito con un gatto

o un cane adagiato sopra al grembo,

ora sapreste che la metamorfosi è possibile –

che uomo e gatto e cane sono

entità volatili e cangianti: nel sonno

condiviso scompaiono le stinte

gerarchie tra cavalieri e fanti.