SERVIZI SOCIALI e SANITARI

proposte sulla politica dei SERVIZI SANITARI, SOCIOSANITARI E SOCIALI nella Regione Lombardia, 8 giugno 2020

Buongiorno ***

ringrazio per l’invio della bozza del documento del gruppo di lavoro del ***  sui servizi sanitari e sociosanitari 

il testo è davvero ben costruito e definisce un importante programma per l’agenda politica dei prossimi anni e mesi. E’ per me molto apprezzabile il dettaglio su servizi per i tre tipi diversi bisogni degli anziani non autosufficienti. E a tal proposito mi permetto di rinviare una proposta fatta dall’Auser di Como che è sulla stessa linea di quanto scritto nel documento :

https://mappeser.com/2017/05/12/mini-alloggi-protetti-map-integrati-con-i-servizi-domiciliari-contributo-di-gianfranco-garganigo-e-paolo-ferrario-al-progetto-comevogliocomo-costruiamo-insieme-la-nostra-citta-febbraio-maggio/

Per quanto riguarda il documento del *** suggerisco, se sembrano utili, queste piccole aggiunte :

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nel quadro della verifica del modello lombardo potrebbe essere utile inserire un accenno alla

revisione degli azzonamenti delle ATS  per renderle più vicine ai comuni lombardi e così favorire le programmazioni locali tramite i Piani di Zona, fortemente integrati con i Distretti Sanitari

qui due articoli che parlano del problema dell’eccessivo accentramento dalla Ats Como/Varese

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e qui alcune analisi del sistema sanitario lombardo dopo la Legge Regionale n. 23 del 2015:

2

sui medici di medicina generale trovo molto interessante quanto dice Gianluigi Spata (presidente dell’ordine dei medici di Como):

organizzare presidi gestiti dalla medicina territoriale vicini ai bisogni dei cittadini e capaci di dialogare con gli enti sanitari ed al quale possano afferire medici associati e collegati in rete fra loro

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a me sembra che la crisi epidemica di questi mesi abbia messo in luce il problema dell’isolamento dei singoli medici di base nei loro ambulatori. Mentre l’esistenza di studi associati e sostenuti dal sistema sanitario avrebbe contribuito ad organizzare meglio i necessari servizi domiciliari

8 giugno 2020


aggiungo alcuni parti di un DIALOGO che si è sviluppato su facebook in relazione a questa mia scheda

A. M.:

ho partecipato una settimana fa al tavolo sanità (in VC) del Dipartimento sanità e welfare del PD dell’area metropolitana di Milano, presenti consiglieri regionali del PD e la sottosegretaria Zampa, ed. é stato chiarito che si tratta di proporre modifiche (tipo il trasferimento alle ASST delle cure primarie), creare nella ASST le case della salute o PreSST ecc. senza stravolgere il SSR. E di recente si sono mossi gli igienisti dei dipartimenti di prevenzione con alla testa il vecchio Vittorio Carreri con la richiesta di passare anche loro alle ASST.

RISPONDO:

peccato. vorrà dire che stanno perdendo una occasione quasi storica per tornare allo spirito della riforma sanitaria. Vuol dire che la Regione Lombardia rimarrà un ANOMALIA nel sistema italiano. Tutte le regioni italiane hanno le ASL e solo questa Regione ha l’aberrazione della duplicazione ATS , ASST. io sono stato richiesto di dare il mo contributo alla commissione regionale del PD. se non si daranno da fare per cambiare in profondità il modello formigoni/maroni (minuscoli) i cittadini lombardi avranno una sanità deviante , incapace di fare medicina territoriale e di cooperare con i servizi sociali comunali. ATS e ASST non hanno relazioni significative e progettuali con i comuni. Vorrà dire che ho perso il mio tempo. Pur avendo tentato di correggere la disastrosa rotta

A. M.:

capisco ma io con tutti i miei colleghi primari tranne uno in tutta la Lombardia nel 1997 (legge 31) avevamo scelto di stare nell’azienda ospedaliera perché era già chiaro che l’ASL era residuale. Del resto l’afferenza alla AO non ci ha impedito di portare il nostro modello (reparto ospedaliero, centro territoriale per attività ambulatoriale e domiciliare (il CPS) , centri diurni, comunità , rapporti. con i comuni). A livello della ASST si pone ora il rapporto ospedale e territorio. L’ATS è un ufficio regionale decentrato che fa i contratti definisce i budget, la programmazione sanitaria, ispezione e controllo. Per questo gli igienisti vogliono scappare. Il corpo vivo della sanità è nella ASST. Ci vorrebbe tempo per spiegarsi e su FB non è facile.

RISPONDO:

è vero: il CUORE è la ASST. il calcolato errore del modello formigoni/maroni è stato quello di accostarle alle ATS. a suo tempo ho fatto uno studio attento della LR 23 (come pure del fortunatamente fallito PROGETTO CRONICI ). e hai ragione : facebook è ottimo per inviare link. ma per le analisi occorre fare mappe e costrure testi analitici. Come questo: https://aulevirt.com/2016/10/19/paolo-ferrario-il-sistema-sanitario-e-sociosanitario-della-regione-lombardia-alla-luce-della-recente-legislazione-universita-di-milano-bicocca-12-e-19-ottobre-2016-corso-di-laurea-in-servizio-soc/. ma è vero: ci vogliono decine di ore per costruire strumenti analitici così. Grazie ancora per i tuoi preziosi commenti

O.K.:

Sono perfettamente d’accordo, Paolo, anche perché so che abbiamo lo stesso approccio a queste cose .Poi con il mio grande grande amico Antonio con il quale ho condiviso tantissime cose di lavoro e di amicizia, sulle questioni “politiche” non siamo sempre in perfetto accordo. Non penso all’ipotesi di ribaltare tutto, con quali forze politiche, ecc., mi limito a dire che avendo studiato approfonditamente (da un punto di vista forse più sociale che sanitario, ci ha fatto la tesi in servizio sociale) la 833, ho sempre pensato che ci sono stati grandi stravolgimenti , anche se certo in alcuni aspetti andava modificata con i tempi (il discorso insostenibile dell’universalità slegata dal reddito) , non solo in Lombardia, ma quest’ultima è senz’altro tra i primi posti,. Non é un discorso che sa suggerire che cosa fare (guai commissariare o cose del genere) , ma parlo proprio a livello normativo e comunque di attuazione concreta. E’ un parere di una…persona che ha lavorato per anni nel …socio-sanitario e non solo della salute mentale, ma più in generale

RISPONDO:

GRAZIE PER il tuo commento. certo: siamo sullo stesso orizzonte. il modello formigini/maroni ha stravolto la strutture del Servizio Sanitario Nazionale così come delineato nella legge 833 del 1978. Spero che vengano apportate le necessarie correzioni. saluti carissimi

A. M.

Sarò forse ottimista ma aspettavo da 15 anni che la riforma del 1997 (la L.R. 31) venisse completata. Ma Formigoni non ebbe il coraggio di trasferire le residue funzioni cliniche e sociali dalle ASL. Con la L.R. 23 mi sono occupato solo della psichiatria e siamo riusciti a spostare il Dipartimento delle Dipendenze all’ASST oltre a un impegni sullo sviluppo del supporto tra pari. Ma anche la L.R. 23 ha partorito un ibrido. Partendo dall’intento di riunire nella ASST la rete ospedaliera e la rete territoriale ha lasciato in modo imperdonabile i Dipartimenti di Igiene e Prevenzione con quello delle Cure Primarie nelle ATS ripetendo l’errore di Formigoni.
Abbiamo pagato caro l’emarginazione di questi 2 dipartimenti dal sistema sociosanitario. Le ATS sono enti inutili e aveva ragione il PD nel 2015 che voleva sostituirle con una unica Agenzia Regionale. Una parte del numero impressionante di morti è derivato dal fallimento delle ATS incapaci di operare sul piano sociosanitario essendo in pratica uffici della Regione con un decentramento finto (l’ATS di Milano e Lodi ha un bacino di popolazione di 3 milioni e mezzo di abitanti). L’ASST deve diventare la nuova ASL ridefinendo al suo interno tra sanitario e sociale tra ospedale e territorio tra cura e prevenzione.
rispondo:
grazie per la tua perfetta ricostruzione condivido del tutto l’analisi ed in particolare il punto: “L’ASST deve diventare la nuova ASL ridefinendo al suo interno tra sanitario e sociale tra ospedale e territorio tra cura e prevenzione.” occorre insistere con politica di opposizione alla giunta fascioleghista di andare in questa direzione. il PD forse ha qualche intelligenza interna.
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http://www.comune.tremezzina.co.it/hh/index.php

sindaco@comune.tremezzina.co.it 
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Como, 22 Marzo 1957: la pazza idea di riempire il lago (da Piazza Cavour alla Diga Foranea), in La Provincia / l’Ordine 31 maggio 2020

letto in edizione cartacea

cerca in:

https://ordine.laprovinciadicomo.it/

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Maltempo, grandine grossa come palline da tennis. Espansione TV, 2 giu 2020

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Maltempo, grandine grossa come palline da tennis. Auto segnate, alberi abbattuti: la conta dei danni – Espansione TV

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ex Ticosa · Nodo Libri · STORIA LOCALE E SOCIETA' · urbanistica

La demolizione della Ticosa – NodoLibri inVideo

via (159) NodoLibri inVideo – La demolizione della Ticosa – YouTube

Api

20 maggio: Giornata mondiale delle api

È la Giornata mondiale delle api. Marco Tedeschi su La Stampa: «Il 78% delle specie di fiori selvatici e l’84% delle specie coltivate nell’Unione europea – tanto per dare un primo dato di riferimento – dipende del tutto o in parte dagli insetti impollinatori, principalmente dalle api. Eppure, la loro sopravvivenza è fortemente a rischio: un piano inclinato sempre più ripido. Come ci ha informato l’allarme rilanciato dalla rivista scientifica Biological Conservation, che ha fatto il giro del mondo: il tasso di estinzione degli insetti è otto volte più veloce di quello di mammiferi, uccelli e rettili. Da una trentina d’anni, il tasso annuale è pari al 2,5%: una corsa forsennata che li potrebbe far sparire entro un solo secolo. Impollinatori compresi: in Europa una specie di api su dieci è a rischio estinzione. In Italia, è l’allarme che lancia la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini: “Negli ultimi cinque anni abbiamo perso 200 mila alveari”. Ma il killer chi è? Innanzitutto, abbandoniamo il singolare e usiamo il plurale, perché quella con cui abbiamo a che fare è una vera e propria banda criminale. C’è un po’ di tutto: cambiamenti climatici, inquinamento, perdita di biodiversità che, cogliete il non troppo sottile filo che lega tutto, è anche tra le cause principali dello spillover, del “salto” del Covid-19 tra animali e uomo. Tornando ai rischi per la sopravvivenza delle api, il principale imputato resta però un modello agricolo che punta sullo sfruttamento intensivo e la chimica di sintesi. I pesticidi possono colpire gli impollinatori in maniera diretta (insetticidi e fungicidi) e indiretta (erbicidi): per questo la riduzione dei pesticidi è “una priorità assoluta”, dice l’Europarlamento. E proprio all’Europa dobbiamo guardare per rompere un meccanismo oliato alla perfezione e che rischia di avere anche ripercussioni economiche pesantissime: la produzione agricola europea resa possibile grazie agli impollinatori vale 15 miliardi di euro. Allora il tempo per invertire la rotta è poco e occorre darsi da fare. C’è un modo che ci permette di essere alfieri di questa causa. Comodamente seduti sul divano. Quello che occorre fare è firmare una petizione, anzi per la precisione l’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) “Save Bees and Farmers! Verso un’agricoltura favorevole alle api per un ambiente sano”. La raccolta firme è promossa anche da Cambia la Terra, il progetto voluto da FederBio e sostenuto da Legambiente, Lipu, Medici per l’ambiente e Wwf (per firmare https://www.cambialaterra.it/salviamo-api-e-agricoltori/). La richiesta è chiara: eliminare completamente i pesticidi di sintesi dai campi entro il 2035 partendo dalle sostanze più pericolose, con un primo step dell’80% al 2030. Ripristinare gli ecosistemi naturali nelle aree agricole affinché l’agricoltura possa diventare una forza motrice per il recupero della biodiversità. Riformare il settore dando priorità all’agricoltura biologica e di piccola scala, diversificata e sostenibile. L’obiettivo si raggiunge con la raccolta di un milione di firme in almeno sette diversi Paesi dell’Unione. “Le molteplici crisi che stiamo attraversando a livello globale, da quella ambientale e climatica a quella sanitaria, sono facce della stessa medaglia, conseguenza in gran parte del nostro impatto sugli ecosistemi naturali, che ci sta portando a un’emergenza dietro l’altra”, sottolinea ancora Mammuccini. Per questo anche in agricoltura “è urgente puntare al recupero degli ecosistemi e a superare un modello intensivo basato sull’uso dei pesticidi che mettono a rischio la sopravvivenza delle api e di tante altre specie. È questa la sfida principale per il futuro”».

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Como: Via Vittorio Emanuele II – in NodoLibri inVideo, 29 mag 2020

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GL’INFINITI. SEMPRE CARO MI FU, variazioni su un tema di LEOPARDI, a cura di Gerardo Monizza, Nodo Libri, 2019