“Il movimento delle nuvole, l’ondeggiare dell’erba, i colori delle chiome degli alberi o la forma di un fiore catturano la nostra attenzione senza richiedere alcuno sforzo”
Stefano Mancuso, in Chiedilo agli alberi, di Guidalberto Borlomini, Ponte alle Grazie, 2026, pg. 10
Il libro propone una riflessione sul rapporto tra esseri umani e mondo naturale, in particolare con gli alberi, considerati non come semplice sfondo o risorsa, ma come presenze capaci di suggerire forme di resilienza, cooperazione, cura e interdipendenza.
Bormolini intreccia spiritualità, antropologia, ecologia, biologia, psicologia, letteratura e arte. L’idea centrale è che la natura possa diventare un luogo di rigenerazione della persona nella sua dimensione integrale: corpo, psiche e spirito. La casa editrice presenta il volume come un invito a ritrovare una comunione profonda con gli esseri viventi e con il “Tutto”.[ponteallegrazie]
Il “Manifesto” per la cura verde
Uno degli elementi più originali del volume è il Manifesto per una Spiritual Green Therapy, una proposta di “terapia verde spirituale” che mira a mettere in dialogo neuroscienze, medicina, ecologia, antropologia e pratiche contemplative.
Il manifesto non si presenta come una teoria già conclusa, ma come l’avvio di un campo di ricerca sulla possibilità che il contatto con la natura incida non soltanto sul benessere fisico e psicologico, ma anche sulla dimensione spirituale della persona. Tra i suoi temi figurano rigenerazione, bellezza, compassione, comunione, cooperazione, cura, dono, libertà, ritrovamento e trasfigurazione.[messaggerosantantonio][fondazionesylva]
Una possibile valutazione
_ Chiedilo agli alberi_ sembra collocarsi a metà strada tra il saggio spirituale, il libro di ecologia culturale e il testo dedicato alla cura della persona. Non è quindi un manuale di botanica né un volume esclusivamente religioso: il suo obiettivo è soprattutto cambiare lo sguardo sulla natura, mostrando come il rapporto con gli alberi possa diventare anche un’esperienza etica, esistenziale e comunitaria.
La recensione del Messaggero di sant’Antonio sottolinea il carattere colto e poetico dell’opera, ma avverte che alcuni passaggi non sono di lettura immediata. Il riferimento ideale è una visione non antropocentrica e, in alcuni punti, francescana: gli alberi diventano maestri di un “buon vivere” fondato sul sentirsi parte di una totalità più ampia.[messaggerosantantonio]
In sintesi
È un libro indicato per chi è interessato a:
ecologia spirituale e rapporto uomo-natura;
pratiche di cura e accompagnamento;
spiritualità cristiana contemporanea;
alberi, boschi e benessere psicofisico;
dialogo tra scienza, religione e ambiente;
superamento dell’antropocentrismo.
La tesi divulgativa del volume potrebbe essere riassunta così: tornare alla natura può aiutarci a ritrovare la nostra stessa natura.
Giardini letterari è uno splendido volume illustrato scritto da Sandra Lawrence e magnificamente illustrato da Lucille Clerc, pubblicato in Italia da L’ippocampo Edizioni l’11 marzo 2026.
Il libro propone un affascinante viaggio botanico e letterario attraverso i cortili, i parchi e le aiuole nati dalla fantasia dei più grandi scrittori di ogni epoca. [1, 2, 3]
📋 Scheda Tecnica del Libro
Titolo: Giardini letterari
Autrice: Sandra Lawrence
Illustratrice: Lucille Clerc
Editore: L’ippocampo Edizioni
Data di pubblicazione: 11 marzo 2026
Pagine: 192 pagine
Prezzo di copertina: € 19,90
Formato: Cartonato, 17 x 22,5 cm
ISBN: 9791256731107
📖 Sinossi e Contenuto
Il volume esplora 30 luoghi verdeggianti creati dalla mente di poeti e romanzieri.
Tra le pagine si attraversa
il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett,
le aiuole di Virginia Woolf,
gli enigmatici sentieri labirintici di Jorge Luis Borges,
il malinconico parco dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani,
fino alla selva imperfetta di Colette
e ai campi di tulipani di Alexandre Dumas.
L’opera unisce la critica letteraria alla passione botanica, mostrando come i giardini cartacei non siano semplici sfondi, ma specchi emotivi dei personaggi e motori dell’azione narrativa. [3, 4, 5]
💬 Recensioni e Accoglienza della Critica
Il libro ha ricevuto un’accoglienza calorosa sia dalla stampa culturale che dai lettori, posizionandosi come un perfetto volume “da collezione” o da regalo.
La critica culturale (Serena Dandini su Io Donna): Serena Dandini lo ha consigliato caldamente, definendolo un viaggio tra “luoghi fatati” che celebra la bellezza e la biodiversità, invitando a riflettere sulla cura della natura prima che vada perduta.
La stampa (D di Repubblica / Il Bo Live): Le recensioni giornalistiche lodano lo “struggimento” e il fascino nostalgico del testo. Viene descritto come un’opera capace di unire perfettamente il gioco dell’infanzia, il mistero e i travagli della crescita racchiusi tra siepi e roseti della storia della letteratura.
L’impatto visivo: Il punto di forza assoluto, evidenziato da recensori ed esperti di illustrazione come Ars in Fabula, risiede nelle tavole di Lucille Clerc. I disegni dettagliati riescono a dare una forma botanica precisa e sognante alle descrizioni degli scrittori.
Il pubblico online: Su piattaforme come Amazon Italia riscontra un ottimo punteggio medio (4,5 su 5 stelle), apprezzato in particolare da chi ama il giardinaggio, la letteratura classica e i libri curati nei minimi dettagli grafici e cartotecnici.
La memoria delle foglie, scritto da Gianni Solla ed edito da Giulio Einaudi Editore nella prestigiosa collana Supercoralli. [1, 2]
🌱 Trama in breve
La storia è ambientata nella periferia est di Napoli. Il protagonista è Lorenzo, un uomo la cui vita adulta è andata in pezzi: ha perso il lavoro, la giovinezza, il padre ed è stato lasciato dalla moglie Arianna con i figli ancora piccoli. In un momento di totale smarrimento, Lorenzo torna per caso nel vivaio della sua infanzia, un tempo appartenuto al padre.
Lì incontra Renato, il nuovo e paziente gestore del vivaio, che senza chiedere nulla in cambio gli offre lavoro e amicizia. Lavorando tra serre, bonsai e gerani, Lorenzo sperimenta la metafora della botanica: scopre che uno stelo tagliato non torna mai come prima, ma ne conserva la memoria, e proprio da quella ferita può iniziare una nuova fioritura e una profonda rinascita personale.
Quando Lorenzo capita per caso nel vivaio in cui ha trascorso l’infanzia, un luogo sospeso nell’ex periferia industriale di Napoli, la sua vita sembra un inventario di ciò che ha perduto: il padre, la moglie Arianna che lo ha lasciato con i figli ancora piccoli, il lavoro, la giovinezza. Sotto le serre e nelle corsie verdi non è cambiato nulla, e i pochi clienti chiamano ancora le piante con i nomi inventati da suo padre – capatosta, janare, scurnose – che nel dialetto trovava una lingua capace di parlare con la terra. Oggi a gestire il vivaio c’è Renato: un uomo stanco e paziente che non rinuncia mai alla battuta, con un passato di cui forse dovrebbe raccontare. Lavorare con lui, per Lorenzo, somiglia piú a un gesto inevitabile che a una scelta. Ogni giornata al vivaio – interrotta solo dalle pause per il nuoto nella piscina del quartiere – diventa una lezione di attenzione e misura, dove non basta la memoria: occorre reimparare quello che già si sapeva, accogliere azioni e parole nuove, ammettere che qualcosa, ma non tutto, dipende da noi. E mentre l’amicizia con Renato – fatta di molti gesti e non pochi silenzi – si concretizza nel progetto di espansione del vivaio, cosí come lo aveva sognato suo padre, Lorenzo vede riaffiorare intorno a sé le radici sottilissime che lo legano agli altri: alla figlia Roberta, assistente universitaria dalla carriera ben avviata, con la quale comunica sempre meno; al figlio Tommy, scrittore emergente intrappolato nella sua adolescenza; e anche a Ester, la donna che insegna nuoto alle ragazzine immigrate nella piscina del quartiere. Perché le storie di certe famiglie si sviluppano come piante rampicanti, pervicaci, intrecciandosi in modi sorprendenti. Gianni Solla è capace di dare i nomi alle cose e di raccontare le sfumature. I suoi sono personaggi pieni di una malinconia bella, di una grazia discreta. Soprattutto hanno la tenacia di coltivare lí dove tutti dicono che non crescerà mai nulla.
📋 Dettagli del libro
Autore: Gianni Solla
Titolo: La memoria delle foglie
Editore: Einaudi (Collana Supercoralli)
Data di uscita: 2 giugno 2026
Pagine: 176
Temi chiave: La cura, la resilienza, l’elaborazione del lutto, il legame con la terra e la rinascita interiore. [1, 2, 3, 4]
Il saggio Leggere l’acqua. Una guida per conoscerla dalle gocce agli oceani di Tristan Gooley è pubblicato in Italia dalla casa editrice Altrecose (il marchio editoriale nato dalla collaborazione tra Il Post e Iperborea).
Tristan Gooley, celebre scrittore ed esploratore britannico noto per aver sviluppato il metodo dell’“orientamento naturale”, torna in libreria dopo il successo di Leggere gli alberi. In questo nuovo volume insegna a decifrare i segni, i disegni e i motivi che l’acqua lascia costantemente nel paesaggio circostante. [1, 2, 3]
Metodo visivo: L’autore raccoglie indizi materiali, tecniche ed esempi pratici per interpretare qualsiasi specchio d’acqua.
Dalla pozzanghera all’oceano: L’analisi spazia dai piccoli fenomeni quotidiani – come le gocce sotto la doccia o le pozzanghere urbane – fino ai comportamenti dei grandi fiumi e delle onde oceaniche.
Un approccio per tutti: Non si tratta di un testo tecnico per ingegneri o navigatori esperti. È una guida pensata per camminatori, nuotatori o semplici curiosi che desiderano osservare la natura con occhi nuovi.
Materiale visivo: Il testo è arricchito dai disegni di Neil Gower e dagli scatti fotografici realizzati dallo stesso Gooley durante i suoi viaggi dall’Artico all’Oman. [4]