Io contesto la simmetria che ha. Verso Monte Olimpino, quindi dietro la curva di casa, oggi abbiamo solo dei condomini, mentre verso i giardini dei monumenti straordinari. Non tenerne conto vuol dire non capire la città. Io auspico una struttura asimmetrica in altezza, con una differenza marcata tra le due curve.
L’impatto la preoccupa?
Non si può fare un rettangolo che non tiene conto della “cittadella” razionalista. Ci può stare più gente anche senza rovinare quel patrimonio. Renzo Piano ad esempio con lo stadio di Bari ha fatto cose straordinarie, si vede fuori addirittura il castello di Federico II. Il progetto che ho visto per il Sinigaglia non tiene abbastanza conto della “collezione” razionalista. Non sto dicendo, sia chiaro, che va buttato via tutto. Ma va molto rivisto. Io pongo una visione culturale.
E la visuale dal lago?
Se teniamo bassa la struttura verso il Monumento ai Caduti si continuerà a vedere la cupola del Duomo, in caso contrario no. La vista dal lago è un elemento fondamentale, già i Romani ne tenevano conto.”
Desmond Morris è nato nel Wiltshire nel 1928, e si è laureato a Oxford con una tesi sul comportamento animale. È autore di numerosi saggi di etologia, zoologia e sociobiologia. La scimmia nuda è la sua opera più nota, tradotta in 28 lingue e ancor oggi letta e studiata in tutto il mondo.
Le tartarughe sono antiche quanto i primi dinosauri, più antiche dei primi coccodrilli e sono in circolazione da oltre 250 milioni di anni. Hanno personalità distinte e vivono emozioni forti, ma siccome non possono contare sulle espressioni facciali dei mammiferi, agli esseri umani la cosa spesso sfugge.
A differenza della maggior parte dei rettili, le tartarughe non ci spaventano: non strisciano, si muovono lentamente e possiamo osservarle mentre portano con grazia la loro “casa” sulla schiena.
Sy Montgomery, straordinaria naturalista di fama mondiale, ha trascorso un lungo periodo alla Turtle Rescue League, la “Lega per il soccorso delle tartarughe”, dove vengono curate tartarughe con ferite così gravi che persino i veterinari le avrebbero date per spacciate.
Ha così potuto scoprire tutto sul loro mondo e spiegarci anche perché queste creature hanno bisogno di aiuto. Come altri animali selvatici, le loro popolazioni si riducono quando case, strade e negozi spostano il loro territorio.
Soffrono per l’inquinamento, il cambiamento climatico e le specie invasive. Ed esiste un commercio illegale mostruoso e omicida che tratta la loro carne, le loro uova, i loro gusci e loro stesse come merce.
Ci sono tantissime cose che le tartarughe ci possono insegnare, ma quella più evidente ha a che fare con il tempo.
Vivono lentamente. Respirano lentamente (in acqua fredda, una tartaruga bastarda olivacea può trattenere il respiro fino a sette ore).
I loro cuori battono lentamente (la frequenza cardiaca di una tartaruga dalle orecchie rosse può rallentare fino a un battito al minuto).
Muoiono lentamente.
Chi, dunque, meglio delle tartarughe – esseri antichi, longevi, senza fretta, venerati come icone di serenità e persistenza – può mostrarci la via verso la saggezza e come fare pace con il tempo? Speranzoso e ottimista, questo libro è un antidoto all’instabilità del nostro mondo frenetico: mescolando con eleganza scienza e filosofia, e attingendo alle culture di tutto il mondo, ci invita tutti a rallentare e a scivolare insieme… nel tempo delle tartarughe.
Il Santuario della Madonna del Latte a Guanzate (Como) è un luogo di culto mariano con una storia secolare, legato all’affresco quattrocentesco della Vergine che allatta Gesù.
Ecco i principali aspetti:
Origini e storia
Il complesso si sviluppò attorno a una cappella dedicata a San Lorenzo, documentata già nel XII secolo
Nel 1497 un anonimo pittore realizzò l’affresco della Madonna del Latte su commissione di un devoto locale, Giovanni Antonio.
L’immagine, posta in una cappella campestre, divenne oggetto di devozione popolare. Nel 1574, san Carlo Borromeo ordinò l’abbattimento della cappella in rovina, ma i fedeli si opposero, preservando il sito
Nel 1661 iniziò la costruzione del santuario attuale, completato nel 1717 con l’aggiunta di una navata
Nel 1817 venne realizzato il viale delle 14 cappelle della Via Crucis, affrescate da Giuseppe Lavelli
Architettura e arte
Il complesso comprende tre chiese unite:
Chiesa di San Lorenzo (originaria), con l’affresco della Madonna del Latte in una cappella absidale. La Vergine è raffigurata in trono, con il Bambino che succhia il latte dal seno destro scoperto, vestita di rosso e mantello damascato
Chiesa centrale, dedicata all’Immacolata Concezione, con un portale bronzeo di Mario Toffetti (1997), che celebra la storia dei vescovi ambrosiani
Chiesa di San Giuseppe (1873), aggiunta per simmetria
Devozione e tradizioni
Il santuario è meta di pellegrinaggi, soprattutto per giovani coppie che invocano la grazia di un figlio o la protezione durante la gravidanza
La festa principale si celebra il 28 ottobre, anniversario della fondazione, con celebrazioni liturgiche e concerti
L’impegno caritatevole del cappuccino Francesco da Calabria e di alcuni nobili, legati soprattutto al fondatore dei Somaschi, Gerolamo Miani, permise la fondazione di questo pio edificio. Durante la carestia e l’epidemia del 1539-40 distribuirono cibo ai poveri di Como e ai quaranteneti. Nel 1540 ottennero il riconoscimento dalle autorità cittadine e dal governatore di Milano, che ne approvarono il primo statuto. Nel 1544 i deputati della Casa della Misericordia acquistarono un edificio dove edificarono un oratorio dedicato a San Paolo; due anni dopo, Giovanni Antonio Odescalchi donò a questa associazione una casa. Essa sorgeva accanto alla chiesa e aveva come scopo la fondazione di una scuola, con rette gratuite per i bambini poveri e obbligatorie per i nobili. Oltre all’assistenza ai miseri e all’attività educativa, i membri dell’associazione fornivano anche assistenza medica gratuita agli ammalati e ai poveri della città; fornivano persino doti alle ragazze indigenti. A partire dal 1594, in ottemperanza all’ultima volontà di Ludovico Tridi, l’attività educativa si estese anche ai giovani disadattati di Torno. Dopo la chiusura delle scuole nel 1787, l’amministrazione pubblica rimase stabile fino alla fine dell’Ottocento.