Passeggiate Creative è un progetto ideato da Pietro Berra, finalizzato a far scoprire o riscoprire la bellezza dei luoghi attraverso percorsi culturali che combinano arte, poesia e scienza[1][3][6].
Queste passeggiate sono parte di un turismo culturale che esplora rotte tradizionalmente poco battute[7].
Caratteristiche Principali:
Itinerari Culturali: I percorsi includono elementi poetici, cinematografici e scientifici per arricchire l’esperienza del visitatore[1][6].
Collaborazioni: Le passeggiate spesso coinvolgono strutture come il Museo della Seta di Como, che funge da punto di partenza e arrivo per alcuni eventi[5].
Eventi Vari: Oltre ai percorsi tradizionali, ci sono anche festival come il #lakecomowalkingfestival con iscrizioni gratuite disponibili online[4].
Progetti ed Eventi:
Le Passeggiate Creative hanno realizzato oltre 85 percorsi in cinque anni di attività. Gli eventi variano dalla scoperta storica del Lago di Como a passeggiate tematiche organizzate in collaborazione con altre associazioni come Sentiero dei Sogni[7][8].
Per ulteriori informazioni su eventi specifici o iscrizioni gratuite, si può visitare il sito ufficiale www.passeggiatecreative.it o le pagine social dedicate al progetto.
LUNEDI 24 FEBBRAIO al cinema Gloria proiettano il film AMERIKATZI, Diretto e interpretato da un regista armeno/statunintense.
Un film d’essais che in toni soft rievoca – partendo da un singolo caso – quanto avvenuto nel secondo dopoguerra quando Stalin invitò gli armeni della diaspora a trasferirsi in Armenia.
Più di 100.000 accettarono l’invito …non tutti trovarono l’accoglienza promessa.
Pietro Berra è un noto giornalista, poeta e scrittore originario di Como, nato il 1 agosto 1975. La sua carriera si distingue per un forte impegno nel panorama culturale italiano, sia attraverso la scrittura che l’attività di operatore culturale.
Carriera Giornalistica
Berra è attualmente giornalista presso il quotidiano La Provincia di Como, dove cura i supplementi “L’Ordine” e “Weekend”. Ha collaborato anche con diverse radio e televisioni lombarde, oltre a settimanali nazionali come “Diario”, “Panorama” e “Oggi” tra il 1992 e il 2008[2][3].
Attività Letteraria
Come autore, Berra ha pubblicato 23 volumi che spaziano dalla poesia alla narrativa. Il suo primo riconoscimento come poeta risale al 1994, e nel corso degli anni ha continuato a ricevere apprezzamenti per le sue opere. La sua sesta raccolta di poesie è stata curata in collaborazione con il poeta cileno Mario Castro[3][5][8].
Impegno Culturale
Oltre alla sua attività di scrittore e giornalista, Berra è anche direttore artistico di eventi culturali e presidente dell’associazione Sentiero dei Sogni. La sua passione per la cultura si riflette nel suo lavoro di promozione della poesia e delle arti nella regione di Como[4][6].
Pietro Berra rappresenta quindi una figura significativa nel panorama culturale comasco, contribuendo attivamente alla vita letteraria e culturale della sua città.
Clemente Tajana è un architetto e ingegnere nato a Como nel 1941. Ha conseguito la laurea in Ingegneria Edile nel 1966 e in Architettura nel 1974, entrambi presso il Politecnico di Milano[1][4]. Durante gli anni ’60 e ’70, ha lavorato come assistente alle esercitazioni di Architettura Tecnica nello stesso ateneo[1][6].
Carriera Professionale
Tajana ha ricoperto ruoli significativi nel settore pubblico, tra cui quello di dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Como dal 1972 al 1988 e di Ingegnere Capo dal 1988 al 2001[1][4]. È noto per i suoi interventi di restauro monumentale a Como, che includono opere come la Cattedrale, il Chiostro di S. Abbondio, e il Palazzo Natta[1][5].
Attività Didattica e Pubblicazioni
Attualmente, Tajana è docente di Storia dell’Architettura all’Accademia di Belle Arti “A. Galli” di Como, dove ha anche guidato gli studenti nella scoperta della storia architettonica locale[2][4]. Ha pubblicato numerosi lavori riguardanti architettura, urbanistica e restauro, contribuendo così al dibattito accademico e professionale nel suo campo[1][4].
Clemente Tajana è un autore prolifico che ha contribuito significativamente alla cultura e alla conoscenza del territorio comasco attraverso una serie di articoli pubblicati sul quotidiano “La Provincia di Como”. I suoi scritti, molti dei quali sono stati raccolti in volumi, offrono una prospettiva unica sulla città di Como e sui suoi dintorni.
Opere Recenti
Passeggiate Comasche
Descrizione: Questo libro, pubblicato in edicola dal 18 maggio al 2 luglio 2023, raccoglie testi scritti da Tajana per il supplemento culturale “L’Ordine”. Propone venti percorsi a piedi per esplorare i tesori nascosti di Como e dei suoi quartieri periferici, con una narrazione che combina competenza tecnica e passione per la città[1][2].
Obiettivo: Incoraggiare i lettori a scoprire la città attraverso una lente storica e culturale, stimolando un nuovo apprezzamento per i luoghi familiari[2][8].
Passeggiate Comasche 2
Descrizione: In uscita dal 18 aprile al 3 giugno 2024, questo secondo volume continua l’esplorazione del territorio comasco, includendo borghi e laghi briantei. Tajana offre una narrazione che collega storia e paesaggio, presentando ogni luogo come un microcosmo con caratteristiche uniche[5][7].
Approccio: Il libro si distingue per la sua capacità di connettere epoche storiche e peculiarità locali, rendendo ogni passeggiata un’opportunità di apprendimento e scoperta[7].
Contributi al Quotidiano
Tajana ha scritto articoli su vari aspetti della vita e della cultura comasca, contribuendo a “L’Ordine” con testi che affrontano temi storici, architettonici e sociali. La sua esperienza come ingegnere capo del Comune di Como arricchisce le sue osservazioni, rendendole non solo informative ma anche profondamente radicate nella realtà locale[3][8].
Impatto Culturale
I lavori di Clemente Tajana sono stati fondamentali per riscoprire e valorizzare il patrimonio storico e culturale di Como. Attraverso le sue pubblicazioni, ha creato un legame tra i cittadini e il loro ambiente, promuovendo un approccio attivo alla scoperta della città. La sua capacità di mescolare storia, architettura e aneddoti personali rende le sue opere accessibili e coinvolgenti per lettori di ogni età[4][6].
Gaetano Iapichino ha recentemente trattato l’importanza e le curiosità della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, un’opera enciclopedica fondamentale per la scienza antica. Questa opera, completata tra il 77 e il 78 d.C., è composta da 37 libri e rappresenta una vasta raccolta di conoscenze su vari aspetti della natura e della cultura, dalla zoologia alla botanica, dalla mineralogia all’arte.
Contenuti e Struttura dell’Opera
La Naturalis Historia non è solo un compendio di informazioni, ma un tentativo di sistematizzare il sapere scientifico dell’epoca. Plinio attinge a circa duemila volumi di oltre cento autori, creando un’opera che funge da monumento al sapere antico[1][3][5]. La struttura dell’opera segue un principio espositivo che va dal più importante al meno importante, iniziando con l’uomo e proseguendo con gli animali e i metalli[1].
Impatto Culturale e Storico
Plinio il Vecchio, che morì durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., ha lasciato un’eredità duratura. La sua Naturalis Historia è stata una fonte primaria di conoscenza per secoli, influenzando non solo la scienza medievale ma anche il Rinascimento[2][5]. L’opera è stata letta e studiata come una delle principali autorità in materia di scienze naturali fino all’emergere di nuove scoperte scientifiche.
Curiosità
Dedica a Tito: L’opera è dedicata a Tito, figlio dell’imperatore Vespasiano, ed è introdotta da una lettera che spiega il metodo di ricerca di Plinio[3][7].
Ambivalenza della Natura: Plinio descrive la natura con toni ambivalenti, vedendola sia come benefica che come matrigna crudele, riflettendo sulla condizione umana in relazione all’ambiente[5][7].
Morte Drammatica: La morte di Plinio avvenne mentre tentava di soccorrere gli abitanti durante l’eruzione del Vesuvio, un evento che ha segnato profondamente la sua figura storica[1][9].
Eventi Recenti
In occasione del 2000° anniversario della nascita di Plinio il Vecchio, si sono tenuti eventi commemorativi, come una serata a Tavernerio il 17 gennaio 2025, per esplorare la sua vita e opere[2]. Questi eventi sottolineano l’importanza continua della sua opera nella cultura contemporanea.
La Naturalis Historia rimane un documento fondamentale per comprendere non solo le scienze naturali dell’antichità ma anche le interazioni tra uomo e natura nel corso della storia.
Pietro Berra ha recentemente pubblicato il libro “Dalle Alpi alle Ande. Storie della grande emigrazione dal Lago di Como al Sud America”, edito da Edizioni Sentiero dei Sogni nel 2025. Questo lavoro esplora le storie di emigranti provenienti dalla regione del Lago di Como che si sono trasferiti in Sud America, contribuendo a un’importante narrazione storica e culturale.
La presentazione del libro avrà luogo il 11 gennaio 2025 presso la Biblioteca comunale “V. Antonini” di Tremezzina, dove Berra discuterà il suo lavoro e l’importanza dell’emigrazione nella storia locale[3][4]. Il libro si propone di mettere in luce le esperienze e le sfide affrontate dagli emigranti, celebrando il loro contributo sia in Italia che nei paesi sudamericani[1][3].
Questo progetto editoriale è parte di un più ampio interesse per la memoria storica delle comunità emigrate, evidenziando come le radici culturali continuino a influenzare le identità contemporanee[1][5].
Tra le innumerevoli vedute del territorio lariano, realizzate nei primi tre decenni dell’Ottocento, la mostra Paesaggio sublime. Il Lago di Como all’epoca di Giovanni Battista Sommariva. 1801-1826 ne ha selezionate 39 – acquerelli e stampe – nelle quali emerge come protagonista indiscusso il paesaggio, illustrato nelle sue diverse componenti naturali e antropiche.
A partire dalle variegate e sublimi atmosfere, il connubio fra le montagne circostanti e le quiete acque del lago, la peculiare disposizione degli abitati, delle ville (prima fra tutte Villa Sommariva in Tremezzina) e dei giardini lungo le sponde, la natura selvaggia degli orridi e delle zone rocciose sono tutti elementi caratteristici di queste vedute che contribuiscono a definire un’immagine riconoscibile del Lario.
Immagini e testi in catalogo ne indagano le origini e gli esiti, e ne restituiscono i valori di documentazione e di evocazione.
La mostra è realizzata con il patrocinio della Camera di Commercio di Como-Lecco e in collaborazione con Villa Carlotta.