Anna Bi. 14/3/42 · ARTE · BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Carla Bi. 1933-2022 · Lanzo · Pittura · Sculture · Valle Intelvi

Cara Anna, ho terminato la lettura del libro che mi hai donato: Massimiliano Ferrario, Vittorio Novi. Un artista dei laghi da Parigi al Siam, Alboversorio, 2023

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

Cara Anna,

ho terminato la lettura del libro che mi hai donato: Massimiliano Ferrario, Vittorio Novi. Un artista dei laghi da Parigi al Siam, Alboversorio, 2023:

Ho imparato molto attraverso questa curatissima ricerca, perché ci sono diversi criteri di apprendimento.

C’è il profilo socioculturale e storico. I trasferimenti a Milano per la sua formazione. E’ interessantissimo apprendere che anche in quei decenni (fine ottocento e primi novecento) Milano fosse un luogo di tale intensa formazione professionale e che i legami di rete Lanzo-Milano fosse così forte.

C’è la “migrazione culturale”: gli spostamenti in Svizzera e a Parigi. Anche qui sono stato ammirato da queste impegnative scelte di vita. Tutte decisamente sostenute dal desiderio di esprimere la personalità di Vittorio Novi.

C’è il “Siam” (oggi Thailandia). Ho potuto comprendere (ed è stata…

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Anna Bi. 14/3/42 · ARTE · Biografie di persone · Carla Bi. 1933-2022 · Lanzo · Pittura · Sculture

Ferrario Massimiliano, VITTORIO NOVI. Un artista dei laghi da Parigi al Siam, Alboversorio editore, 2023. Indice del libro

Biografie di persone · Spallino Antonio (1925-2017)

Antonio Spallino e il Monumento alla Resistenza Europea, un ricordo di Lorenzo Spallino pubblicato in Medium.com, 27 maggio 2023

https://twitter.com/PFerrario/status/1662357616033427456

Alberi · AMBIENTE, ECOLOGIA, AREE URBANE · Biografie di persone

Daniele Rielli, Il fuoco invisibile. Storia umana di un disastro naturale, Rizzoli, 2023

scheda del libro:

https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/il-fuoco-invisibile/

Si può raccontare un dramma ecologico e sociale come se fosse un incalzante romanzo a più voci?

È quello che fa Daniele Rielli in questo libro in cui, cercando di capire cosa sta uccidendo gli ulivi della sua famiglia, ricostruisce le vicende legate all’arrivo in Puglia di Xylella, un batterio che ha causato la più grave epidemia delle piante al mondo.

Tutto inizia a Gallipoli, quando gli ulivi cominciano a seccare e morire in un modo mai visto prima. Si mette in moto un vortice di avvenimenti che prende velocità fino a diventare inarrestabile. L’ulivo è l’albero simbolo della civiltà mediterranea ed è ritenuto immortale, le piazze si riempiono di manifestanti che protestano contro le misure di contenimento e la magistratura mette sotto accusa gli scienziati che hanno scoperto la malattia: è la tempesta perfetta.

Oggi almeno 21 milioni di ulivi – tra cui molti alberi secolari e millenari, un patrimonio insostituibile – sono morti, è come se l’intera provincia di Lecce fosse stata bruciata da un gigantesco fuoco invisibile.

L’epidemia si muove inesorabile verso Nord e rimane aperta una domanda: come è stato possibile?

Daniele Rielli segue questa vicenda sin dall’inizio, per anni parla con gli scienziati che studiano il batterio, incontra i negazionisti che non credono alla malattia, ascolta gli agricoltori e i frantoiani che cercano di salvare le loro aziende, studia i documenti, interroga le persone, percorre migliaia di chilometri dentro un territorio che da paradiso terrestre si sta trasformando in un gigantesco cimitero vegetale, perdendo così la sua identità più profonda.

Durante questo lungo viaggio Rielli indaga l’antico legame con gli ulivi della sua famiglia, scopre i segreti dell’industria dell’olio, riflette sugli aspetti più paradossali del nostro rapporto con la natura e sull’enorme potere delle storie. Il fuoco invisibile è assieme un romanzo famigliare e il resoconto di un processo alle streghe di Salem nell’era dei social.

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Giovanni Battista Ambrosoli. Cent’anni nel comasco, lavorando con dolcezza, articolo di Flavio Bini, in Il Venerdì di Repubblica, 14 aprile 2023

CERCA IN: https://www.repubblica.it/venerdi/

il MIELE AMBROSOLI:

Miele Ambrosoli è un’azienda dolciaria del comasco, fondata nel 1923 da Giovan Battista Ambrosoli[

https://it.wikipedia.org/wiki/Miele_Ambrosoli

Biografie di persone · COMO città · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · tentativi di esaurimento del luogo

C’era una volta a Como. Ricordi e immagini di qualche tempo fa, di Marco Guggiari e Carlo Pozzoni, Giovedì 23 marzo ore 16.30; Domenica 26 marzo ore 17

Berra Pietro · Biografie di persone · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Duemila anni di Plinio, l’ultimo immortale, di Pietro Berra, in l’Ordine/la Provincia 12 marzo 2023

cerca in

https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/data/2023/03/12//#book5/page1

Altri articoli contenuti in questo inserto:

  • Il primo divulgatore. Un esempio di etica, di Luca Novelli
  • Il padre nobile che unisce la sua città, di Massimiliano Mondelli
  • L’ora fatale riscritta da un grande, di Pietro Citali
  • Il testo fondativo dell’arte profumiera, di Antonella Fontana
  • Intuizioni sul cervello in anticipo di 1800 anni, di Marco Cambiaghi
Biografie di persone · Erba · Vittime e criminali

Diffamazione dei fratelli Castagna, Azouz Marzouk condannato a due anni e mezzo – in EspansioneTv

Biografie di persone · Dialetto · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · MUSICA · Poesie · Tremezzo e Tremezzina · Van De Sfroos Davide

Jachia Paolo, Pedretti Lisa, Van de Sfroos. Canzoni senza confini. Le storie, i temi, i personaggi, Ancora, 2022. Indice del libro

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Davide Van De Sfroos è il nome d’arte di Davide Bernasconi, musicista lombardo noto per le sue canzoni in dialetto tremezzino, detto anche “laghée”, diffuso sulle sponde del lago di Como. Moltissimi testi delle sue canzoni fanno capo al lago, alle sue storie e ai suoi personaggi caratteristici, spesso divertenti e strampalati, ma sempre ricchi di umanità. Questo saggio ricostruisce trent’anni di produzione artistica, valorizzando l’originale e mai banale riflessione di Van De Sfroos sui grandi temi dell’esistenza umana, visti con le lenti del microcosmo “laghée” e con il sano disincanto di chi non si considera un maestro, ma un compagno di strada che ama raccontare storie con la chitarra al collo.

 

BIOGRAFIA DEGLI AUTORI

Paolo Jachia, conseguita l’abilitazione a professore associato in “Letteratura Italiana, Critica Letteraria e Letterature Comparate” e in “Letteratura italiana contemporanea”, dal 2000 è docente a contratto di “Semiotica delle Arti e della Letteratura” presso l’Università degli Studi di Pavia e il Collegio Nuovo. È autore di una trentina di volumi dedicati all’analisi critica dell’arte contemporanea, in particolare della canzone d’autore italiana. Ha pubblicato con Àncora saggi dedicati a Franco Battiato, Francesco De Gregori, i Baustelle, Lucio Dalla e Roberto Vecchioni.


Lisa Pedretti è originaria di Cannobio, un piccolo paese sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, a pochi chilometri dal confine svizzero, e attualmente vive a Verbania. Il luogo in cui cresce e la sua atmosfera sono molto simili a quelli descritti da Davide Van De Sfroos nelle sue canzoni, che Lisa conosce fin da bambina. Nel 2015 si laurea presso la facoltà di Lettere moderne dell’Università degli Studi di Pavia, proprio con una tesi su Van De Sfroos. Da sempre appassionata di scrittura, ha partecipato a numerosi concorsi letterari, ottenendo vari riconoscimenti.
ARTE · Biografie di persone · Guarracino Vincenzo · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Pittura

RICORDO DI CRISTIANA ISOLERI, Pittrice e scultrice, Vincenzo Guarracino, dicembre 2022

IN RICORDO DI CRISTIANA ISOLERI, Pittrice e scultrice

 
“Dovevo creare un mondo tutto mio come un clima, un paese, una atmosfera in cui poter respirare, regnare e ricreare me stessa quando ero distrutta dalla vita”.
È sulla scorta di siffatta dichiarazione di poetica, presa in prestito dalla scrittrice Anais Nin, che Cristiana Isoleri, il “mondo tutto suo” se l’è creato avventurandosi, in una lunga carriera di artista, sulla strada della pittura con la complicità e l’ausilio di critici e scrittori, incrociando con i loro testi la lirica gestualità delle sue trame di segni e sogni colorati, in un rapporto di sodalizio e interpretazione, fedele ad una sensibilità, che, come aveva notato Gillo Dorfles, era tale da rendere prodigiosamente visibile l’invisibile dei testi: un “mondo tutto suo”, che è un acquisto di poesia.
Ma chi è Cristiana Isoleri? Nata nel 1926 a Milano, dove è vissuta per la maggior parte della sua carriera, prima di trasferirsi a Como, è scomparsa ieri l’altro, lunedì 12 dicembre 2022. Formatasi all’Accademia di Brera, con il maestro Marino Marini, si era dedicata dapprima alla scultura nel gruppo di Alik Cavaliere, Giancarlo Sangregorio, Aldo Caron, Bianca Orsi e Isa Pizzoni, prima di approdare alla pittura, dapprima materica e di rilievi e successivamente informale.
Guidata sempre da una viva “curiositas”, ha lasciato un gran patrimonio d’arte, con cui in altra sede si dovrà fare i conti, ma qui mi sembra giusto ricordarla per un’opera che sembra condensare tutto il suo credo, un libro pubblicato a Como dalla Grafica Marelli nel 2014, sotto un titolo giocoso e significativo, Caos, che raccoglie annotazioni, curiosità, giudizi, consigli, luoghi, fatti e persone, il tutto organizzato spesso senza ordine ma con alcuni centri tematici interessanti ben identificabili e provenienti da fonti ed ambiti diversi (viaggi, libri, discorsi).
Un brogliaccio di molte cose differenti, insomma, uno scartafaccio, forse anche un diario, nato dal “progetto” di dare ordine a ciò che un ordine apparentemente non ce l’aveva, dall’esigenza di mettere a fuoco, memorizzare e conservare, in un gioco tra ragione e sentimento (“La ragione ci fa vedere le cose come sono, il sentimento come vorremmo che fossero”).
Se è vero, come lei dice, che “l’identità si acquista giorno per giorno” e che “Noi siamo la nostra memoria”, Cristiana la sua identità di irregolare, della scrittura non dell’arte, se l’è conquistata parola dopo parola, pensiero dopo pensiero, e alla fine si è fatta davvero “memoria” di se stessa: progetto infinito cresciuto come una tela o un arazzo, non diversamente da tante sue opere pittoriche che chiamano in causa trame che crescono su stesse e si rivelano capaci catturare e irretire lo sguardo dell’incantato spettatore.
VINCENZO GUARRACINO
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ELI RIVA, un monaco della scultura, articolo di Alberto Longatti, in La Provincia/l’Ordine, 4 dicembre 2022

letto in edizione cartacea

cerca in:

https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/ricerca/autore/Alberto_Longatti/

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Eli Riva, 1921 – 2007. Segni nel territorio, NodoLibri, 2022

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Eli Riva 1921 – 2007. Segni nel territorio

Maestro della scultura, Eli Riva è considerato l’ultimo erede dei “magistri cumacini” per quel suo scalpellare “a taglio diretto” nel marmo come i marmorini antichi, come gli scalpellini delle valli lombarde, e sempre senza modelli preparatori.

Attivo fin dall’adolescenza in diversi campi dell’arte, ha consegnato al territorio un’enorme eredità di opere, studi e progetti.

Il volume – appena edito da NodoLibri – è stato pensato in occasione del centenario della nascita di Eli Riva. 172 pagine, oltre 200 immagini a colori, un indice ragionato delle opere e due mappe visive aiutano a orientarsi nella variegata geografia del pensiero artistico di Riva, alla scoperta di tutte le opere raggiungibili in Como e dintorni.La pubblicazione considera infatti i “segni” lasciati da Eli Riva nel territorio, essenzialmente comasco, ma con linee di percorso divaganti che arrivano, ad esempio, fino alla montagna di Cima di Castello, alle sponde del lago, in territorio elvetico o all’ospedale di Limbiate.Se l’arte sacra costituiva per Eli Riva una vera e propria vocazione, molti sono stati i suoi apporti anche in campo secolare: fra tutti quelli che risaltano nelle pagine del libro, ricordiamo qui soltanto la sua “filosofia della piazza”, il progetto con cui Riva nel 1975 vinse il concorso (mai realizzato) per la sistemazione dell’eterna incompiuta piazza Cavour.Maestro della scultura, Eli Riva è considerato l’ultimo erede dei “magistri cumacini” per quel suo scalpellare “a taglio diretto” nel marmo come i marmorini antichi, come gli scalpellini delle valli lombarde, e sempre senza modelli preparatori. Attivo fin dall’adolescenza in diversi campi dell’arte, ha consegnato al territorio un’enorme eredità di opere, studi e progetti.Il libro – che completa la ricostruzione storico-stilistica dell’artista, aggiungendosi al volume scritto in occasione della grande mostra “Eli Riva. Tradizione e modernità”, realizzata a Villa Olmo nel 2015 – nasce su impulso e iniziativa di Associazione Eli Riva.
Oltre ai testi di Enza Coratolo e Giovanna Riva, si trovano contributi di Paolo Aquilini, Paolo Biscotti, Alessandra Bonfanti, Pietro Boyl di Putifigari, Valentino Carboncini, Guerrino Mattei e Rossano Nistri.
https://www.nodolibri.com/home/280-eli-riva-1921-2007-segni-nel-territorio.html