
Categoria: GENIUS LOCI
Il grandioso e bellissimo ALBERO (un Ippocastano) che si vede a Careno, passando con il battello, 4 settembre 2022



Clemente Tajana, Le pietre testimoni di Como turrita, in l’Ordine/la Provincia 28 agosto 2022
letto in ediziona cartacea
cerca in https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/ricerca/autore/Clemente_Tajana/
Tetti sull’acqua
le (ex) CAVE DI SASSO fra Careno e Pognana



Come il lamento di un bosco, Cesare Pavese
Il pensiero di EMANUELE SEVERINO, a cura di Vasco Ursini (1936 - 2023)
da
Come il lamento di un bosco,
come il trillo non udito di un usignolo,
si spande l’armonia
ed empie l’aria
e per l’aria ti va nelle orecchie
e nelle cervella e nel cuore.
Vibra vibra l’aria
commossa dal trillo dell’usignolo!
Poi possente completa
la melodia ti domina
e tu la domini
e tutti
gli atomi vibrano di una gioia divina.
Poi quando saturo
di musica lo spirito riposa
come la terra che raccoglie un seme
germoglia e sboccia in mille
immense costruzioni d’armonia.
Frattanto il trillo non era finito.
SGUARDI dalla casa dell’Orto/Giardino sul Lago di Como, nel triangolo Nesso/Brienno/Argegno, 18 agosto 2022



















































“Mi piacciono i libri che ti fanno leggere altri libri”, in Donati Alba, La libreria sulla collina, Einaudi, 2022
Mi piacciono i libri che ti fanno leggere altri libri. Una catena che non dovremmo mai interrompere.
L’unica forma di eternità che possiamo sperimentare è qui sulla terra, diceva Pia. Il giardino è una forma di eternità
Alba Donati in https://traccesent.com/2022/07/27/donati-alba-la-libreria-sulla-collina-einaudi-2022/
A Recanati
“mio padre osservando il paesaggio diceva “non si può non essere poeti”
(citazione della mia vicina di casa)
Museo Barca Lariana International Museum of Vintage Boat, Pianello del Lario
Due millenni di storia nautica Sul lago di Como.
Un patrimonio unico al mondo, nato da anni di vita e conoscenza del Lago di Como che hanno portato alla realizzazione di una raccolta di inestimabile valore per il settore nautico e per la storia d’Italia.
vai a:
Museo Barca Lariana International Museum of Vintage Boat
Duccio Demetrio, Di che giardino sei? Conoscersi attraverso un simbolo, Mimesis, 2016. Indice del libro



Anna Mainoli, L’altro Lago di Como, a cura di Paesaggio Italia, National Geographic/La Repubblica 2022
vai a:
… non volevo credere ai miei occhi. Dappertutto una terra abitata. Vallate e pendii ricoperti di borgate e di cittadine. Tutta quanta la natura lavorata e modellata dall’uomo. Ciò che si chiama cultura nel senso più raffinato, mi si presentava nella forma più armoniosa.
Romano Guardini, Lettere dal lago di Como, 1923-1926.
Agli occhi dei visitatori del Grand tour che nel XIX secolo giungevano sul lago di Como, traendone immancabilmente quella potente impressione di meraviglia che hanno cercato di trasmettere attraverso una quantità di scritti e testimonianze equiparabile solo a ciò che le grandi città d’arte – Venezia, Roma, Firenze – hanno prodotto, appariva un paesaggio ben diverso da quello che il frettoloso turista contemporaneo può cogliere.
Terrazzamenti, radure che squarciavano il fitto dei boschi in altura per far spazio ai pascoli, lembi di terra, anche i più piccoli, conquistati alla coltivazione e rubati con la fatica alla montagna grazie a un’opera di manutenzione continua erano gli elementi più tipici di questo scenario.
I nostri visitatori avrebbero visto quasi ovunque – soprattutto nel ramo comasco – muretti a secco e filari di viti, ma anche seminativi, gelsi, ulivi e, certamente, i giardini.
Il paesaggio storico lariano era plasmato dal lavoro dell’uomo, da un’economia di sussistenza che traeva dall’ambiente le risorse disponibili. Agricoltura, pastorizia e sfruttamento dei boschi davano luogo a una produzione di beni che veniva trasportata, grazie a una rete di collegamenti verticali, sulle rive del lago, la cui acqua è stata per secoli il più agevole strumento di mobilità e di scambio di merci tra le Prealpi e le grandi città della pianura.
Un paesaggio doppiamente colto dunque, in cui un dato naturale straordinario ha consentito all’uomo di sviluppare una sapiente cultura materiale e, insieme, di attrarre e ispirare le più raffinate menti della cultura occidentale. Questa è l’unicità di un territorio così denso di contenuti, che anima un mondo popolare e minuto, una provincia laboriosa accanto a cui vive una ribalta internazionale, un tempo aristocratica e ora mondana.
Oggi il grande assente in questo paesaggio è il rapporto con la terra, ma anche col lavoro dell’industria che è venuta a mancare. L’abbandono dell’agricoltura ha comportato la perdita di alcuni tratti identitari, favorendo l’avanzamento dei boschi e il disfacimento dei terrazzamenti, ma la conoscenza del paesaggio storico lariano resta un momento indispensabile per lo sviluppo di una consapevolezza comune e la preservazione di un patrimonio su cui si basa anche l’economia del turismo, che è e sicuramente sarà la vocazione principale di questo territorio.


