Cerchio dell'Apparire · Cipressi · nostro angolo

Cipresso al 7 maggio

Alberi

Amanta Strata, SIAMO ALBERI, Genova 18 maggio – 1 giugno 2012

Cerchio dell'Apparire · Cipressi · nostro angolo

CIPRESSO, giovedì 3 maggio 2012

Cerchio dell'Apparire · Cipressi · DIARIO di Amaltea · nostro angolo · primavera · Trapianto

CIPRESSO, lunedì 30 aprile 2012

In occasione di una rapida visita dalle 10 alle 14.

Giornata di pioggia

Piantato 12 fragole e 2 zucchine

Concimato lamponi

Alberi

L’albero (L’arbre), di Julie Bertuccelli, con Charlotte Ginsbourg, Morgana Daves, Marton Csokas, Aden Young, 2010

Julie Bertuccelli torna dietro la macchina da presa portando sullo schermo il romanzo Our Father Who Art in the Tree di Judy Poscoe. Ambientata in Australia, la pellicola vede protagonisti Dawn e Peter, una coppia che vive felicemente con i loro quattro figli. Quando però l’uomo muore all’improvviso, ognuno reagisce in maniera diversa. Dawn è disperata, fa fatica ad alzarsi dal letto e riesce a stare dietro a malapena alla casa. Simone però, la bambina di 8 anni, crede che il padre stia continuando a vivere attraverso un grosso albero che si trova in giardino che col tempo cresce sempre di più e ad un certo punto si pone il problema di farlo abbattere. La Bertuccelli realizza al tempo stesso un dramma familiare sull’elaborazione del lutto che sfocia verso derive fantastiche e, contemporaneamente, un diario di formazione dove il mondo è visto attraverso gli occhi di una bambina di 8 anni. 

l’intera recensione qui: “L’albero”, di Julie Bertuccelli.

Alberi

GLI ALBERI, di Michelle Karen Sandonà

Gli alberi non cambiano,
li trovi lì, dove li hai piantati,
neanche in attesa.
Hanno esteso la chioma,
hanno piegato i rami;
qualcosa nella corteccia si è indurito
e scavato.
Qualcosa ha ascoltato.

Li guardi… ed è come tornare a te stesso,
stranamente gentile
giustamente triste,
per quel tanto parlare
col silenzio dell’ombra,
in quella sicura certezza
di ciò che accoglie,
rinfresca.

da Poesie.

Alberi

Il respiro dell’albero – dalle ricerche di Neurobiologia vegetale, da Corriere Fiorentino

Piante e animali sono facce della stessa medaglia: pezzi di Dna, protetti da armature di zuccheri e proteine


Cambia solo il modo in cui intercettano l’energia, per trasformare in nuova materia il carbonio che galleggia nell’aria. E, di conseguenza, varia il modo in cui questo nutrimento se lo vanno a cercare, attraverso diverse strategie di movimento che, a loro volta, hanno indotto con l’evoluzione divergenze morfologiche sia esterne, sia a livello cellulare. Ma, per il resto, piante e animali sono facce della stessa medaglia: pezzi di Dna, protetti da armature di zuccheri e proteine, che passano l’esistenza a preparare l’organismo per il momento focale, e cioè la perpetuazione del Vivente tramite la riproduzione. Nel frattempo, entrambi mangiano, crescono, comunicano, difendono la loro nicchia di sopravvivenza.

tutto l’articolo qui: Il respiro dell’albero – Corriere Fiorentino.

Alberi · Arbusti · Ortaggi

Anche le piante ci sentono, di Stefano Mancuso

Anche le piante ci sentono

Le scoperte arrivano dal gruppo di ricerca guidato da Stefano Mancuso,
direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale e socio

<http://www.tgcom24.mediaset.it/perlei/articoli/1041488/anche-le-piante-ci-sentono.shtml>

Tiglio

IL TIGLIO, di Michelle Karen Sandonà


Immaginate un uomo che quando nasce suo figlio pianta un tiglio, un albero a chioma larga, poderoso, che s’impone vasto sotto il cielo. 
Ed immaginate con quanta cura sceglie il terreno, il punto in cui crescerà, l’inclinazione la curva! E come muove la terra, come lo copre, lo accarezza, lo tocca, uniformando con la mano il terreno, la piccola conca preziosa che ricopre le radici, ancora fibrose, indecise. 
Insieme ad esse pianta la sua radice, la sua emozione, la sua speranza!
Lo osserverà ogni giorno i primi giorni, per assicurarsi che attecchisce, che beve bene la luce.
Deve ancora convincersi che ci sia, che sia reale, vita anch’esso dentro un’altra vita che l’ha rinnovato e reso felice.
Ed il tiglio cresce. Si mostra subito nella sua convinta altezza. Comincia a regalargli ombra d’estate e foglie in inverno, dorate foglie accartocciate che con un salto vanno a posarsi oltre la finestra aperta, vicinissime al letto. E’ come se acconsentissero anch’esse ad una scelta, un divino, una lieve felicità.
Si crea un connubio taciuto tra il tiglio, il figlio e l’uomo: la triade perfetta dagli angoli uguali!
Ed ora immaginate che il tiglio crescendo, dopo tanti anni, sprofondi dal terreno con forza ed urti il marciapiede, crei piccole radici che invece di oscurarsi vanno verso la luce.
Allora l’uomo si piega, lo riassesta con cura, apre il terreno e…copre e non copre, perchè la radice respiri ..là dove vuole e ha deciso….. perchè sia aperta alla luce.
Ed ora immaginate quell’uomo che cammina, che pensa, che sceglie, che parla e….beve un caffè.
Non ha anch’esso l’aria di un tiglio…saldo, deciso, piantato?! Un tiglio che affonda radici e beve la luce! Un tiglio che cresce là dove è stato piantato, curato, amato?
Io lo vedo quell’uomo…diritto…deciso…rivolto a quella terra ….a quel cielo!!!

di Michelle Karen Sandonà

 

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Alberi

… IL NOSTRO FAMOSO ALBERONE, IL VECCHIO FAGGIO PLURICENTENARIO, SOPRA L’ALPE DI ORIMENTO D’INTELVI….

CARO PAOLO,
TRA LE FOTO FATTE NELL’ESTATE 2009….QUANDO RIUSCIVO ANCORA A FARE UNA PASSEGGIATA….HO TROVATO QUESTA MOLTO BELLA DEL NOSTRO FAMOSO ALBERONE, IL VECCHIO FAGGIO  PLURICENTENARIO, SOPRA L’ALPE DI ORIMENTO D’INTELVI…. TENTO DI ALLEGARLA CON IL COPIA E INCOLLA DA ARCHIVIO…. HO ANCORA LA SPERANZA DI POTERVELO PRESENTARE PERSONALMENTE ALLA PROSSIMA PRIMAVERA 2012!
CIAO.
C.
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trovati nella notte e nel giorno di Natale