„Per fare un prato bastano
un trifoglio, un’ape,
un trifoglio, un’ape
e un sogno.
Può bastare il sogno
se le api sono poche.“
Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/157592-emily-dickinson-per-fare-un-prato-bastano-un-trifoglio-unape/
„Per fare un prato bastano
un trifoglio, un’ape,
un trifoglio, un’ape
e un sogno.
Può bastare il sogno
se le api sono poche.“
Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/157592-emily-dickinson-per-fare-un-prato-bastano-un-trifoglio-unape/
Fiore che non dura
oltre l’ombra di un attimo
la tua freschezza
persiste nel mio pensiero.
Non ti ho perduto
in ciò che sono,
se pure, o fiore, non ti ho visto mai
dove io non sono che la terra e il cielo
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clicca sul seguente link per ascoltare l’audio:
https://drive.google.com/file/d/1FAfNFdPiE-n-XQyLUE0I4IlZ25dQn14G/view?usp=sharing
Piatta come il tavolo
sul quale è posata.
Sotto – nulla si muove,
né cerca uno sbocco.
Sopra – il mio fiato umano
non crea vortici d’aria
e lascia tranquilla
la sua intera superficie.
Bassopiani e vallate sono sempre verdi,
altopiani e montagne sono gialli e marrone,
oceani e mari – di un azzurro amico
sui margini sdruciti.
Qui tutto è piccolo, vicino, alla portata.
Con la punta dell’unghia posso schiacciare i vulcani,
accarezzare i poli senza guanti grossi,
posso con un’occhiata
abbracciare ogni deserto
insieme al fiume che sta lì accanto.
Segnalano le selve alcuni alberelli
tra i quali è ben difficile smarrirsi.
A est e ovest, sopra e sotto
l’equatore, un assoluto
silenzio sparso come semi,
ma in ogni seme nero
la gente vive.
Forse comuni e improvvise rovine
sono assenti in questo quadro.
I confini si intravedono appena,
quasi esitanti – esserci o non esserci?
Amo le…
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Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.
GIACOMO LEOPARDI (1798-1837)
mi scrive Vincenzo:
E’ bello in siffatte giornate iniziare il giorno con prospettive lariare così belle accompagnate dai versi infiniti dell’Infinito leopardiano. Grazie Paolo!
Rispondo
ieri ero nel giardino di Coatesa e ho “colto l’attimo” di quel paesaggio. e mi è venuto in mente di collegarlo alla “siepe” di Leopardi. Avevo qualche dubbio di oltraggiare la memoria di un classico. Ma tu che sei un grandissimo studioso di Leopardi mi sostieni in questa mia connessione. TI RINGRAZIO TANTISSIMO. Ciao Vincenzo !!!
Domani saranno due settimane dalla morte di Carlo rivolta, attore (1943-2008, 65 anni).
Nel corso degli ultimi anni (purtroppo solo dal 2004) ho registrato alcune sue interpretazioni e letture.
Il 14 giugno 2006, a Erba (Como), lesse alcune pagine di Giuseppe Pontiggia (1934-2003, 69 anni).
Il luogo era suggestivo: Il Castello di Pomerio.
La situazione di memoria era particolarmente emozionante: Pontiggia era morto nel 2003 e in sala c’erano la moglie ed il figlio da lui raccontato nel libro Nati due volte.
Lo stile letterario di Pontiggia e la sua nitida e precisa scrittura che tratteggia due biografie locali vengono fatti risuonare dalla voce di Rivolta in questo modo:
vai alla scheda dell’editore:
https://www.lafeltrinelli.it/osso-anche-cani-sognano-ediz-libro-michele-serra/e/9788807923432
Questa storia inizia con l’apparizione di un cane. Un cane sbucato da chissà dove, magro ed emaciato che a malapena riesce a reggersi sulle zampe.
A notarlo è un vecchio che abita al limitare del bosco, anche se nemmeno lui ricorda da quanto tempo non vi si inoltri. L’uomo vorrebbe avvicinarlo ma l’animale, spaventato, sparisce rapidamente tra gli alberi.
Non sa se l’animale tornerà ma sa che se riuscirà a farlo fermare con sé, potrà salvarsi.
Comincia col dargli un nome: Osso. Poi si mette ad aspettare, con una ciotola di cibo appoggiata sul prato. E di lunghe attese sarà fatto l’avvicinarsi e il conoscersi del vecchio e del cane.
A fargli compagnia è la piccola Lucilla, a cui il nonno racconta i propri sogni. Sogni che permettono ai due di tornare indietro di migliaia di anni, al primo incontro non cruento tra uomo e lupo, e di riscoprire di che cosa sia fatto il nostro stare sulla Terra come uomini.
“Premio Città di Como” I vincitori al Teatro Sociale
da:
“Premio Città di Como” I vincitori al Teatro Sociale – Bibazz, Como
Per la categoria “A tema” è Licia Colò con “Il pianeta. Istruzioni per l’uso” (Solferino);
per l’Autobiografia il primo classificato è Nicola Alemanno con “Doppia zona rossa” (Rubettino)
e per la sezione “Bambini e ragazzi” primi classificati ex aequo sono “Virus all’attacco del corpo umano!” (Mondadori) di Maria Pia Pisoni e “Il magico viaggio” (Ethos Fabulae) di Clara Salafia e Cristiana Toletti.
Per la “Narrativa edita” prima classificata Ilaria Tuti con “Fiore di roccia” (Longanesi), secondo Andrea Salonia con “Odiodio” (La Nave di Teseo) e terzo Marco Balzano con “Quando tornerò” (Einaudi); a loro si aggiungono “La morte dimenticata” (Leone Editore) di Ida Sassi,
premiato nel Genere thriller, Giancarlo e Alberto Mazzuca con “Indro Montanelli. Dove eravamo rimasti?” (Baldini+Castoldi)
per il Genere biografia, Antonio Gentile con “La terra degli uomini integri”(La Corte ed.)
per il Genere Storico e Giorgia Brusco con “Teatro drammatico” (Edizioni Zem)
per il Genere teatro.
La categoria “Narrativa inedita” ha visto “L’upupa “ di Alessia Bronico primo classificato, “Viva Danton“ di Ugo Grottoli secondo classificato e Vittorio Nessi con “L’inverosimile verità” al terzo posto.
Molti i premi per le sezioni speciali: a “Melancholy and depression” (L’Harmanattan) di Emanuela Burini per le Opere in inglese,
a Daniela Simonetti con “Impunità di gregge” (Chiarelettere) come Opera prima,
a Giovanni Mangarelli con “Viola” – primo classificato per la sezione Racconto inedito – e ad “Agosto 21” di Cesare Baj come Racconto inedito a “Tema lago”.
Ricchissima anche la sezione Poesia:
Carmelo Pistillo con “Poesia da Camera” (Stampa200),
Claudio Pagelli con “Campo 87” (Puntoacapo Ed.),
Gisella Genna con “Quarta stella” (Interno Poesia) sono – rispettivamente – al primo, secondo e terzo classificato per le poesie edite;
Tiziana De Novellis con “Paralleli solitari” (5 poesie) vince la sezione Poesie inedite.
Per la Saggistica: prima classificata Alessandra Necci con “Al cuore dell’Impero. Napoleone e le sue donne fra sentimento e potere” (Marsilio),
secondo Vittorio Lingiardi con “Arcipelago N” (Einaudi)
e terzi Giovanna Caldara e Mauro Colombo con “Tanto tu torni sempre” (Melampo Editore). “Rinascita americana” (Sem Editore) di Giovanna Pancheri vince per il Genere viaggio, Alessandro Milan con “Un giorno lo dirò al mondo” (Mondadori)
per il Genere inchiesta e Angelo Tartabini con “La coscienza degli animali” (Mimesis) per il Genere divulgazione scientifica; a Ferdinando Borroni con “Malattia come opera d’arte”la targa come Vincitore Altro Inedito di Saggistica.
Previste anche la sezione Multimediale, che quest’anno ha visto il reportage “Etiopia di volti e di strade” di Asmae Dachan come primo classificato ex aequo con la raccolta di fotografie di Luisa Mizzoni “Qui con me”, e la targa per la sezione Detenuti a Suor Rita Del Grosso e M. Teresa Caccavalle (curatrici) con “Pensieri reclusi”.
* ARMINIO Franco, (2021), Lettera a chi non c’era. Parole dalle terre mosse,
Bompiani
* ARMINIO Franco, (2020), La cura dello sguardo. Nuova farmacia poetica,
Bompiani
* ARMINIO Franco, L, (2019), L’ infinito senza farci caso. Poesie d’amore,
Bompiani
* ARMINIO FRANCO, (2018), Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di
paesologia, Laterza
* ARMINIO FRANCO, (2017), Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di
terra, Chiarelettere
* ARMINIO FRANCO, (2011), TERRACARNE viaggio nei paesi invisibili e nei paesi
giganti del Sud Italia, MONDADORI
vai alla scheda dell’editore: https://sentierodeisogni.it/project/lago-di-como-grand-tour/

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