Dialetto · Libri su Como e il Lario · PERSONE e DESTINI · Tradizioni

RADICI E RICORDI LARIANI accoglie testi, racconti e descrizioni di ricordi personali e di tradizioni lariane, fino agli anni ottanta del secolo scorso, a cura di Luciana Bianchi Cavalleri

RADICI E RICORDI LARIANI

Radici comasche… e radici lariane: storia, memorie, immagini, vicende e racconti. Per ricordare com’ era il Lario della nostra infanzia… quello dei nostri genitori … dei nostri nonni.

“© Radici Lariane” è aperto alla partecipazione di tutti ed accoglie testi, racconti e descrizioni di ricordi personali e di tradizioni lariane, fino agli anni ottanta del secolo scorso. Per vedere pubblicato il vostro racconto, (lunghezza massima di un foglio A4, 30 righe in carattere corpo 12) inviatelo a:ventifebbraio@iol.it  Se lo desiderate, il vostro testo potrà essere accompagnato e corredato anche da una vostra immagine

per cooperare alla costruzione di questo diario collettivo vai a: Radici e ricordi lariani.

Acqua · casa · Lago · PERSONE e DESTINI

di notte sulle acque del lago di Como, di Giuseppe Guin

da Facebook.

morti · PERSONE e DESTINI

Andrea Accorsi e Daniela Ferro, Le famiglie più malvage della storia

Fra le famiglie più malvagie della storia compaiono “quella coppia di mezza età , formata da uno spazzino e sua moglie” che massacrarono l’11 dicembre del 2006 quattro persone, fra cui un bambino, solo per motivi di CATTIVO VICINATO

I delitti più celebri e i crimini più atroci commessi da famiglie, clan e dinastie

Avide, cruente e spietate, le famiglie raccontate in questo libro incarnano l’essenza del male.

Madri e padri, figli e figlie, fratelli e sorelle uniti da un doppio legame di sangue: genetico e criminale. Dalla dinastia giulio-claudia ai Borgia, dai Romanov ai Kim, dagli Hussein ai clan mafiosi, la storia di ieri e di oggi è disseminata di vicende oscure che hanno come protagonisti personaggi disumani, guidati da una lucida follia o pronti a tutto per conservare il proprio potere. Sfilano così, in sequenza, gli eccidi di massa dei fratelli Pizarro, gli omicidi seriali, le efferate imprese delle bande di Jesse James, dei fratelli Dalton e dei Savi – “quelli della uno bianca”. E poi le sanguinose azioni delle famiglie mafiose, come i Gambino, i Riina, i Messina Denaro, i Barbaro… E ancora la spregiudicata gestione del potere di tiranni che la storia ha condannato a finire nella polvere, come Ceausescu e Gheddafi. Per finire con i protagonisti della cronaca nera: Rosa Bazzi e Olindo Romano, gli assassini di Erba; Michele Misseri e sua figlia Sabrina, implicati nel giallo di Avetrana, culminato con il ritrovamento del cadavere della quindicenne Sara Scazzi, vittima forse dello zio e della cugina. Due presunti carnefici per un solo cognome.

Tra le famiglie più malvagie:

La dinastia giulio-claudia
Roma val bene sangue e omicidi

I Borgia
Delitti e castighi di una dinastia mancata

I Tudor
Matrimoni e funerali, tra vergini e sanguinari

I Romanov
Demoni e dèi

I fratelli Dalton
Al di là del bene e del male

I Barker
Una vita violenta

I fratelli Savi
Banditi in nome della legge

Gli Hussein
Una famiglia-Stato

I Kim
Padroni rossi

Il clan Bin Laden
L’internazionale del terrore

I Riina
I capi dei capi

I Barbaro
’ndrangheta Spa

Olindo e Rosa
I “mostri” di Erba

I Misseri
CSI Avetrana

BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Libri su Como e il Lario · Mi ricordo · Nodo Libri · PERSONE e DESTINI

Lettere a Marilino 1965-1970 Per ricordare Geo Roncoroni, Nodo Libri

Immagine

 

Lettere a Marilino
1965-1970

Per ricordare Geo Roncoroni, che nel 2011 compirebbe cento anni, se fosse qui, ci voleva qualcosa di suo. Ci voleva un libro, un libretto con qualcosa di suo. Un libro con le lettere a Egea, la piccolina di casa, che per ben tre volte, nel 1965, 1966 e 1967, affrontò l’esilio estivo della colonia e una volta, nel 1970, fu al mare con una compagna di scuola.Lette a distanza di quaranta anni e più, queste lettere assumono un valore che supera quello sentimentale; sono il documento di un’epoca e, all’interno di quell’epoca, del modo in cui venivano gestiti i rapporti familiari tra padre e figli.

Lettere a Marilino (NodoLibri 2011)
a cura di Federico Roncoroni

News Nodo 
CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · PERSONE e DESTINI · Storia e Economia · Tajana Tino

L’Unità d’Italia nel territorio comasco Sabato 29 ottobre – Como Alle 16.00 presso la Pinacoteca Civica di Como (via Diaz 84)Clemente Tajana terrà la conferenza “L’Unità d’Italia: importante tappa della strutturazione del territorio comasco”, da Newsletter NodoLibri 27/10

Immagine L’Unità d’Italia nel territorio comasco
Sabato 29 ottobre – Como

Alle 16.00 presso la Pinacoteca Civica di Como (via Diaz 84)Clemente Tajana terrà la conferenza “L’Unità d’Italia: importante tappa della strutturazione del territorio comasco”.

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, i Musei Civici di Como organizzano un ciclo di conferenze per ricordare l’evento, analizzando alcune opere delle proprie collezioni e offrendo un quadro d’insieme per mettere in risalto il ruolo e il contributo culturale della città di Como nel periodo risorgimentale. Verranno presi in esame i monumenti celebrativi dall’Unità in poi, le trasformazioni del tessuto urbano, le figure di alcuni archeologi/patrioti e il ruolo dell’industria serica nello sviluppo della città.

La conferenza si propone di documentare la parte consistente della infrastrutturazione del territorio comasco resa possibile dall’unità d’Italia. In particolare il nuovo Stato unitario ha facilitato la crescita della rete ferroviaria, della rete viaria, la nascita della rete tranviaria e dell’autostrada Milano-Como. La presenza del re alla Esposizione Voltiana ha sicuramente influito sulla implementazione della ricerca nel settore tessile e meccano-tessile, facendo sorgere a Como l’Istituto del Setificio.

Ingresso libero. Info: 031.269869 – musei.civici@comune.como.it

PERSONE e DESTINI

Paolo Pejrone: intervista

Gatti · GENIUS LOCI · LEGGERE e SCRIVERE · Lettere · Mammagatta · PERSONE e DESTINI · stare

… In casa mia un gatto fisso c’e sempre stato

 … In casa mia un gatto  fisso c’e sempre stato , in questi ultimi anni invece la mia mamma ha la compagnia di gatti “ospiti passeggeri”. cerca sempre di tenere scatolette di scorta  per non lasciarli a bocca asciutta.

Li dove hai visto la mia mamma  e’ la casa dove sono nata  56 anni fa  e dove ho trascorso un terzo della mia vita  e ancora adesso quando arrivo li:

ma sa slarga al coer ”  certo per lei quei gradini sono un po impegnativi speriamo che la forza  di arrivare  ogni giorno  fino a Castello  non l’abbandoni. 

Ma  per noi , amici di Coatesa, i gradini sono la nostra storia.

betty

Ossuccio · PERSONE e DESTINI · Sacromonte di Ossuccio

Il Sacromonte di Ossuccio con la guida di Darko Pandakovic, sabato 24 settembre ore 9.30-12.30, a cura della associazione Chiave di volta

sabato 24 settembre ore 9.30-12.30
Il Sacromonte di Ossuccio
con la guida di Darko Pandakovic

Ritrovo all‟approdo di Campo, frazione di Lenno alle ore 9.30

Dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità nel 2004, è un percorso
devozionale lungo il quale le cappelle ripropongono la riflessione
sui Misteri del Rosario.
Il profondo legame tra paesaggio, architettura, espressioni artistico-popolari
delle scene ambientate nelle cappelle, è la “chiave di volta” per capire
la specificità di questo patrimonio mondiale.
Al link che segue, il programma dettagliato e le modalità di partecipazione:


Api · Gatti · PERSONE e DESTINI

Giorgio Celli, l’intellettuale che amava i gatti, di Aldo Grasso su Il Corriere della Sera

VAI ALL’AUDIO:

http://video.corriere.it/aldo-grasso-giorgio-celli-intellettuale-che-amava-gatti/826885f8-9452-11e0-9db6-651cd37b13cb

PERSONE e DESTINI

Addio al professor Angelo Spallino. Si è spento a 85 anni

COMO CRONACA CONFERENZA STAMPA FONDAZIONE PROVINCIALE COMUNITA’ COMASCA ANGELO SPALLINO

COMO Un pomeriggio di tanti anni fa, forse 30 o forse 31, un uomo alto, austero, la testa un po’ china, stava per imboccare il viale dell’ospedale psichiatrico San Martino. Era il professor Angelo Spallino, notissimo primario oculista di Villa Aprica, prestigioso studio in Piazza Cavour, da poco presidente della Ussl n. 5 che comprendeva anche l’ospedale Sant’Anna e i servizi psichiatrici, oltre a tutti quelli sul territorio. Era appena entrata in vigore la rivoluzione sanitaria; Spallino era già stato assessore provinciale, negli anni ’70 e sindaco di Carimate, era un «fiore all’occhiello» per la Democrazia Cristiana, appartenente ad una famiglia che a Como ha dato un senatore, Lorenzo e un sindaco, Antonio.
Fece pochi passi, il professor Spallino, figlio di Lorenzo e fratello di Antonio e lungo il viale vide scendere un uomo, un ospite di quello che stava per diventare ex manicomio. Barcollava, l’uomo, sembrava smarrito. Il professore gli andò incontro, senza spaventarlo, gli diede la mano, gli disse qualcosa, lo riaccompagnò nella comunità e, sulla soglia, gli fece una carezza. Quell’immagine è tra le più significative in chi ricorda il professore che nella notte di ieri se n’è andato lungo il viale verso l’eternità. Questa sera, alle ore 21, Rosario nella chiesa di Sant’Agata e l’ultimo saluto venerdì alle 10.
Aveva 85 anni, Angelo Spallino, lascia tre figli che sono tuttora il segno di ciò che la famiglia Spallino dà a questa città e lascia tante persone per le quali ha rappresentato le doti migliori che un essere umano può rappresentare.

da: Addio al professor Spallino Si è spento a 85 anni – Cronaca – La Provincia di Como.

Ferrario Carlo · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · PERSONE e DESTINI

CARLO FERRARIO, AMICI, NodoLibri, 2010

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE:

http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/carlo-ferrario/amici-9788871851884-156177.html


Giovedì 12 Maggio 2011 alle 17.00 presso la sede della Famiglia Comasca  (via Bonanomi 5, Como) verrà presentato il libro di Carlo Ferrario Amici pubblicato da NodoLibri.

Alberto Longatti introduce e dialoga con l’autore.

“Amici”, romanzo in versi per spiegare un’amicizia.

Venerdì 21 Gennaio 2011

AMICI, romanzo in versi
per spiegare un’amicizia

 

COMO – Remo Martini e Giulio Guardini sono due bambini, due ragazzi, due uomini come in qualche modo ciascuno di noi è stato ed è. Per di più, vivono in una città, frequentano scuole e ambienti che richiamano subito una certa Como e sono tormentati dai dubbi e dalle sfide dell’età, dalla più tenera a quella delle scelte difficili, dolorose, talvolta senza ritorno.

Il loro percorso, accompagnato da un’amicizia che resiste alle svariate prove che la vita le mette davanti, è il tema di un racconto in versi – Amici appunto – ultima opera di un ingegno vivace, per certi versi bizzarro, sempre stimolante, che i comaschi conoscono bene: Carlo Ferrario.
La trama del lavoro è volutamente essenziale, scandita dalle esperienze che ognuno può riconoscere come sue. Ecco allora i giorni dell’infanzia legati a una nonna maniaca del fegato di merluzzo e delle vecchie zie pronte a mettere in tavola «ogni tre giorni/del cervellaccio impanato/ e fritto». Ecco, a scuola, un Giulio diligente fin troppo e un Remo in perenne «lotta coi prof/ma in grado poi d’imbrogliarli/su tutto». Ecco i giochi, l’idea di mettere in scena una recita, ecco il bastardino al quale viene dato il nome di Giuseppe Mazzini. Ed ecco soprattutto il primo serio bivio: l’uno con la vocazione precocemente accettata per la matematica e pronto quindi a diventare ingegnere, l’altro che «incerto/del tuo futuro, sapevi/(come Montale)/ solo ciò che non avresti/voluto…».

All’infanzia segue un’adolescenza da studenti di liceo, ovviamente l’uno il classico e l’altro lo scientifico, in un Istituto che dei Padri governano secondo schemi immutabili, le seduzioni e gli stimoli, le prime sfide intellettuali, la maturità e la scelta della facoltà universitaria che divide le carriere scolastiche ma non il percorso di vita dei due. Che si ritroveranno, accomunati – al di là delle diversità di carattere, di attitudini, di interessi – quando, dopo la laurea, al momento di indirizzare definitivamente il proprio futuro con un impegno lavorativo necessariamente diverso, faranno la stessa scelta di campo.

La scelta di non cedere alle lusinghe subdole o martellanti del perbenismo corrente, delle strade già tracciate, di una borghese mediocrità fatta di soldi e di affermazione sociale, per non tradire se stessi, le proprie aspirazioni autentiche, il proprio destino.

È così che gli ultimi versi prendono congedo dai due amici ormai diventati uomini dando atto che «comunque vada,/la loro vita,/ o meglio, la loro anima/ l’hanno salvata,/fuori, anche a loro rischio,/dal grande/ovile dove si ammassa/il gregge occidentale, insipiente, fatuo,/ ricco, clonato…».
Antonio Marino

 

 

PERSONE e DESTINI

Don Aldo Fortunato. Lui, storico fondatore e animatore della comunità Arca, non ha bisogno di presentazione. La sua è stata una vita condotta da sempre in trincea, in prima linea nell’affrontare a viso aperto il buco nero in cui molti giovani si trascinano – La Provincia di Como, 2011

«Non si riesce a trovare lavoro. Ho 14 ragazzi che hanno concluso il loro ciclo di riabilitazione dalla tossicodipendenza, cui occorre ora trovare una occupazione che gli permetta di condurre una vita autonoma e gli consenta, in alcuni casi, di pagare l’affitto del pensionato che gli mettiamo a disposizione». E’ un appello accorato a tutti gli imprenditori quello che lancia Don Aldo Fortunato. Lui, storico fondatore e animatore della comunità Arca, non ha bisogno di presentazione. La sua è stata una vita condotta da sempre in trincea, in prima linea nell’affrontare a viso aperto il buco nero in cui molti giovani si trascinano, ma per combattere questo male che colpisce direttamente o indirettamente tutti, c’è bisogno che la comunità si muova e tenda la mano verso chi è desideroso di reinserirsi nella società. Non basta l’articolo 1 della Costituzione italiana, servono posti di lavoro nell’immediato per 14 ragazzi e, in prospettiva, ne serviranno altri per chi riuscirà a liberarsi dalla dipendenza dalla droga. «Attualmente abbiamo in carico 70 uomini e 30 donne, oltre ad alcuni figli di queste persone. Il percorso di recupero può arrivare a durare tre anni. Scendere sotto l’anno e mezzo non ha senso, perché difficilmente chi esce riesce poi a stare in piedi». Don Aldo indica il nucleo fondamentale per evitare di infilarsi nel tunnel della tossicodipendenza: «La famiglia è l’elemento che fa la differenza. Quasi tutti i ragazzi che cascano nella droga hanno una famiglia sfasciata. Senza un supporto educativo si cade in basso». E come fanno, anche le famiglie che invece ci sono, ad accorgersi che il proprio figlio o la propria figlia hanno imboccato la strada sbagliata? «Non esiste una regola generale, anche se ci sono dei tratti comuni. I ragazzi smettono di avere interesse per la vita, per la scuola, interrompono la pratica sportiva. Nel caso di assunzione di eroina cala l’appetenza e hanno meno fame. La cocaina è invece causa di sbalzi di umore e di difficoltà a livello respiratorio». Ma cosa inseguono i ragazzi? «Assumere droga significa avere un deficit nella propria personalità. Significa stare male con sé stessi e usare lo stupefacente per dimenticarsi temporaneamente di questa situazione». Ma non ci sono solo ragazzi, molte volte i modelli negativi vengono proposti dal mondo dello spettacolo o dello sport: «Certo, anche i divi ricorrono qualche volta alla droga: anche loro non sono appagati dai loro successi e sono disamorati della vita». E che Como non sia un’isola felice ce lo dice uno studio condotto da Asl e Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano: per avere dati sui consumi stati misurati i metaboliti delle principali droghe d’abuso nelle acque in ingresso al depuratore di Como. La ricerca del 2008 ha permesso di rilevare una situazione di consumo superiore a Milano per cannabis, eroina ed amfetamine riscontrando anche che le sostanze più usate sono in ordine la cannabis seguita da cocaina, eroina ed amfetamine e che i consumi sono costanti in tutti i giorni della settimana con aumenti durante il week-end di cocaina.

da: Como, salvati dalla droga ma ora nessuno li vuole – Cronaca – La Provincia di Como.