Rinascita – Ghiannis Ritsos

Poesia in Rete

Foto di Josephine Cardin Foto di Josephine Cardin

Da anni più nessuno si è occupato del giardino. Eppure
quest’anno – maggio, giugno – è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all’inferriata, – mille rose,
mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi –
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori – colori-ali; – tanto che la donna uscì di nuovo
a dare l’acqua col suo vecchio annaffiatoio – di nuovo bella,
serena, con una convinzione indefinibile. E il giardino
la nascose fino alle spalle, l’abbracciò, la conquistò tutta;
la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno in punto, vedemmo
il giardino e la donna con l’annaffiatoio ascendere al cielo –
e mentre guardavamo in alto, alcune gocce dell’annaffiatoio
ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento, sulle labbra.

Ghiannis Ritsos

3 giugno 1969
Karlòvasi- Samo

da “Pietre Ripetizioni Sbarre”, Crocetti Editore,  2004

***

Αναγέννηση

Κανείς δε νοιάστηκε τον κήπο, χρόνια τώρα. Ωστόσο
εφέτος –…

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Edificio per residenze e uffici “Novocomum” Giuseppe Terragni, architetto 1927-1929, Como, viale Sinigaglia 1

Il primo isolato del nuovo quartiere residenziale “borghese” della zona a lago (che poi restò l’unico, perché il quartiere non si fece) venne completato con un radicale cambio di stile architettonico. E fu l’inizio della “nuova” architettura a Como, ma i punti di contatto con la metà già esistente non furono pochi.
(Fabio Cani)

Edificio per residenze e uffici “Novocomum”
Giuseppe Terragni, architetto
1927-1929
Como, viale Sinigaglia 1
Stato: visibile – parzialmente visitabile – ben conservato

Il completamento del primo (e unico) lotto del quartiere nella zona del Pra’ Pasquée per conto della società immobiliare Novocomum venne affidato al giovane Giuseppe Terragni, probabilmente per il tramite del fratello maggiore Attilio, che aveva già collaborato con l’imprenditore edile Elio Peduzzi. Terragni riprese l’organizzazione generale dell’edificio preesistente e la trasformò in un organismo compiutamente moderno: gli spigoli stondati, che nell’edificio eclettico progettato da Giacomo Caranchini erano una sorta di bow-windows, divennero il fulcro compositivo del nuovo fabbricato con una complessa operazione di svuotamento e riconfigurazione del volume complessivo.

Nel corso del 1927 e del 1929 Terragni approntò versioni successive del progetto, procedendo a una progressiva essenzializzazione del disegno. All’inizio del 1929 l’edificio aveva ormai preso la sua forma definitiva, ma – per evitare qualsiasi rischio di blocco da parte della Commissione edilizia – si venne preparando anche una versione edulcorata da decorazioni in stile che fu presentata agli organi comunali per l’approvazione. Nell’ottobre 1929 l’edificio era sostanzialmente ultimato e la stampa locale registrò lo sconcerto dell’opinione pubblica di fronte a un’architettura così audacemente moderna, e il Comune, di fronte all’evidente difformità dell’edificato rispetto al progetto, nominò una commissione di valutazione, composta dagli architetti Piero Portaluppi, Giovanni Greppi e Luigi Perrone, che si riunì nel dicembre dello stesso anno e si espresse infine per il mantenimento dell’edificio così com’era. La controversa reazione della città si fissò poi nel soprannome di “transatlantico” che restò a designare l’edificio anche nei decenni seguenti.

Disegno di progetto per la prima versione del Novocomum Planimetria del piano rialzato del Novocomum in una versione prossima a quella realizzata.

Al centro dell’attenzione erano proprio i due spigoli con l’espressiva successione di elementi arretrati e sporgenti, percorsi dall’imponente cilindro vetrato fino allo spigolo finale, che ripropone il parallelepipedo di base. In questa articolazione già i contemporanei lessero un’assonanza con le più avanzate esperienze costruttiviste dell’Unione Sovietica, e – più in generale – con l’architettura d’avanguardia del centro Europa. Non minore sorpresa suscitarono le scelte coloristiche, per il forte contrasto tra le pareti verticali (in noisette chiaro), gli elementi a sbalzo (in arancione), gli infissi (in rosso) e gli elementi metallici (in azzurro). Tali scelte sono poi state in gran parte alterate negli interventi del dopoguerra (che sostituirono l’intonaco civile con un rivestimento in “spaccatello” di marmo), e sono state recuperate solo in decenni recenti, parzialmente nelle facciate esterne, più compiutamente in quelle del cortile (a cura dell’arch. Augusto Roda e dell’ing. Franco Panzeri, con la direzione lavori dell’arch. Manouk Manoukian). Così come, negli ultimi anni del Novecento, è stata ricostruita la disposizione originaria dell’ingresso e dell’atrio (a cura dell’arch. Mario Di Salvo).

Al di là delle innovative scelte formali, evidenti non solo all’esterno, ma anche nella disposizione delle scale interne (quella centrale a base quadrata, le due laterali a base triangolare) e nella struttura in cemento armato, il Novocomum di Terragni costituisce un esempio di edificio residenziale intensivo di stampo piuttosto tradizionale, con appartamenti ispirati da un generico decoro borghese, senza l’eco delle riflessioni che contemporaneamente si andavano elaborando in Europa sulle esigenze e sulle regole dell’abitare moderno.


Per gli interessati all’argomento, consigliamo il libro Le rotte del Transatlantico, di Giorgio Cavalleri ed Elisabetta Ferrario, edito da NodoLibri.

Sorgente: Newsletter NodoLibri 05/02 – pamalteo@gmail.com – Gmail

Andrea Pozzi: Cosa si cela in ogni scenario che ammiriamo durante il nostro cammino? Entrare in sintonia con un paesaggio ci permette di conoscerne lentamente ogni aspetto, vagabondando fra i suoi misteri, circondati da un mutevole mondo di forme, NodoLibri editore, Como, 2016

FORESTA
L’idea di foresta ha sempre suscitato in me una forte attrazione, con un potere quasi magnetico.
Smarrirsi volontariamente tra i suoi meandri rappresenta un atto di avvicinamento verso la libertà assoluta.
Nonostante essa, con la sua entropia, tenda a confondere il viandante, è in grado di infondere infinita armonia, stimolando la completa interazione con il mondo naturale.
Gli alberi sono il simbolo della linfa vitale dell’universo e della grandiosa capacità rigenerativa della Natura. Sono dei libri scritti con un difficile linguaggio, ma aperti all’interpretazione di ognuno di noi. Raccontano anni, decenni, secoli e millenni. Nelle loro ramificazioni è scritta la storia più affascinante, che nonostante le statiche apparenze può raccontare un qualcosa che nemmeno possiamo immaginare.
A volte basta ascoltare, solo passeggiando senza fretta e senza meta si possono assaporare i grandi misteri che in essa sono custoditi.
Per via dell’intrico della vegetazione e dell’oscurità che la pervade, la foresta è spesso stata considerata dimora di creature ibride o mostruose ed identificata con l’ignoto, con la Natura selvaggia e caotica.
La luce che nelle narrazioni arcaiche penetra attraverso le fronde degli alberi rappresenta invece la []

30
titolo 30
autore Andrea Pozzi
editore NodoLibri
formato Libro
pagine 216
pubblicazione 2015
ISBN/EAN 9788871852799
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Cosa si cela in ogni scenario che ammiriamo durante il nostro cammino? Entrare in sintonia con un paesaggio ci permette di conoscerne lentamente ogni aspetto, vagabondando fra i suoi misteri, circondati da un mutevole mondo di forme.

Là dentro, però, c’è di più. Se ci fermeremo ad ascoltare più attentamente, potremo avvertire un profondo richiamo ancestrale. Tastando il suolo, la sua geomorfologia, potremo scoprire storie che le nostre convinzioni farebbero apparire irreali. Quando saremo in procinto di sognare, ci strofineremo invece gli occhi riuscendo a scorgere la Via: quell’impalpabile e sinuoso sentiero che si perde verso l’infinito, pronto a guidarci alla scoperta del nostro spirito.

Nel mondo naturale è rinchiuso il senso stesso della vita, e ogni giorno abbiamo la grande occasione di avvicinarci sempre di più alla verità.

Con zaino in spalla, un foglio di carta e una penna, Andrea Pozzi racconta i suoi primi trent’anni come figlio di Madre Terra, provando a comprenderne i suoi messaggi più nascosti…


L’audiolibro del volume è disponibile gratuitamente su richiesta: info@forgottenlands.it.

QUARTA DI COPERTINA

“Andare per terre selvagge significa marciare alla scoperta del terreno più ostico da comprendere: la conoscenza di noi stessi…”

Andrea

INDICE TESTUALE

Prefazione

1. Solitudine
2. Primordi
3. Foresta
4. Colossi
5. Oceani
6. Canyon
7. Notte
8. Ghiaccio
9. Paura
10. Linfa
11. Revontulet
12. Sciamana
13. Fiordo
14. Incontri

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Andrea Pozzi nasce a Bormio, in Alta Valtellina, nell’autunno del 1984.
È maestro di sci dal 2005 e si laurea in architettura nel 2009.
Avventuriero, fotografo paesaggista e naturalista, da anni si dedica all’esplorazione di terre remote, luoghi in cui entrare in sintonia con la Natura, che per lui è rigorosamente da scriversi con la lettera maiuscola, come fosse un’entità superiore alla quale avvicinarsi con trasporto ma anche estremo rispetto.
Il suo disegno di vita è chiaro: l’obiettivo è quello di esplorare ogni ecosistema del nostro pianeta per poterne testimoniare le straordinarie dinamiche attraverso immagini e scritti, meditando ed entrando in completa simbiosi con essa.

www.forgottenlands.it

Sorgente: 30 – Andrea Pozzi – NodoLibri – Libro NodoLibri Editore

Edificio per residenze e uffici “Novocomum” Giacomo Caranchini, architetto 1925-1926 Como, viale Fratelli Rosselli 12, da ARCHITETTURA NEL TERRITORIO COMASCO DURANTE IL XX SECOLO. a cura di Fabio Cani

ARCHITETTURA NEL TERRITORIO COMASCO DURANTE IL XX SECOLO

La “zona a lago” a fianco della foce del Cosia nel Lario è una delle aree cittadine che hanno maggiormente attirato l’attenzione, poiché è stata genericamente definita come “quartiere razionalista”. In realtà, la sua storia è assai più complessa, inizia ben prima del Razionalismo e continua anche dopo. Non è fuori luogo, quindi, tornare ad analizzare le diverse architetture presenti, senza troppe preclusioni.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze e uffici “Novocomum” 

Giacomo Caranchini, architetto

1925-1926

Como, viale Fratelli Rosselli 12

Sorgente: XXCO_032: una vecchia residenza per il nuovo quartiere