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Categoria: BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI
RADICI E RICORDI LARIANI accoglie testi, racconti e descrizioni di ricordi personali e di tradizioni lariane, fino agli anni ottanta del secolo scorso, a cura di Luciana Bianchi Cavalleri
RADICI E RICORDI LARIANI
Radici comasche… e radici lariane: storia, memorie, immagini, vicende e racconti. Per ricordare com’ era il Lario della nostra infanzia… quello dei nostri genitori … dei nostri nonni.
“© Radici Lariane” è aperto alla partecipazione di tutti ed accoglie testi, racconti e descrizioni di ricordi personali e di tradizioni lariane, fino agli anni ottanta del secolo scorso. Per vedere pubblicato il vostro racconto, (lunghezza massima di un foglio A4, 30 righe in carattere corpo 12) inviatelo a:ventifebbraio@iol.it – Se lo desiderate, il vostro testo potrà essere accompagnato e corredato anche da una vostra immagine
per cooperare alla costruzione di questo diario collettivo vai a: Radici e ricordi lariani.
Ottavio Lurati “Nomi di luoghi e di famiglie e i loro perché?…” | infoinsubria
Sfogliando le pagine del nuovo libro di Ottavio Lurati “Nomi di luoghi e di famiglie e i loro perché?…” ci si rende conto di quanto siano legate le diverse regioni dell’Insubria. Lo indica anche il fatto che l’autore abbiamo scelto di includere nelle sue ricerche la Svizzera italiana, la Lombardia e il Piemonte. I nomi di luogo e cognomi che si ritrovano in diverse località di questa area dimostrano, se ce ne fosse bisogno, quanto forti siano stati nella storia i legami familiari, economici, istituzionali e culturali.
Dalle ipotesi sulle origini celtiche di Como e Varese, a quelle latine del nome Lugano, il volume edito dalla Fondazione Ticino Nostro passa all’analisi di nomi come Ascona (= la zona dagli ampi pascoli, quelli appunto che stavano sul delta della Maggia), Locarno (= lo spazio del piccolo lago: quello formato dalla strozzatura creata dalla Maggia, che taglia il lago con i suoi detriti) o Bellinzona (= lo sperone di roccia che si erge in mezzo alle anse del Ticino e su cui già i Celti si fortificano).
È impressionante a quante informazioni si può risalire a partire da un nome di luogo o di famiglia. I nomi racchiudono indizi sulle etnie che hanno popolato l’Insubria, sui mestieri dell’agricoltura, sulle funzioni amministrative, sulla fede religiosa, sulla storia dell’economia, sulla geografia, e permettono di seguire le trasformazioni istituzionali, di fare ipotesi su movimenti migratori, di meglio capire le contaminazioni culturali.
Le antiche culture longobarde, affiorano in nomi come Lombardia, Germignaga, Arona, Sondrio, Sondalo, mentre la tradizione latina compare in Cantù (il terreno che era stato donato ai cantori del duomo), e in termini come Galliate, Lomellina, Magenta, ecc. La storia dei nomi è storia viva, e anche profondamente umana: basti pensare alle alterazioni dovute ai vezzi o addirittura agli errori di trascrizione di parroci, notai e cancellieri del passato.
Significativi anche nomi e nomignoli più recenti, magari intrisi di umore popolare, come la “macchina da scrivere” termine con cui a Roma si designa l’Altare della Patria, o il termine “san Marco”, con cui gli abitanti di Ascona chiamano la zona di eleganti ville costruite grazie alla forza del marco, la valuta tedesca antecedente all’euro.
La ricerca di Ottavio Lurati si sofferma anche su nomi recenti, come quelli attribuiti ai centri commerciali, “nomi di nonluoghi … inventati a tavolino da pochi manager… calati dall’alto sulla gente senza difese in questi tendenziali circuiti del consumo totale”. Inevitabilmente un giorno anche nomi come Foxtown, o come Serfontana, faranno parte della storia e verranno studiati dai linguisti a venire.
L’universo dei nomi come punto di partenza per studiare la storia e la società, sempre nel rispetto di chi questi nomi li ha dati. “Molti di questi nomi, – osserva l’autore – “aprono” a momenti sull’uomo. Non solo curiosità dunque, ma anche una nuova pista per accostarci agli uomini e alle donne che questi nomi hanno dato e continuano a dare.”
Michele Andreoli
Ottavio Lurati, Nomi di luoghi e di famiglie. E i loro perché? Lombardia – Svizzera italiana- Piemonte. Il volume è distribuito da Macchione, Varese e Armando Dadò, Locarno.
da: http://www.infoinsubria.com/2011/11/nella-storia-dei-nomi-la-nostra-storia/
l libro Como e il viaggio dei Re Magi (NodoLibri, 25 €) è da oggi disponibile con il cd contenente la cantata per voce recitante e piccola orchestra “Il racconto dei pastori”, musicata da Federico Bonetti Amendola con testi di Gerardo Monizza ed eseguita dall’Orchestra Sinfonica del Lario diretta da Pierangelo Gelmini
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Il racconto dei pastori
Storia di un tempo sospeso
Il libro Como e il viaggio dei Re Magi (NodoLibri, 25 €) è da oggi disponibile con il cd contenente la cantata per voce recitante e piccola orchestra “Il racconto dei pastori”, musicata da Federico Bonetti Amendola con testi di Gerardo Monizza ed eseguita dall’Orchestra Sinfonica del Lario diretta da Pierangelo Gelmini.
Voce recitante: Gianfranco Scotti. Violini: Giacomo Bianchi, Andrea Bonavita, Lucia Lago, Mariateresa Lietti, Carol Bergamini. Viole: Federica Andreoli, Maria Bocelli. Violoncelli: Paola Colombo, Veronica Marelli. Contrabbasso: Matteo Pallavera. Oboe: Germano Cortesi. Flauto: Silvia Tuja
Appunti per ricordare la Libreria Meroni di Como

La Libreria Meroni di Como ha una storia ricca e significativa, legata non solo alla cultura locale ma anche alla tradizione editoriale italiana. Fondata nel 1806 da Giuseppe Meroni, la libreria si è affermata come un importante punto di riferimento per lettori e studiosi, specializzandosi in testi storici e opere di rilevanza culturale.
Origini e Sviluppo
La libreria inizialmente si dedicava alla vendita di libri e pubblicazioni locali, contribuendo alla diffusione della cultura in una città storicamente importante come Como. Nel corso degli anni, ha ampliato la sua offerta includendo opere di autori noti e testi accademici, diventando un luogo di incontro per intellettuali e appassionati di letteratura[3].
Rilevanza Culturale
Meroni non è stata solo una libreria, ma anche una casa editrice. Ha pubblicato opere significative, tra cui la famosa “Storia di Como” scritta dal marchese Giuseppe Rovelli, che raccoglie eventi storici dalla fondazione della città fino all’estinzione del Regno Longobardo[2]. La libreria ha quindi giocato un ruolo cruciale nella conservazione e valorizzazione della storia comasca.
Declino e Chiusura
Negli ultimi anni, la Libreria Meroni ha affrontato difficoltà economiche che hanno portato alla sua chiusura . Questo evento ha segnato la fine di un’era per la comunità locale, che ha visto svanire un’importante istituzione culturale[4]. La chiusura è stata accolta con dispiacere da molti cittadini che avevano legato parte della loro vita culturale a questo storico negozio[3].
Eredità
Nonostante la chiusura, l’eredità della Libreria Meroni continua a vivere attraverso le sue pubblicazioni e l’impatto che ha avuto sulla cultura comasca. La sua storia rimane un esempio del valore delle librerie indipendenti nella promozione della cultura e della conoscenza.
[1] https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-06/inventari-fondi-storici/Censo_-_Inventario.pdf
[2] https://coatesa.com/2016/12/13/giuseppe-rovelli-storia-di-como-libreria-meroni-editrice-copia-anastatica-1992-5-volumi/
[3] https://traccesent.com/2017/12/10/mi-ricordo-la-libreria-meroni-di-via-vittorio-emanuele-a-como/
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/180850_libreria_meroni_allultimo_capitolo_stavolta_si_chiude_per_sempre/
[5] https://www.ebay.it/itm/283773732314
[6] https://books.google.com/books/about/Storia_di_Como.html?id=cDZGAAAAMAAJ
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/cdlm/edizioni/co/sondrio-slorenzo/bibliografia
I momenti più importanti nella storia della Libreria Meroni di Como includono:
- Fondazione nel 1806: La libreria è stata fondata da Giuseppe Meroni, diventando rapidamente un punto di riferimento culturale per la città.
- Espansione e Riconoscimento: Nel corso del XIX e XX secolo, la libreria ha ampliato la sua offerta, pubblicando opere significative e diventando un luogo di incontro per intellettuali e lettori.
- Spostamento nel 1958: La libreria si è trasferita in una nuova posizione in via Vittorio Emanuele II, migliorando la sua visibilità e accessibilità.
- Celebrazione dei 50 anni nel 2008: Questo anniversario ha segnato un importante traguardo nella storia della libreria, evidenziando la sua resilienza e il legame con la comunità.
- Chiusura nel 2011: la libreria ha chiuso definitivamente, segnando la fine di un’era per le librerie indipendenti a Como. Questo evento ha suscitato grande tristezza tra i lettori e gli appassionati di cultura locale[1].
[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/180850_libreria_meroni_allultimo_capitolo_stavolta_si_chiude_per_sempre/
[6] https://www.lafeltrinelli.it/libri/autori/fabrizio-meroni
[7] https://dominionilibri.it/prodotto/storia-di-como/
I ragazzi della Celera: dietro un affettuoso e divertito acronimo si raggruppano alcuni dei principali esponenti del mondo imprenditoriale comasco degli anni Ottanta e Novanta del Novecento, protagonisti di iniziative fondamentali per lo sviluppo della città e anche clamorose per i risvolti politici e comunicativi, Nodo Libri
I ragazzi della Celera I ragazzi della Celera: dietro un affettuoso e divertito acronimo si raggruppano alcuni dei principali esponenti del mondo imprenditoriale comasco degli anni Ottanta e Novanta del Novecento, protagonisti di iniziative fondamentali per lo sviluppo della città e anche clamorose per i risvolti politici e comunicativi. Queste memorie “personali” proposte da uno di quei protagonisti raccontano quelle iniziative dall’interno, mettendone in evidenza il clima e le intenzioni progettuali: è un contributo fondamentale, proprio per la sua esplicita soggettività, alla conoscenza di un periodo della recente storia della città e del territorio che ha avuto ripercussioni essenziali sulla situazione attuale. Comodepur, Villa Erba Spa, il “nuovo corso” del quotidiano “La Provincia” sono questioni di cui si è molto discusso, spesso senza avere informazioni di prima mano; le “memorie comasche” dell’avvocato Roberto Manfredi cominciano a colmare questa lacuna. L’autore le propone alla città, oltre che agli amici della Celera, anche come contributo al futuro: «Mi hanno spinto a scriverne il declino della mia città, sempre più evidente, e le riflessioni che ho fatto sulle cause di tale declino. Certo, ad esso ha contribuito il generale ripiegamento dell’economia a principiare dall’inizio del nuovo secolo, che non aiutò il formarsi di nuove iniziative né tantomeno la loro realizzazione. Ma vi ha anche contribuito una classe imprenditoriale non così unita e motivata, come nel passato, da alti e forti ideali comuni. Anche se in essa, certo, operarono nel tempo degne e capaci persone ma alle quali fece difetto l’energia forse, l’inventiva forse, lo slancio vitale forse, che solo il destino riserva, nella casualità che lo governa o nel disegno che esso traccia – si scelga –, a una cerchia di persone accomunate da speciali e intensi legami». Roberto Manfredi: I ragazzi della Celera. Memorie comasche |
Lettere a Marilino 1965-1970 Per ricordare Geo Roncoroni, Nodo Libri
Lettere a Marilino Per ricordare Geo Roncoroni, che nel 2011 compirebbe cento anni, se fosse qui, ci voleva qualcosa di suo. Ci voleva un libro, un libretto con qualcosa di suo. Un libro con le lettere a Egea, la piccolina di casa, che per ben tre volte, nel 1965, 1966 e 1967, affrontò l’esilio estivo della colonia e una volta, nel 1970, fu al mare con una compagna di scuola.Lette a distanza di quaranta anni e più, queste lettere assumono un valore che supera quello sentimentale; sono il documento di un’epoca e, all’interno di quell’epoca, del modo in cui venivano gestiti i rapporti familiari tra padre e figli.
Lettere a Marilino (NodoLibri 2011) |
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L’Adorazione dei Magi: Gerardo Monizza e Fabio Cani ci offriranno lo spunto per un viaggio “fin dentro il mito e la leggenda… oltre l’apparenza delle immagini, alla ricerca di una spiegazione. Che forse non c’è.” , sabato 17 dicembre alle ore 11.00 sul sagrato della chiesa di San Fedele, da CHIAVE DI VOLTA
CHIAVE DI VOLTA
associazione culturale
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LUOGHI ARTE VITA
NEWSLETTER del 5 dicembre 2011
I NOSTRI AUGURI DI NATALE
L’Adorazione dei Magi è uno dei quattro affreschi seicenteschi dedicati alla Natività conservati nella Basilica di San Fedele in Como.
Nasconde un segreto.
Gerardo Monizza e Fabio Cani ci offriranno lo spunto per un viaggio “fin dentro il mito e la leggenda… oltre l’apparenza delle immagini, alla ricerca di una spiegazione. Che forse non c’è.”
Vi invitiamo ad una “pausa culturale” durante le spese natalizie
dell’ultimo sabato prima della Vigilia.
L’appuntamento è per
sabato 17 dicembre alle ore 11.00
sul sagrato della chiesa di San Fedele
con Gerardo Monizza e Fabio Cani
Vi saremo grati per una conferma della presenza a prenotazioni@chiavedivolta.org
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INFO
L’Associazione CHIAVE DI VOLTA sostiene l’ideale di bellezza del paesaggio e dell’arte dal passato al presente.
Promuove ricerche, studi, iniziative culturali e formative riferite alla natura e al paesaggio, al patrimonio storico
artistico ed architettonico, alle forme espressive dell’arte contemporanea. L’ambito di intervento e’ il territorio
comasco, lecchese e valtellinese, con particolare riferimento al Lario ed all’Insubria.
CHIAVE DI VOLTA e’ su internet all’indirizzo www.chiavedivolta.org e cura questa newsletter per comunicare e
promuovere tra gli interessati tutte le iniziative promosse.
Franco Soldaini. I sapori della mia vita (NodoLibri 2011), Venerdì 25 novembre – Faloppio Alle 21.00 presso l’Auditorium Comunale di Faloppio in via Roma
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Franco Soldaini. I sapori della mia vita Alle 21.00 presso l’Auditorium Comunale di Faloppio in via Roma una dolce serata al cioccolato dedicata alla presentazione del libro Franco Soldaini. I sapori della mia vita (NodoLibri 2011). Partecipano degli autori: Laura Garavaglia, Elena B. Ornaghi,Viviana Tombolillo. Interverrà anche Stefano Franzi, maitre chocolatier.
Un omaggio al grande enogastronomo, Franco Soldaini, che non ha potuto vedere realizzato uno dei suoi sogni: questo gustoso libro, una raccolta di storie e ricette, di amore per la buona tavola e amore per la vita di un uomo d’altri tempi. Un uomo che nel XXI secolo aveva modi e maniere “all’antica”, ma al contempo amava le novità, la vita, i giovani, ai quali insegnava il bon ton trasformandoli in gentiluomini in erba. Un libro che racchiude la storia di una brillante carriera, nel mondo affascinante dei grandi hotel di lusso e dell’enogastronomia di alta qualità. Un romanzo accompagnato da 40 ricette ideate da 4 chef apprezzatissimi e un capitolo sul cioccolato interpretato da Stefano Franzi con fotografie di Michele Bollini. La finalità del volume è quella di raccogliere fondi per finanziare laricerca sulle malattie rare, in particolare la SLA e la Corea di Huntington; i proventi delle vendite saranno devoluti alle sezioni comasche di AISLA Onlus e AICH Milano Onlus. Seguirà degustazione delle creazioni di Stefano Franzi (Pasticceria Franzi di Olgiate Comasco e Monsieur Chocolat di Como). |
Vedute di Como dell’Ottocento Fino al 27 novembre – Como La mostra, presso il Museo Storico Giuseppe Garibaldi (piazza Medaglie d’Oro 1, da Newsletter NodoLibri
| Vedute di Como dell’Ottocento Fino al 27 novembre – Como La mostra, presso il Museo Storico Giuseppe Garibaldi (piazza Medaglie d’Oro 1), si inserisce nel programa per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia con l’esposizione di circa 60 pannelli che riproducono stampe della città di Como nella prima metà dell’Ottocento, con l’obiettivo di dare una visione tangibile, e non solo ideale, di quel periodo.
Il visitatore si calerà ed immedesimerà nei cittadini comaschi che vissero in quel magico e fondamentale periodo della nostra storia. Le stampe coprono un arco cronologico ampio proprio per sottolineare la necessità di interpretare l’Unità d’Italia come esito di una lunga fase preparatoria e prodromica, e non come un breve momento. La città di Como della prima metà dell’Ottocento è caratterizzata da due periodi precisi e distinti, periodi di occupazione, momenti nei quali cresce un nuovo sentimento nazionalista e si impone, grazie all’Illuminismo, il desiderio di libertà. Sono il periodo Napoleonico e quello Austriaco. Entrambi, seppur caratterizzati dalle note negative “colonizzatrici”, portano alla città di Como importanti ed apprezzabili sviluppi nel campo della mobilità, della cultura e dei servizi. Info: 031.252550 – musei.civici@comune.como.it ![]() |
Roberto Manfredi: I ragazzi della Celera. Memorie comasche NodoLibri, 102 pagine, 12 €


I ragazzi della Celera. Memorie comasche
I ragazzi della Celera: dietro un affettuoso e divertito acronimo si raggruppano alcuni dei principali esponenti del mondo imprenditoriale comasco degli anni Ottanta e Novanta del Novecento, protagonisti di iniziative fondamentali per lo sviluppo della città e anche clamorose per i risvolti politici e comunicativi.
Queste memorie “personali” proposte da uno di quei protagonisti raccontano quelle iniziative dall’interno, mettendone in evidenza il clima e le intenzioni progettuali: è un contributo fondamentale, proprio per la sua esplicita soggettività, alla conoscenza di un periodo della recente storia della città e del territorio che ha avuto ripercussioni essenziali sulla situazione attuale.
Comodepur, Villa Erba Spa, il “nuovo corso” del quotidiano “La Provincia” sono questioni di cui si è molto discusso, spesso senza avere informazioni di prima mano; le “memorie comasche” dell’avvocato Roberto Manfredi cominciano a colmare questa lacuna.
L’autore le propone alla città, oltre che agli amici della Celera, anche come contributo al futuro: «Mi hanno spinto a scriverne il declino della mia città, sempre più evidente, e le riflessioni che ho fatto sulle cause di tale declino. Certo, ad esso ha contribuito il generale ripiegamento dell’economia a principiare dall’inizio del nuovo secolo, che non aiutò il formarsi di nuove iniziative né tantomeno la loro realizzazione. Ma vi ha anche contribuito una classe imprenditoriale non così unita e motivata, come nel passato, da alti e forti ideali comuni. Anche se in essa, certo, operarono nel tempo degne e capaci persone ma alle quali fece difetto l’energia forse, l’inventiva forse, lo slancio vitale forse, che solo il destino riserva, nella casualità che lo governa o nel disegno che esso traccia – si scelga –, a una cerchia di persone accomunate da speciali e intensi legami».
Roberto Manfredi: I ragazzi della Celera. Memorie comasche
NodoLibri, 102 pagine, 12 €.
Francesco Mattioli, Genius loci, Bonanno Editore
Genius loci

A cura di:
Traduzioni di:
Illustrazioni di:
Collana: Tracciati Sociologici
Genere: Saggistica
Data di pubblicazione: 29/08/2011
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 144
ISBN: 978-88-7796-763-3
Gli esseri umani hanno sempre sospettato che la realtà andasse oltre l’apparenza, che dietro la dimensione fenomenica si celasse uno sconfinato mondo di alterità indistinte che le pratiche magiche e spiritualistiche cercavano di individuare, conoscere, talvolta persino di controllare o sfruttare a proprio vantaggio attraverso riti divinatori, espedienti apotropaici, liturgie religiose. Nei luoghi sembrava nascondersi un’entità, un genius, che ne era sovrintendente ed espressione. Anche oggi l’uomo – quello postmoderno, che affida al razionalismo, al relativismo, al vaglio della critica razionale, e qualche volta persino al cinismo, le modalità della conoscenza – attribuisce ai luoghi un’identità. Persino la metropoli tentacolare, così apparentemente anonima e standardizzata, possiede una, anzi tante identità quante sono le componenti sociali e culturali che la abitano. La ricerca socioantropologica, grazie ad innovative metodologia visuali, può offrire suggestivi suggerimenti per rileggere la città nelle sue identità significative, nelle sue peculiarità che permettono a ciascun individuo di ritrovare sé stesso nei luoghi che frequenta e che gli sono familiari.




