L’edificio che ospita la Farmacia Bani si trova nel cuore del centro storico di Como, situato all’angolo tra Via Cesare Cantù 35 e Via Paolo Giovio 24. [1]
Si tratta di un palazzo storico di grande valore artistico, celebre soprattutto per i suoi interni tardo-ottocenteschi. Ecco le caratteristiche principali dell’edificio: [2]
Affreschi a Soffitto: La farmacia è rinomata per gli splendidi affreschi che decorano il soffitto dei locali di vendita, rendendola una meta d’interesse anche per i visitatori non residenti.
Contesto Storico: L’immobile è inserito nel tessuto medievale e rinascimentale della città, a breve distanza da importanti monumenti come il Duomo e la zona di San Fedele.
Arredi d’Epoca: Gli interni conservano il fascino delle farmacie storiche della fine del XIX secolo, con dettagli architettonici originali che sono stati preservati nel tempo. [2, 3, 4]
Importanza storica: L’edificio è ufficialmente riconosciuto come la casa natale di Sant’Elia (nato a Como nel 1888).
Caratteristiche: Si tratta di un’architettura residenziale della prima metà del XX secolo, recentemente ristrutturata e attualmente di proprietà privata. [2, 3, 4, 5, 6]
Sebbene Sant’Elia sia nato in questo edificio, la città di Como conserva la sua eredità artistica principalmente presso la Pinacoteca Civica (Palazzo Volpi, Via Diaz 84), dove sono custoditi i suoi celebri disegni della “Città Nuova”. Un altro punto di riferimento legato al suo nome in città è l’Asilo Sant’Elia, situato in Via Alciato 15, che però è un capolavoro del razionalismo realizzato da Giuseppe Terragni e a lui dedicato. [7, 8, 9, 10, 11]
Il Palazzo Erba Martignoni è un edificio storico situato nel centro di Como, precisamente in Via Cesare Cantù 60. Si trova in una posizione di rilievo, poco oltre Porta Torre e quasi di fronte al Liceo Volta. [1, 2, 3]
Ecco alcuni dettagli principali sul palazzo:
Storia e Architettura: L’edificio risale al 1756. Si distingue per la sua imponente struttura che caratterizza l’area tra Via Cantù e Largo Gianfranco Miglio.
Caratteristiche: È noto per i suoi ampi portici che si affacciano su Largo Miglio, contribuendo all’estetica del percorso pedonale che collega la zona delle mura medievali con il cuore del centro storico.
Contesto Urbano: Il palazzo è inserito nell’itinerario delle architetture di pregio di Como ed è catalogato tra i beni culturali della Regione Lombardia. [1, 2, 3, 4]
Il sistema difensivo medievale di Como è caratterizzato da tre imponenti torri che presidiano il lato meridionale delle mura cittadine. Edificate nel XII secolo dopo la distruzione della città da parte dei Milanesi, queste strutture rappresentano uno dei migliori esempi di architettura militare romanica in Lombardia. [1, 2, 3]
Situata in Piazza Vittoria, è la torre principale e il simbolo delle mura di Como. [1, 4, 5, 6]
Storia e Funzione: Costruita nel 1192 dal podestà Uberto de’ Olevano, serviva come ingresso monumentale e strategico per chi proveniva da Milano.
Caratteristiche: Alta circa 40 metri, presenta una facciata esterna massiccia e chiusa, mentre l’interno (rivolto verso la città) è caratterizzato da quattro ordini di arcate binate, oggi prive dei solai originari. [1, 6, 7, 8]
Posizionata a est di Porta Torre, lungo l’attuale Viale Cesare Battisti. [2, 9]
Architettura: Alta 36 metri, fu eretta poco dopo Porta Torre. Rispetto alla porta principale, ha un aspetto più austero e massiccio, con poche aperture ad arco a tutto sesto.
Contesto: Si trova nelle vicinanze del Museo Archeologico Paolo Giovio, dove sono conservati reperti che approfondiscono la storia medievale della città. [2, 10]
Torre di Porta Nuova (o Torre Gattoni) [2]
Situata a ovest di Porta Torre, all’angolo tra Viale Varese e Viale Carlo Cattaneo. [2, 3]
Architettura: Si distingue per la sua peculiare pianta pentagonale e per un aspetto meno rifinito rispetto a Porta Torre.
Curiosità Storica: È nota anche come Torre Gattoni. Nel 1765, il fisico comasco Alessandro Volta vi allestì un laboratorio per i suoi primi esperimenti sull’elettricità. Nel XX secolo è stata utilizzata come cabina elettrica per l’illuminazione cittadina. [2, 3, 11, 12, 13]
Informazioni per la visita: Le torri sono visibili esternamente passeggiando lungo il perimetro delle mura. Per approfondire la storia del sistema difensivo, puoi consultare i percorsi del Comune di Como o visitare il Castello Baradello, situato sul colle sovrastante, che faceva parte dello stesso apparato militare. [2, 14, 15]
Desideri dettagli su altri monumenti del centro storico o sugli itinerari guidati disponibili lungo le mura?
Clemente Tajana analizza nel saggio “Tesori nascosti sotto Porta Torre” le scoperte archeologiche, incluse antiche fondazioni e sistemi di drenaggio di epoca romana e medievale, emerse durante i lavori di riqualificazione in piazza Vittoria a Como.
L’articolo, pubblicato su La Provincia (inserto Stendhal) del 23 marzo 2026, evidenzia l’importanza storica del sito e la necessità di preservarne le strutture all’interno del contesto urbano moderno.
Approfondisci l’articolo originale su La Provincia/Stendhal.
Stendhal è il prestigioso inserto culturale del quotidiano La Provincia (che copre le aree di Como, Lecco e Sondrio). [1, 2]
Lanciato nel giugno 2017, questo supplemento si dedica all’approfondimento di temi legati a letteratura, arte, storia locale e spettacoli. Ecco le sue caratteristiche principali: [3]
Periodicità e Contenuti: Viene pubblicato solitamente il sabato (o la domenica). Include rubriche fisse, racconti inediti e interviste a scrittori e artisti.
Rubriche Note: Tra le più seguite figurano “I dimenticati” di Gian Paolo Serino, dedicata ad autori ingiustamente trascurati, e contributi storici su architettura e urbanistica del territorio comasco.
Nome Omaggio: Il titolo è un tributo al celebre scrittore francese Stendhal (Henri Beyle), che amò profondamente il Lago di Como, descrivendolo con ammirazione nelle sue opere, tra cui La Certosa di Parma.
Firme: Il coordinamento editoriale ha visto negli anni il coinvolgimento di firme come Pietro Berra e collaborazioni con critici e autori locali. [1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8]
MUSEI CIVICI DI COMO – TEMPIO VOLTIANO, “VOLTA… LA CARTA”: LA SCIENZA DIVENTA UN GIOCO. Un nuovo strumento per raccontare il genio di Alessandro Volta
Como, 18 marzo 2026
I Musei Civici di Como presentano “Volta… la Carta”, un nuovo prodotto che rende la visita al Tempio Voltiano ancora più dinamica e coinvolgente. Il progetto è realizzato dal personale dei Musei insieme alla ditta Rataplan, con il contributo di Regione Lombardia nell’ambito del Bando “Avviso Unico Cultura 2025”.
L’obiettivo è raccontare in modo innovativo e partecipativo la figura di Alessandro Volta e le sue scoperte. Attraverso carte illustrate, curiosità e piccole sfide, i giovani visitatori ma anche quelli di tutte le età sono invitati a conoscere idee ed esperimenti che hanno segnato la storia della scienza. Il gioco diventa così uno strumento semplice e immediato per avvicinarsi ai contenuti del museo.
Il progetto intende rendere la visita al Tempio Voltiano sempre più accessibile e stimolante, con un linguaggio diretto e contemporaneo, capace di parlare a pubblici diversi e di trasformare la scoperta in un momento di condivisione.
Realizzato nel 1927 da Francesco Somaini e Federico Frigerio, Il Tempio Voltiano è un museo unico al mondo interamente dedicato a uno scienziato. Al suo interno strumenti originali, documenti e oggetti raccontano la straordinaria avventura scientifica di Alessandro Volta, dalle prime ricerche sul gas naturale (o metano) a quelli sull’elettricità, fino all’invenzione della pila.
«Stiamo portando avanti un lavoro importante sul Tempio Voltiano e sulla figura di Alessandro Volta in vista del prossimo Bicentenario – dichiara il Sindaco di Como Alessandro Rapinese –. Per la nostra Amministrazione, i Musei non sono solo un elemento architettonico bisognoso di cura e attenzione, sono i custodi delle nostre radici. A Como abbiamo l’onore e l’onere di avere l’unico museo al mondo dedicato interamente a uno scienziato, e l’impegno di questa Amministrazione è fare in modo che la figura di Alessandro Volta e il Tempio Voltiano, siano sempre più attuali e al passo con i tempi per attrarre un pubblico sempre più eterogeneo».
«È un vero piacere – dichiara l’Assessore Colombo – presentare questo nuovo progetto dedicato al Tempio Voltiano, un luogo simbolo della città di Como. I circa 35.000 visitatori del 2025, con una significativa presenza di pubblico internazionale e di gruppi scolastici, confermano quanto questo museo sia attrattivo e quanto sia forte il legame tra la figura di Volta e la comunità. Con il progetto “Volta… la carta” compiamo un altro passo: investiamo nell’innovazione per rendere l’esperienza di visita più coinvolgente, inclusiva e capace di parlare alle nuove generazioni. In vista delle celebrazioni per il Bicentenario voltiano, questo progetto rafforza quindi il ruolo del Tempio Voltiano come museo moderno, capace di innovare i propri linguaggi senza perdere autenticità, e consolida l’impegno di dell’Amministrazione nel qualificare l’offerta dei Musei Civici, adeguandola agli standard nazionali e aprendola sempre di più al territorio, alle scuole e alle famiglie».
Un gioco che unisce tradizione e innovazione
Il progetto “Volta… la Carta” nasce dall’idea di avvicinare i più giovani alla scienza attraverso il gioco, integrando strumenti tradizionali e tecnologie digitali.
Il progetto prevede la realizzazione di un mazzo di 40 carte:
30 carte con domande, indovinelli e piccole missioni legate alla vita di Volta e al suo rapporto con la città di Como;
10 carte con contenuti in Realtà Aumentata, che permettono di visualizzare modelli tridimensionali di strumenti scientifici, osservare il funzionamento di alcuni esperimenti e attivare brevi approfondimenti multimediali;
una carta speciale dedicata al Tempio Voltiano, raccontato come una vera e propria “macchina didattica”.
La funzione di Realtà Aumentata già presente nell’App del Tempio verrà così ampliata e potenziata, offrendo uno strumento educativo da utilizzare non solo durante la visita, ma anche in contesti come scuole e biblioteche.
Un progetto pensato per le nuove generazioni
Il gioco si rivolge in particolare a bambine e bambini tra gli 8 e i 13 anni, un’età in cui il desiderio di esplorare e comprendere il mondo può essere sostenuto con esperienze concrete e coinvolgenti.
Le attività proposte favoriscono l’apprendimento attivo, stimolano il pensiero logico e incoraggiano la collaborazione. Il design del gioco è sviluppato secondo principi di accessibilità e inclusione così da garantire un’esperienza fruibile dal più ampio numero di utenti.
«Questo progetto rappresenta un passaggio significativo nel percorso di crescita e rinnovamento della proposta del Tempio Voltiano – dichiara il Conservatore Gianmarco Cossandi –. Il museo nasce per custodire e raccontare la straordinaria eredità di Alessandro Volta: oggi più che mai sentiamo la responsabilità di farlo con linguaggi capaci di parlare alle nuove generazioni. Un gioco didattico interattivo con contenuti di Realtà Aumentata, integrato all’App del Tempio Voltiano, rappresenta dunque una scelta strategica che unisce tradizione e tecnologia per trasformare la scoperta dei contenuti del museo in un’esperienza immediata e dinamica, stimolando curiosità, spirito critico e partecipazione, soprattutto a partire dai più giovani. Questo progetto rafforza il ruolo del Tempio Voltiano non solo come luogo di conservazione, ma come laboratorio di educazione scientifica e innovazione didattica, in dialogo con scuole, famiglie e territorio anche oltre il museo. Investire in strumenti come questo significa costruire un ponte tra il patrimonio e il futuro, accendendo nei più giovani quella curiosità e quello spirito di ricerca che sono stati il tratto distintivo di Alessandro Volta e che restano ancora oggi la chiave per comprendere e trasformare il mondo».
Il museo oltre il museo
I mazzi di carte saranno messi a disposizione per attività al Tempio Voltiano e in biblioteca, oltre che per la didattica museale.
Con questo nuovo prodotto educativo il Tempio Voltiano rafforza il proprio ruolo non solo come luogo di conservazione, ma come centro attivo di divulgazione scientifica.
“Volta… la Carta” rappresenta un progetto museale che guarda al futuro: un modo concreto per trasmettere il valore della ricerca scientifica e l’eredità di Alessandro Volta attraverso strumenti contemporanei, capaci di parlare il linguaggio delle nuove generazioni.
è attivo e in continuo aggiornamento il sito www.alessandrovolta.it, il portale dedicato al percorso verso il Bicentenario di Alessandro Volta e punto di riferimento per seguire le iniziative e gli aggiornamenti del programma delle celebrazioni.
Attraverso il sito è possibile conoscere il calendario degli eventi, scoprire come partecipare alle attività e accedere ai contenuti multimediali dedicati allo scienziato. Cittadini, scuole, associazioni e realtà economiche sono invitati a visitare il portale e a contribuire alla costruzione del programma del Bicentenario.
L’articolo di Sergio Baccilieri pubblicato su “La Provincia di Como” il 26 febbraio 2026 descrive la situazione di degrado e abbandono dell’ex ospedale Sant’Anna in via Napoleona a Como.[laprovinciadicomo]
Contenuto principale
L’articolo evidenzia come, a oltre 15 anni dal trasferimento al nuovo Sant’Anna, gran parte dell’area ex ospedaliera resti incompiuta: una ventina di edifici da demolire secondo l’accordo del 2003 non sono stati toccati, mentre altri richiedono manutenzioni costose, come 9 milioni di euro per la prevenzione incendi.
L’Asst Lariana spende milioni per mantenere spazi parzialmente usati, tra cui ambulatori, una casa della comunità e un ospedale di comunità da 20 posti letto aperto a fine 2025 in via Rimoldi, ma tre quarti dell’area (83mila mq di terreno, 240mila mc di edifici) è inutilizzata.
Tentativi di riqualificazione falliti
Proposte come cedere stabili alla Protezione Civile per i mezzi degli Alpini, alla Croce Azzurra o all’Ats Insubria sono naufragate per costi eccessivi; un collegio per infermieri non ha mai visto finanziamenti.
L’ultimo tentativo di vendita parziale dei terreni risale a 10 anni fa, senza risultati; restano auto da dismettere, letti Covid non a norma e rovine come l’ex Ca’ Merlata e l’ospedale psichiatrico San Martino.
Proposte politiche
Politici, enti e partiti (inclusa una mozione della Provincia e petizioni del Pd) spingono per un nuovo accordo con Regione, Asst e San Fermo della Battaglia, che gestisce i parcheggi del nuovo ospedale.
… rinascita di una porzione di città rimasta per qualcosa come quarant’anni ostaggio di abbandono, impalcature prima e cantieri poi. La chiusura risale infatti al 1986 e oggi il centro cittadino ha guadagnato un’area completamente rigenerata che arriva fino a piazza Cavour.
L’apertura della struttura alberghiera cade proprio a cento anni di distanza dalla prima inaugurazione con 110 camere (in realtà nel 1920 c’era un piccolo embrione del San Gottardo, l’albergo Dogana da 18 stanze) e proprio sulla storicità del palazzo puntano anche marketing e promozione. …