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PRESENTAZIONE DEL LIBRO Il nostro Borgovico, di Giovanni Meroni e Giovanni Raité , Giovedì 1 dicembre, ore 17.30, a Famiglia Comasca Via Bonanomi, 5 – Como
Interveranno i due autori che dialogheranno con l’editore Carlo Pozzoni
Un excursus appassionato su uno dei più bei borghi di Como, che ancora conserva le vestigia di un passato bucolico e ricco di una fratellanza, forse, dimenticata. Attraverso cenni storici, citazioni letterarie, amenità e note sui personaggi, talvolta famosi, che nel Borgo hanno avuto i natali e che lo hanno animato con la loro straordinaria umanità, due borghigiani d’eccezione, Giovanni Raité e Giovanni Meroni, ce lo restituiscono.
Il libro si snoda dall’epoca romana ai giorni nostri, con un focus sugli anni della Seconda Guerra Mondiale e del dopoguerra, attraverso una ricca sequenza di immagini, anche d’epoca, che ci rammentano di chiese e ponti, oggi scomparsi, tracciando, nel divenire dei luoghi, il mutarsi di usi e costumi.
Un atlante del Teatro-ragazzi italiano degli ultimi dieci anni. Una ricognizione che non vuole essere oggettiva, ma uno sguardo privilegiato di chi ha seguito in lungo e in largo per il Paese il teatro destinato all’infanzia e alla gioventù. Un’opera utile sia per il genitore che vuole portare il proprio figlio a teatro, sia per l’operatore che organizza, sia per chi lo produce e lo crea, sia per gli insegnanti che lo propongono a scuola. Lo sforzo maggiore è stato quello di rendere visibile e documentato un teatro che viene ancora considerato minore. Il nuovo Atlante vuole invece testimoniare come questo teatro possiede in sé una forza immaginifica straordinaria che esplora in modo profondo tutte le varietà che il mondo e la vita possiedono. E vuole essere uno strumento imprescindibile per chi volesse approfondire, anche criticamente il teatro rivolto all’infanzia per poter continuare la nostra opera.
In un appassionato viaggio lungo la Penisola, Serenella Iovino ci mostra il paesaggio italiano: i resti di Gibellina su cui oggi sorge il Cretto di Burri, i territori porosi di Napoli e la bellezza anfibia di Venezia, le terre dolenti dell’Irpinia e dell’Aquila, e poi le Langhe, dove vigneti sterminati si intrecciano al passato partigiano. Di ognuno di questi paesaggi riesce a portare alla luce le ferite e i riscatti, le amnesie e le memorie che dicono chi siamo e chi vogliamo essere.
Fin dalle prime pagine di Paesaggio civile, Serenella Iovino chiarisce subito che il paesaggio non è mai semplicemente un’esperienza estetica o una porzione di territorio catturata dal nostro sguardo. Ridurlo a questo significherebbe tradirlo. Il paesaggio, invece, è la sintesi dei corpi e delle storie che nel tempo ne hanno determinato la forma, e insieme è l’anima di comunità e luoghi che aspirano al futuro. Il paesaggio è un noi, un orizzonte politico che include tutti, e raccontarlo significa parlare delle violenze e degli abusi che lo sfigurano, ma anche dei sogni e dei progetti artistici che rispondono a queste violenze e abusi, e si impongono come necessari gesti di resistenza.
«Un libro affascinante sul complesso dialogo tra l’inquieto paesaggio italiano e la sua ricca eredità civile di arte e cultura.» Amitav Ghosh
Serenella Iovino
Serenella Iovino (Torre Annunziata, 1971), saggista e studiosa di cultura ecologica, è professore ordinario alla University of North Carolina at Chapel Hill. Ecocriticism and Italy (2016) – prima edizione inglese di Paesaggio civile – ha vinto il Book Prize della American Association for Italian Studies e lo MLA Aldo and Jeanne Scaglione Prize for Italian Studies.