L’articolo di Gisella Roncoroni, pubblicato su La Provincia il 27 gennaio 2026 (a pagina 25), segna un momento storico per l’urbanistica e il turismo di Como: la fine ufficiale dei lavori al San Gottardo.
Dopo quasi 40 anni di abbandono e un complesso cantiere di restauro durato circa tre anni, lo storico palazzo tra via Fontana e via Cairoli è finalmente pronto a riaprire i battenti.
Ecco i punti principali che emergono dai dettagli del progetto e dalla chiusura del cantiere:
Il Nuovo Volto del San Gottardo
Brand Internazionale: La struttura rinasce come Radisson Collection Hotel, Palazzo San Gottardo. Si tratta di un hotel 5 stelle lusso, che segna l’ingresso di una grande catena internazionale nel cuore pulsante della città.
L’Intervento: Il restauro, curato dall’architetto Elisabetta Cavalleri per conto della proprietà (la famiglia Butti di Pessina Immobiliare), è stato filologico per quanto riguarda le facciate, riportate ai colori originali del primo Novecento, ma totalmente moderno negli interni.
Capacità e Servizi:
72 camere (incluse suite con vista lago).
3 ristoranti e un bar-bistrot al piano terra.
Un ristorante panoramico e una terrazza sul tetto (rooftop).
Spa, palestra e un giardino interno.
Impatto Occupazionale: L’apertura porterà alla creazione di circa 120 posti di lavoro, un segnale forte per l’economia locale.
Un Centenario Simbolico
La chiusura del cantiere proprio all’inizio del 2026 ha una forte valenza simbolica: cade infatti esattamente a 100 anni dalla prima apertura (1926) del nucleo originario dell’albergo, che all’epoca contava solo dieci stanze.
L’edificio, rimasto un “buco nero” nel centro città dal 1986 (anno della chiusura), torna a essere un ponte tra Piazza Cavour e Piazza Volta, restituendo decoro a una delle aree più frequentate dai turisti.
Il convegno di studi Giovio dopo Giovio si inserisce nell’ambito della mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo (Pinacoteca civica di Como, 24 ottobre 2025 – 8 febbraio 2026), che presenta per la prima volta riuniti i ritratti originali della collezione gioviana, affiancati da prestiti di musei e collezioni private. L’esposizione ricostruisce, in chiave storica e critica, l’esperienza del Museo di Paolo Giovio, considerato il primo museo moderno.
Il convegno intende approfondire la fortuna della collezione gioviana dopo la morte del suo fondatore, analizzandone le derivazioni figurative, le vicende ereditarie della famiglia Giovio e le relazioni artistiche, politiche e culturali che ne hanno accompagnato la diffusione, la trasformazione e, in parte, la dispersione dopo la morte di Paolo Giovio. Attraverso contributi di storici dell’arte, archivisti e studiosi del collezionismo, il convegno ricostruisce la complessa rete di influenze che il progetto gioviano ha esercitato nel tempo.
Enrico Colombo, Assessore alla Cultura, Musei, Biblioteca, Como Creative City Unesco e Turismo
Veronica Vittani, Responsabile dei Musei civici di Como e curatrice della Pinacoteca
Moderano Veronica Vittani e Bruno Fasola
Ore 10.30 – Magda Noseda
DYNASTY, ovvero Paolo Giovio e la sua grande famiglia, dal XVI al XX secolo
Sarà ricostruita la rete dei rapporti familiari di Paolo Giovio e dei suoi discendenti fino agli ultimi eredi, comprendendo figli, nipoti legittimi e illegittimi e fratelli. Saranno messi in rilievo la vita privata, le scelte di collezionismo e la sorte degli oggetti minori della raccolta gioviana.
Magda Noseda ha conseguito la laurea in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Milano. Ha lavorato per quarant’anni presso l’Archivio di Stato di Como, schedando e inventariando i fondi della famiglia Giovio. Ha collaborato a mostre e conferenze ed è autrice di numerosi studi sulla storia comasca.
Ore 11.00 – Sonia Maffei
La fortuna del Museo Gioviano negli atlanti di uomini illustri
Sarà illustrata la diffusione della serie gioviana di Tobia Stimmer, che trasformerà gli Elogia in modello incisorio imitato in tutta Europa. Sarà evidenziato come altri autori, tra cui Valentinus Thilo e Nicolaus Reusner, riprenderanno e amplieranno il progetto, inserendolo negli atlanti di uomini illustri e contribuendo a consolidare un canone fisionomico duraturo.
Sonia Maffei è professoressa ordinaria di Storia della critica d’arte all’Università di Pisa. I suoi studi si concentrano sulla letteratura artistica del Cinquecento, il lessico delle arti e l’iconografia rinascimentale, con approfondimenti su Paolo Giovio, Ripa, Cartari e Pignoria.
Ore 11.30 – Alberica Barbolani da Montauto
La serie gioviana fiorentina: dalle sale di Palazzo Vecchio alla Galleria degli Uffizi
La serie gioviana degli Uffizi costituisce probabilmente la prima derivazione dalla famosa collezione di Paolo Giovio. Con l’invio di Cristofano dell’Altissimo a Como nel giugno del 1552, Cosimo I de’Medici dette il via a un’operazione complessa e a tratti anche imprevista. Dalla prima esposizione nelle sale di Palazzo Vecchio, probabilmente suggerita da Giovio stesso, a quella nella Sala del Mappamondo i ritratti assumono infatti una nuova valenza di manifesto politico per poi confluire agli Uffizi.
Alberica Barbolani da Montauto è guida turistica abilitata e assistente presso le Gallerie degli Uffizi dal 1999. Laureata in Studi Umanistici e in Scienze Storiche, si occupa della storia del ritratto e del suo ruolo politico. Tra le pubblicazioni principali figura La collezione gioviana degli Uffizi (Giunti, 2023).
Ore 12.00 – Francesca Del Torre
La galleria dei ritratti dell’Arciduca Ferdinando II d’Asburgo
A partire dai tardi anni Settanta del Cinquecento l’arciduca Ferdinando II d’Asburgo creò una galleria di personaggi illustri e di membri di dinastie europee, in piccolo formato. Sono oltre 900 i ritratti da lui commissionati cui se ne aggiunsero circa un centinaio nei secoli XVII e XVIII. La galleria è esposta al Kunsthistorisches Museum di Vienna e testimonia dell’interesse dell’arciduca per la documentazione visiva di personaggi di rilievo storico politico e culturale così come delle relazioni dinastiche degli Asburgo.
Francesca Del Torre è curatrice della pittura italiana del Rinascimento presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Coordina progetti di ricerca e cura mostre su Jacopo Bassano, Tiziano e Arcimboldo, approfondendo la storia della pittura e del collezionismo d’arte.
Ore 12.30 – Pausa
Sarà possibile visitare la mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo presso la Pinacoteca civica di Como.
Ore 14.30 – Costanza Barbieri
Sebastiano del Piombo, Paolo Giovio e il ritratto come retorica della rappresentazione
Il rapporto tra Paolo Giovio e Sebastiano del Piombo sarà illustrato come momento centrale per l’evoluzione del ritratto moderno. Sarà evidenziato come Sebastiano, seguendo la tradizione di Leonardo e Giorgione, concepirà i ritratti non più come semplice rappresentazione esteriore, ma come narrazione biografica della persona, integrando effigie, encomio e storia individuale, secondo concezioni condivise con Giovio. L’analisi che Giovio farà dello stile e della tecnica del pittore veneziano offrirà inoltre una chiave per comprendere il successo dell’artista nel confronto tra ritratto e biografia.
Costanza Barbieri è docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia del disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Cura mostre nazionali e internazionali e ha pubblicato circa cento contributi scientifici sul Rinascimento, il collezionismo e l’iconologia contestuale.
Ore 15.00 – Andrea Donati
Paolo Giovio e Vittoria Colonna tra arte, politica e letteratura
Sarà approfondito il rapporto personale tra Paolo Giovio e Vittoria Colonna, nobildonna, poetessa e moglie del Marchese di Pescara, osservata soprattutto durante il soggiorno a Ischia dopo il Sacco di Roma. Saranno messi in luce la sua cultura, l’intelligenza politica e la produzione poetica, elementi che consentiranno a Giovio di cogliere i tratti di una delle figure più influenti del suo tempo.
Andrea Donati è storico dell’arte, socio effettivo della Società Romana di Storia Patria e autore di libri e saggi sulla storia dell’arte. Ha collaborato con musei e istituzioni italiane ed europee.
Ore 15.30 – Gianpaolo Angelini
La macchina della gloria. La fortuna del Museo da Federico Borromeo alla fine dell’antico regime
Il Museo dei ritratti di Paolo Giovio ebbe un’eco incerta in Lombardia; a parte la nota replica nella Biblioteca Ambrosiana, solo di recente sono emersi altri episodi significativi di ripresa della serie dedicata agli uomini famosi. Queste testimonianze poco conosciute saranno inquadrate nella riflessione sulla struttura simbolica e comunicativa della “macchina della gloria” di Giovio, sia nelle gallerie dinastiche sia nell’autorappresentazione dei circoli intellettuali.
Gianpaolo Angelini è professore associato di Museologia e critica d’arte presso l’Università di Pavia. Si occupa di storia delle arti, del collezionismo e delle istituzioni museali ed ha pubblicato monografie sul patrimonio artistico lombardo tra età moderna e contemporanea.
Ore 16.00 – Bruno Fasola
La collezione di ritratti di uomini illustri di Giovan Battista Giovio e le sue scelte artistiche e letterarie
Giovan Battista Giovio (Como, 10 dicembre 1748 – Como, 17 maggio 1814) autore di molte opere letterarie, storiche, artistiche e religiose, lontano erede di Paolo Giovio e di Benedetto Giovio di cui scrisse gli elogi, tentò nel XVIII secolo di recuperare quanti più ritratti poteva della collezione di Paolo Giovio dispersi tra i lontani eredi. Tra il 1785 e il 1792, sul modello del suo avo, commissionò al pittore Giuseppe Mametti una serie di ritratti di uomini illustri dei secoli XVII e XVIII.
Bruno Fasola è storico dell’arte e docente all’Accademia A. Galli di Como. Cura la mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo e realizza studi sul collezionismo e sulla figura di Paolo Giovio.
Ore 16.30 – Chiusura del convegno
Sarà possibile visitare liberamente la mostra presso la Pinacoteca civica di Como (ultimo ingresso ore 17.30).
Il convegno di studi Giovio dopo Giovio si inserisce nell’ambito della mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo (Pinacoteca civica di Como, 24 ottobre 2025 – 8 febbraio 2026), che presenta per la prima volta riuniti i ritratti originali della collezione gioviana, affiancati da prestiti di musei e collezioni private.
L’esposizione ricostruisce, in chiave storica e critica, l’esperienza del Museo di Paolo Giovio, considerato il primo museo moderno.
Il convegno intende approfondire la fortuna della collezione gioviana dopo la morte del suo fondatore, analizzandone le derivazioni figurative, le vicende ereditarie della famiglia Giovio e le relazioni artistiche, politiche e culturali che ne hanno accompagnato la diffusione, la trasformazione e, in parte, la dispersione dopo la morte di Paolo Giovio. Attraverso contributi di storici dell’arte, archivisti e studiosi del collezionismo, il convegno ricostruisce la complessa rete di influenze che il progetto gioviano ha esercitato nel tempo.
Enrico Colombo, Assessore alla Cultura, Musei, Biblioteca, Como Creative City Unesco e Turismo
Veronica Vittani, Responsabile dei Musei civici di Como e curatrice della Pinacoteca
Moderano Veronica Vittani e Bruno Fasola
Ore 10.30 – Magda Noseda
DYNASTY, ovvero Paolo Giovio e la sua grande famiglia, dal XVI al XX secolo
Sarà ricostruita la rete dei rapporti familiari di Paolo Giovio e dei suoi discendenti fino agli ultimi eredi, comprendendo figli, nipoti legittimi e illegittimi e fratelli. Saranno messi in rilievo la vita privata, le scelte di collezionismo e la sorte degli oggetti minori della raccolta gioviana.
Magda Noseda ha conseguito la laurea in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Milano. Ha lavorato per quarant’anni presso l’Archivio di Stato di Como, schedando e inventariando i fondi della famiglia Giovio. Ha collaborato a mostre e conferenze ed è autrice di numerosi studi sulla storia comasca.
Ore 11.00 – Sonia Maffei
La fortuna del Museo Gioviano negli atlanti di uomini illustri
Sarà illustrata la diffusione della serie gioviana di Tobia Stimmer, che trasformerà gli Elogia in modello incisorio imitato in tutta Europa. Sarà evidenziato come altri autori, tra cui Valentinus Thilo e Nicolaus Reusner, riprenderanno e amplieranno il progetto, inserendolo negli atlanti di uomini illustri e contribuendo a consolidare un canone fisionomico duraturo.
Sonia Maffei è professoressa ordinaria di Storia della critica d’arte all’Università di Pisa. I suoi studi si concentrano sulla letteratura artistica del Cinquecento, il lessico delle arti e l’iconografia rinascimentale, con approfondimenti su Paolo Giovio, Ripa, Cartari e Pignoria.
Ore 11.30 – Alberica Barbolani da Montauto
La serie gioviana fiorentina: dalle sale di Palazzo Vecchio alla Galleria degli Uffizi
La serie gioviana degli Uffizi costituisce probabilmente la prima derivazione dalla famosa collezione di Paolo Giovio. Con l’invio di Cristofano dell’Altissimo a Como nel giugno del 1552, Cosimo I de’Medici dette il via a un’operazione complessa e a tratti anche imprevista. Dalla prima esposizione nelle sale di Palazzo Vecchio, probabilmente suggerita da Giovio stesso, a quella nella Sala del Mappamondo i ritratti assumono infatti una nuova valenza di manifesto politico per poi confluire agli Uffizi.
Alberica Barbolani da Montauto è guida turistica abilitata e assistente presso le Gallerie degli Uffizi dal 1999. Laureata in Studi Umanistici e in Scienze Storiche, si occupa della storia del ritratto e del suo ruolo politico. Tra le pubblicazioni principali figura La collezione gioviana degli Uffizi (Giunti, 2023).
Ore 12.00 – Francesca Del Torre
La galleria dei ritratti dell’Arciduca Ferdinando II d’Asburgo
A partire dai tardi anni Settanta del Cinquecento l’arciduca Ferdinando II d’Asburgo creò una galleria di personaggi illustri e di membri di dinastie europee, in piccolo formato. Sono oltre 900 i ritratti da lui commissionati cui se ne aggiunsero circa un centinaio nei secoli XVII e XVIII. La galleria è esposta al Kunsthistorisches Museum di Vienna e testimonia dell’interesse dell’arciduca per la documentazione visiva di personaggi di rilievo storico politico e culturale così come delle relazioni dinastiche degli Asburgo.
Francesca Del Torre è curatrice della pittura italiana del Rinascimento presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Coordina progetti di ricerca e cura mostre su Jacopo Bassano, Tiziano e Arcimboldo, approfondendo la storia della pittura e del collezionismo d’arte.
Ore 12.30 – Pausa
Sarà possibile visitare la mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo presso la Pinacoteca civica di Como.
Ore 14.30 – Costanza Barbieri
Sebastiano del Piombo, Paolo Giovio e il ritratto come retorica della rappresentazione
Il rapporto tra Paolo Giovio e Sebastiano del Piombo sarà illustrato come momento centrale per l’evoluzione del ritratto moderno. Sarà evidenziato come Sebastiano, seguendo la tradizione di Leonardo e Giorgione, concepirà i ritratti non più come semplice rappresentazione esteriore, ma come narrazione biografica della persona, integrando effigie, encomio e storia individuale, secondo concezioni condivise con Giovio. L’analisi che Giovio farà dello stile e della tecnica del pittore veneziano offrirà inoltre una chiave per comprendere il successo dell’artista nel confronto tra ritratto e biografia.
Costanza Barbieri è docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia del disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Cura mostre nazionali e internazionali e ha pubblicato circa cento contributi scientifici sul Rinascimento, il collezionismo e l’iconologia contestuale.
Ore 15.00 – Andrea Donati
Paolo Giovio e Vittoria Colonna tra arte, politica e letteratura
Sarà approfondito il rapporto personale tra Paolo Giovio e Vittoria Colonna, nobildonna, poetessa e moglie del Marchese di Pescara, osservata soprattutto durante il soggiorno a Ischia dopo il Sacco di Roma. Saranno messi in luce la sua cultura, l’intelligenza politica e la produzione poetica, elementi che consentiranno a Giovio di cogliere i tratti di una delle figure più influenti del suo tempo.
Andrea Donati è storico dell’arte, socio effettivo della Società Romana di Storia Patria e autore di libri e saggi sulla storia dell’arte. Ha collaborato con musei e istituzioni italiane ed europee.
Ore 15.30 – Gianpaolo Angelini
La macchina della gloria. La fortuna del Museo da Federico Borromeo alla fine dell’antico regime
Il Museo dei ritratti di Paolo Giovio ebbe un’eco incerta in Lombardia; a parte la nota replica nella Biblioteca Ambrosiana, solo di recente sono emersi altri episodi significativi di ripresa della serie dedicata agli uomini famosi. Queste testimonianze poco conosciute saranno inquadrate nella riflessione sulla struttura simbolica e comunicativa della “macchina della gloria” di Giovio, sia nelle gallerie dinastiche sia nell’autorappresentazione dei circoli intellettuali.
Gianpaolo Angelini è professore associato di Museologia e critica d’arte presso l’Università di Pavia. Si occupa di storia delle arti, del collezionismo e delle istituzioni museali ed ha pubblicato monografie sul patrimonio artistico lombardo tra età moderna e contemporanea.
Ore 16.00 – Bruno Fasola
La collezione di ritratti di uomini illustri di Giovan Battista Giovio e le sue scelte artistiche e letterarie
Giovan Battista Giovio (Como, 10 dicembre 1748 – Como, 17 maggio 1814) autore di molte opere letterarie, storiche, artistiche e religiose, lontano erede di Paolo Giovio e di Benedetto Giovio di cui scrisse gli elogi, tentò nel XVIII secolo di recuperare quanti più ritratti poteva della collezione di Paolo Giovio dispersi tra i lontani eredi. Tra il 1785 e il 1792, sul modello del suo avo, commissionò al pittore Giuseppe Mametti una serie di ritratti di uomini illustri dei secoli XVII e XVIII.
Bruno Fasola è storico dell’arte e docente all’Accademia A. Galli di Como. Cura la mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo e realizza studi sul collezionismo e sulla figura di Paolo Giovio.
Ore 16.30 – Chiusura del convegno
Sarà possibile visitare liberamente la mostra presso la Pinacoteca civica di Como (ultimo ingresso ore 17.30).
Ultimi giorni per visitare la mostra ANTONIO SANT’ELIA. Visioni futuriste tra Como e Milano è giunta alle battute finali: l’esposizione alla Pinacoteca Civica di Como sarà visitabile fino a domenica 11 gennaio 2026, ultima data di apertura.
La Pinacoteca Civica di Como ospita un’importante esposizione dedicata ad Antonio Sant’Elia, figura chiave dell’architettura futurista e protagonista assoluto del rinnovamento del pensiero architettonico del primo Novecento. La mostra valorizza il profondo legame dell’architetto con la sua città natale, mettendo in dialogo Como e Milano come luoghi reali e immaginati della sua straordinaria ricerca progettuale.
Il percorso espositivo approfondisce i progetti urbanistici e architettonici visionari elaborati tra il 1913 e il 1914: edifici industriali, centrali elettriche, stazioni, infrastrutture e città del futuro, restituiti attraverso disegni di grande forza espressiva che anticipano temi centrali della modernità. Al centro della narrazione emerge il confronto continuo tra la città esistente e la tensione futurista verso una trasformazione radicale dello spazio urbano.
La mostra rappresenta la prima tappa del progetto triennale “Documentare, valorizzare: tra ricerca e progettazione digitale”, che coinvolge studenti, studiosi e istituzioni nello studio dei 180 disegni originali di Sant’Elia conservati in Pinacoteca. L’allestimento integra strumenti multimediali, video interattivi e touch screen, offrendo al pubblico la possibilità di esplorare i contesti urbani di Como e Milano che hanno alimentato l’immaginario dell’architetto.
Fulcro dell’esposizione è l’energia visionaria e l’audacia progettuale di Sant’Elia, il suo contributo decisivo alla nascita dell’architettura moderna e il valore profondamente educativo e ispirativo della sua opera, capace ancora oggi di parlare alle nuove generazioni e di interrogare il rapporto tra città, tecnologia e futuro. cartella nuove immagini
Sempre in Pinacoteca, fino all’8 febbraio, si potrà vistare
la mostra “La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo”, a cura dello storico dell’arte Bruno Fasola, espone per la prima volta 38 ritratti originali, di cui alcuni di proprietà della Pinacoteca e gli altri provenienti da prestigiosi prestiti di musei e collezioni private, offrendo così un ritratto completo del primo “museo moderno” del Rinascimento ideato da Giovio.
Perché la mostra è attuale:
Paolo Giovio e l’idea di museo: con la sua “Villa Museo” sul lago di Como, Giovio fu il primo a concepire uno spazio dedicato alla conservazione, celebrazione e narrazione dei ritratti come memoria storica.
Allestimenti multimediali e innovativi: il percorso espositivo propone quattro sale tematiche che mettono in dialogo i ritratti, accanto a ampi spazi con installazioni immersive e interattive che permettono di esplorare le vite dei protagonisti della collezione e di fondere digitalmente il proprio volto con un ritratto storico, trasformando la visita in un’esperienza educativa e coinvolgente.
Avvicinare i giovani all’arte: un progetto didattico trasforma la collezione in un “album di figurine”, pensato per le scuole primarie, stimolando curiosità e partecipazione dei più piccoli alla storia e all’arte del territorio.
La mostra include capolavori di Dosso Dossi, Amico Aspertini, Bernardino Campi, Ridolfo del Ghirlandaio, Francesco Salviati, Baccio Bandinelli, artisti delle botteghe di Tiziano, di Sebastiano del Piombo e di François Clouet, offrendo un viaggio tra arte, storia e memoria che unisce la tradizione rinascimentale alla tecnologia contemporanea.
La mostra è accompagnata da un volume scientifico Electa e da un convegno di approfondimento il 31 gennaio 2026 con studiosi italiani e internazionali.
I Musei Civici di Como hanno attivato una collaborazione con il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, uno dei principali musei tecnico-scientifici in Europa.
L’intesa intende creare un forte legame tra le due istituzioni e rappresenta un passo decisivo verso la costruzione di un progetto condiviso per restituire piena centralità alla figura di Alessandro Volta, alla sua eredità scientifica e al valore simbolico del Tempio Voltiano per la città di Como (e non solo), in vista del Bicentenario voltiano del 2027.
Il progetto prevederà la definizione di nuovi contenuti espositivi, di una esperienza di visita più accessibile, nonché lo sviluppo di strategie per attrarre un pubblico più ampio, anche attraverso la promozione nelle reti culturali e scientifiche nazionali. La collaborazione includerà inoltre un supporto per la conservazione e per il restauro dei beni della collezione voltiana.
“L’avvio della collaborazione tra i Musei Civici di Como e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia ‘Leonardo da Vinci’ di Milano rappresenta un passaggio importante nel percorso che si sta costruendo in vista delle celebrazioni del bicentenario voltiano del 2027”, dichiara l’Assessore alla Cultura e Musei di Como, Enrico Colombo.“È un’alleanza strategica che unisce competenze, visioni e capacità progettuali, con l’obiettivo di restituire al Tempio Voltiano il ruolo di primo piano nella nostra città e di luogo simbolo della cultura scientifica italiana. Grazie a questa collaborazione potremo dare nuovo impulso alle attività di ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio voltiano, costruendo un progetto museale innovativo, accessibile e capace di dialogare con pubblici diversi, dai cittadini ai visitatori stranieri. Il 2027 non sarà così soltanto un anniversario da celebrare, ma un’opportunità per rendere il Tempio Voltiano un luogo vivo, inclusivo e contemporaneo. Un luogo in cui la scienza diventa esperienza, racconto e patrimonio condiviso. Con questa collaborazione compiamo un altro passo per rafforzare la nostra offerta museale e consolidare il ruolo di Como come città di Cultura e Scienza”.
“Gli anniversari rappresentano un’occasione di riflessione sui concetti di memoria storica nel campo tecnico-scientifico e rivestono un’importante funzione di costruzione identitaria e civica. In questi processi, è quindi imprescindibile che le istituzioni culturali si impegnino a dare corso a studi e reinterpretazioni delle collezioni e degli archivi. Dopo i grandi progetti per il Cinquecentenario dalla morte di Leonardo da Vinci e i prodotti editoriali realizzati in occasione dei 150 anni dalla nascita di Guglielmo Marconi, siamo lieti di collaborare con i Musei Civici di Como per valorizzare l’eredità di Alessandro Volta”, dichiara Fiorenzo Marco Galli, Direttore Generale Fondazione Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.
Verso il 2027
Questa collaborazione si inserisce nel programma di attività che Comune e Musei Civici di Como hanno avviato in vista del bicentenario della morte di Alessandro Volta, con l’obiettivo di rendere ancora più centrale il Tempio Voltiano come luogo riconoscibile e attuale, capace di comunicare la grande eredità scientifica voltiana attraverso linguaggi e strumenti innovativi, ora anche grazie alcontributo del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
Questa sinergia rappresenta un’opportunità preziosa per rafforzare l’offerta culturale del territorio e valorizzare il ruolo della scienza come patrimonio condiviso.