A piedi o con la bici poco importa. E’ lo spirito quello che conta. Lo spirito dell’avventura, della scoperta, dell’esigenza di semplicità e dell’essenzialità. Però ci sono anche poesia e musica, quelle che il Lago di Como ispira e che
Davide Van De Sfross è stato in grado di mettere nero su bianco nelle pagine dei suoi libri e sugli spartiti delle sue canzoni.
“Terra&Acqua”, la nuova guida edita da Dmedia Group e che ha come ispiratore il cantautore laghée, è tutto questo e ancora di più.
Tra un’osteria di Bellagio, una locanda di Argegno e un crotto sopra Torno, emerge l’anima folk di questo volume che è molto più di un semplice vademecum che presenta cosa di bello propone il Lario: è il modo di vivere di chi è profondamente legato al suo territorio, alle sue bellezze, alla sua gastronomia e alle sue tradizioni e ci propone di condividerle.
La legna sta bruciando. Dapprima appaiono i suoi contorni nella luce del fuoco; poi essi scompaiono e appare l’incandescenza delle braci; a sua volta, poi, questa incandescenza scompare e appare la cenere.
La legna spenta, la legna accesa, le braci, la cenere e il vento che la disperde si sono avvicendati nel cerchio luminoso dell’apparire. Al subentrare di ognuno di questi eventi, il precedente esce dall’apparire. Il cerchio dell’apparire non attesta che la legna si trasforma in cenere: appunto perché non attesta che la legna si annienta come legna. Per “trasformarsi”, o “diventare” cenere è infatti necessario che la legna si annienti come legna. Ma se l’annientamento della legna non appare, non può apparire nemmeno il suo “diventare” cenere.
All’interno di quel cerchio, la cenere non è la sorte toccata alla legna; essa non grida, ma tace la sorte della legna. In quel cerchio, la legna non diventa cenere, così come gli uomini non diventano polvere: la cenere è il successore della legna; la polvere dell’uomo. Ma l’annientamento di ciò che muore non appare.