casa · COATESA: frazione di Nesso · DIARIO di Amaltea · LEGGERE e SCRIVERE · Lettere · Poesie

Il giardino dei ricordi, di Betty Molinari

Cari Paolo e Luciana
grazie per la vostra squisita ospitalita’
e’ stato per molto emozionante ritornare in quei luoghi .

Ora riguardando i video mi ritorna i mente la nostra passeggiata reale fra quei corridoi – su e giu per i gradini -e mi e’ venuta questa piccola poesia:
” il giardino dei Ricordi”
E’ come se il tempo non fosse passato
i momenti spensierati dei giochi li ho ritrovato.
Il fico malgrado le avversita’ del mondo
con coraggio ha allargato le sue fronde.
Quella barca, una volta cullata dalle onde
ora e’ accarezzata dal vento dispettoso
e riposa tranquilla sotto un cielo luminoso.
L’ infanzia e’ scivolata via ….
ma per me ritornare in quel giardino e’ stata
una magia ….”

Grazie di cuore a Luciana per i suoi doni dell orto
avevano un sapore particolare ..proprio come quelli di una volta –
Betty ( saluti anche da Rino)

Dominioni editore · Luoni Basilio (1941-2024) · Poesie

BASILIO LUONI: AMOR VITAE E AMOR MORTIS, prefazione di Federico Roncoroni, Alessandro Dominioni Editore, 2011

luoni-basilio3815luoni-basilio3816

luoni-basilio3817


Il poeta, drammaturgo e traduttore di Lezzeno, Basilio Luoni, torna a pubblicare una nuova raccolta di versi per i tipi di Alessandro Dominioni Editore.

Il suo libro, di imminente uscita, si intitola “Amor vitae amor mortis” (pp. 48, 22 euro) ed è illustrato dal giudice comasco Giuseppe Bocelli, che ha già lavorato in passato su testi di Luoni editi dall’atelier Lythos di Breccia con una raccolta di incisioni..

La prefazione è del noto critico letterario lariano Federico Roncoroni. Si tratta di un’edizione per bibliofili, che viene realizzata in soli 250 esemplari numerati.

Basilio Luoni ha tra l’altro pubblicato da Nodolibri il «Mistero in due parti» dal titolo “El Natal”, con presentazione dell’allora prefetto della Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana, Gianfranco Ravasi, ora cardinale e “ministro della Cultura” di papa Benedetto XVI. Il libro è uscito nel 1994.


 

LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Poesie

GIAMPIERO NERI, PAESAGGI INOSPITI

GIAMPIERO NERI, PAESAGGI INOSPITI
Main Image


Giovedì 19 maggio alle 21.00 presso la sede de L’Ordine (Como, via Rovelli 4) la Casa della Poesia di Como vi invita a un incontro di particolare interesse con uno dei più significativi esponenti della poesia contemporanea, Giampiero Neri.

Nato a Erba nel 1927, comincia a scrivere avendo come principale interlocutore il fratello Giuseppe Pontiggia, già narratore affermato. Pubblica per la prima volta i suoi versi nel 1965 sulla rivista “Il Corpo” diretta da Giancarlo Majorino. Nel 1976 esce la prima raccolta di poesie edita da Guanda. L’attività di scrittore di Giampiero Neri continua fino al 2009 con la sua ultima opera, Paesaggi inospiti, con la quale vince il premio di poesia “Alfonso Gatto” .

Graphic Line
http://www.nodolibri.it

Nodo Snc
Via Volta, 38 – 22100 Como, Italia
Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163
Email: info@nodolibri.it

Casa della Poesia, Como · COMO città · CULTURA e CULTURA LOCALE · Poesie

L’amaro sale”di Wolfango Testoni. L’autore dialoga con Laura Garavaglia, La Casa della Poesia di Como

 

L’amaro sale”di Wolfango Testoni. L’autore dialoga con Laura Garavaglia

Venerdì 10 dicembre 2010, alle 20.30, Wolfango Testoni presenta al quotidiano L’Ordine, sede de La Casa della Poesia, “L’amaro sale”, la sua raccolta poetica, edita per i tipi di LietoColle.

Venerdì 10 dicembre, alle 20.30, presso la sala conferenze del quotidiano L’Ordine, Wolfango Testoni dialogherà con Laura Garavaglia  e presenterà il suo libro  “L’amaro sale” (LietoColle, 2010). Accompagnamento musicale del percussionista Marco Beschi.Wolfango Testoni, comasco, insegnante di educazione artistica e storia dell’arte nelle scuole medie superiori, è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel corso della sua carriera  ha esposto in una collettiva alla Sokei Academy of Fine Arts e presso la Galleria d’Arte Contemporanea a Stoccolma. Ha seguito diversi progetti socioculturali nella città di Como. Ha curato la raccolta di poesia “A morsi nel cuore” di Claudio Salvago. Nell’aprile del ’99 ha pubblicato e illustrato per le edizioni Pulcino Elefante “Passare Lapidaria” (trenta copie), nel novembre 2000 ha illustrato la favola per l’infanzia “Violetta e Ciclamino” di Enzo Santambrogio con la collaborazione di Massimo Baraldi. Nel 2010 ha pubblicato per LietoColle “L’amaro sale”.

 

da: La Casa della Poesia di Como – Blog – “L’amaro sale”di Wolfango Testoni. L’autore dialoga con Laura Garavaglia.

Poesie · Silenzio

Il silenzio le parole di Angelo Andreotti, Accademia del silenzio

Ideata da Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiot (scrittrice e giornalista) e coordinata da Emanuela Mancino, nasce l’ ACCADEMIA DEL SILENZIO

20 novembre 2010

Vai al progetto: Accademia del Silenzio » Blog Archive » Il silenzio le parole.

Il silenzio le parole

di Angelo Andreotti

27 novembre 2010

Il silenzio è nelle parole, ed è condizione imprescindibile per ascoltarle. In esso la parola prende corpo, e questo corpo le dà voce risuonando nel mondo quell’assenso alla vita che esercita sé stessa.

È un silenzio discreto, che non s’impone, si concede solo a seguito di un permesso. Bisogna lasciarlo essere, senza aspettare né volere che sopravvenga. Quel silenzio non sopravviene, semplicemente è, accade; semplicemente si mette in movimento e accoglie in sé la parola, rivitalizzandola, cancellandone ogni segno di stanchezza. Quando succede allora la parola si apre come nuova, entra nel flusso della poesia e nel suo corso travolge ogni approdo di senso.

Questo silenzio ospitato nelle parole non è pausa di rumori, di voci, di suoni; è piuttosto il luogo dove accade che il mondo perda quei significati che ci arrabattiamo a volergli dare, e acquistando la consapevolezza che nessun dover essere è fine dell’essere, allora riesca ad aderire a quel progetto senza progresso che è la vita. Attraverso la parola poetica la vita non si spiega, ma si di-spiega per essere colta nella sua evidenza di enigma senza ragioni, nel senso che non c’è alcuna ragione in grado di dirla, se dicendola intende governarla. Con ciò non si vuole attribuire irrazionalità alla vita, ma si desidera riconoscerle il suo diritto a non lasciarsi subordinare ai principi logici d’identità, di non contraddizione, del terzo escluso.

Il silenzio allora dà spazio alla parola poetica, liberandola dal claustrofobico percorso tra principio (causa prima) e fine (causa finale), e pertanto esce dalle regole orientate della narrazione per adeguarsi al flusso discontinuo della descrizione. Lì, la parola non è più (o non è soltanto) espressione del logos, ma semplice relazione, perché la parola poetica non porta conoscenza, ma porta a conoscenza. Nessuna teleologia a dominarne e a indirizzarne il corso, così come nessun casualismo a confonderne il percorso, ma scelta del modo più concorde per adeguarsi alla vita, adattarsi al suo imprevedibile movimento.

Quindi, neppure nessun misticismo in ombra. Se la parola poetica (sul piano formale) entrasse in quell’orbita sarebbe nuovamente orientata, e perderebbe la facoltà propria di abbandonarsi alla corrente della vita, che non significa essere alla deriva, ma accogliere in sé quel moto spontaneo e al contempo saggio (non sapiente), accettarlo equilibrandosi, traducendolo in definitiva nell’andamento stesso della poesia, nel suo ritmo, nella sua armonia.

Per questo la parola poetica in sé non esiste, ma si forma in relazione alla poesia, nella polarità collaborativa e non oppositiva tra parola e silenzio che si sviluppa nel tempo che occorre per testimoniare un’emozione, un’empatia, per svolgere infine quel processo euritmico fatto di sentire e dire.

La parola poetica non argomenta, non decide, ma è decisa dal divenire stesso della poesia, e dall’energia che si sprigiona dal continuo defluire e confluire di sensazioni dalla parola al silenzio, dal pieno al vuoto quindi, che continuamente inverte il suo andamento come uno sciabordio che trasforma il pieno in vuoto e il vuoto in pieno, la parola in silenzio e il silenzio in parola. Al punto che solo l’ascolto potrà distinguerne la natura. Ma è distinzione né chiara né confusa, è una distinzione che contempla le polarità in unità, senza però alcuna sintesi, lo stesso che si presenta allorquando toccando sentiamo di essere toccati, oppure essendo toccati sentiamo di toccare.

C’è un’intelligenza del sentire che va ascoltata, e detta. E quando viene detta produce e reclama altro ascolto. Le parole sono nel silenzio, e sono condizioni imprescindibili per dirlo.

 

anni '50 · Architettura · ARTE · BATTELLI e Corriere · Cinquecento · COMO città · Criminalità e microcriminalità · CULTURA e CULTURA LOCALE · Dialetto · FOTOGRAFIE · GEOGRAFIA · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lario · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Libri su Como e il Lario · Novecento · Ottocento · Pifferi Enzo · Poesie · Politica regionale e locale · Settecento · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tradizioni

LIBRI SU COMO ED IL LARIO, bibliografia aggiornata al 2010

————————————————————————————-

ora questa bibliografia è stata spostata (e sarà aggiornata) qui: https://coatesa.com/como-e-il-lario-bibliografia/

————————————————————————————-

AA. VV.,

COMO DA SCOPRIRE,

ENZO PIFFERI EDITORE, 1999;

AA. VV.,

COMO E LA SUA STORIA  Dalla preistoria all’attualità,

NODO LIBRI, 1993;

AA. VV.,

COMO E LA SUA STORIA  L’immagine storica,

NODO LIBRI, 1993;

AA. VV.,

GUIDA DELLA PROVINCIA DI COMO: IL TRIANGOLO LARIANO,

NODO LIBRI, 2002;

AA. VV.,

LAGO DI COMO,

ENZO PIFFERI EDITORE, 1999;

AA. VV.,

ROMANICO: ITINERARI A COMO E LECCO,

ENZO PIFFERI EDITORE, 1999;

AA.VV.,

IL  LAGO DI COMO IN CARTOLINE D’EPOCA. Viaggio intorno a Lario tra storia e

antiche immagini,

ACTAC EDIZIONI, 2001;

AA.VV.,

IL  LIBRO DELL’ANNO DEL CORRIERE DI COMO ottobre 2008-novembre 2009,

EDITORIALE, 2010;

AZZOLA CLAUDIA,

STORIA DI COMO,

BIBLIOTECA LOMBARDA MERAVIGLI, 1997;

BADESI LICIA,

LA  CAMERA DEL LAVORO DI COMO dai CLN aziendali ai consigli unitari di fabbrica

1945-1970,

NUOVE PAROLE, 2000;

BALBIANI A.,

COMO   il suo lago,le sue valli e le sue ville,

FORNI, 1977;

BARTOLINI FRANCO,

CASTELLI DA SCOPRIRE del Lario e del Ticino,

CASA EDITRICE CORRIERE DI COMO, 2009;

BARTOLINI FRANCO,

COMO NASCOSTA. SECRET COMO,

EDITORIALE COMO, 2004;

BERNASCONI DAVIDE VAN DE SFROOS,

SINGUL DE PUNTA E ALTRE CANZONI DIALETTALI DI LAGO, DI LUOGHI, DI GENTE,

CANOTTIERI LARIO COMO – NODO LIBRI, 2003;

BERTOLA ALBERTO,

IL  CUSTODE DEL LAGO,

GUIDO MIANO EDITORE, 1995;

BIANCHI CAVALLERI LUCIANA (cur.),

LARIO IN POESIA, antologia poetica dedicata al Lario,

LULU.COM (distribuito anche su Amazon), 2009;

BRENNA GIAN GIUSEPPE, a cura di Alberto Longatti,

SULLE RIVE DEL LARIO E’ SEMPRE PRIMAVERA,

EDIZIONI DELLA FAMIGLIA COMASCA, 2007;

CANI FABIO,

COSTRUZIONE DI UN’IMMAGINE. COMO E IL LARIO NELLE RAFFIGURAZIONI

STORICHE DAL MEDIOEVO AL NOVECENTO,

NODOLIBRI, 1993;

CANI FABIO,

NESSO, I NOMI DEI LUOGHI. ATLANTE DELLA TOPONOMASTISTICA STORICA,

COMUNE DI NESSO-BIBLIOTECA, NODO LIBRI, 2003;

CANI FABIO,

NESSO: i consumi e il ritrovo. 110 anni di vita della cooperativa,

NODOLIBRI, BIBLIOTECA COMUNALE, COOPERATIVA SOCIALE DI NESSO, 2009;

CANI FABIO,

I  NOMI DELLA CITTA’  guida alla toponomastica antica della città murata di Como,

NODO LIBRI, 1999;

CANI FABIO,

LA  PLINIANA DI TORNO.  Storia di una villa e di un  mito sul lago di Como,

NODO LIBRI, 2010;

CANI FABIO, MONIZZA GERARDO (cur.),

COMO E LA SUA STORIA DALLA PREISTORIA ALL’ATTUALITA’,

NODOLIBRI, 1999;

CARUGATI ADDIS N.,

COOPERAZIONE NELLA CITTA’ DI COMO,

IST.COMASCO STORIA LIBERAZIONE, 1992;

CAVADINI L.,

IL RAZIONALISMO LARIANO  Como 1926-1944,

ELECTA, 1989;

CAVALLERI GIORGIO,

ALIDA VALLI   Una ragazza di Como,

EDIZIONI NUOVEPAROLE, 1996;

CAVALLERI GIORGIO,

OMBRE SUL LAGO,

PIEMME, 1995;

CAVALLERI GIORGIO,

L’  UOMO DEI CIPRESSI,

GRAFICA RAVEGLIA, 2000;

CAVALLERI GIORGIO,

LA  VILLA DELLA SALARIA. LUCHINO VISCONTI E LA RESISTENZA (1943-1944),

NUOVEPAROLE, 2002;

CAVELLERI ANTONIO,

ORTI DI MONTE, ORTI DI LAGO. Coltivare secondo tradizione nel territorio

, 2010;

CETTI ing. GIOVANNI,

IL  PESCATORE DEL LARIO   descrizione delle reti e dei vari generi di pesci nel lago di

Como,

ALESSANDRO DOMINIONI, 1999;

COTTINI PAOLO, MONTI LUISELLA,

GEOMETRIE VERDI SULL’ACQUA. I GIARDINI DEL TERRITORIO LARIOINTELVESE,

BELLAVITE, 2007;

CURTI PIER AMBROGIO,

IL  LAGO DI COMO E IL PIAN D’ERBA,

ALESSANDRO DOMINIONI, 1995;

DUSIO ANDREA, MAURI MICHELA (cur.),

VISTA LARIO. Il Lago di Como raccontato da…,

BELLAVITE, ;

ESPOSTI MAURO,

PORTOLANO DEL LAGO DI COMO,

ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI, 2010;

FASANA SILVIA, GARANCINI AMBRA,

SUI PASSI DELL’ANIMA. Luoghi di devozione nel territorio lariointelvese,

BELLAVITE editore in Missaglia, ;

FERRARIO CARLO,

IL  PANE DI COMO,

EDIZIONI NEW PRESS, 2002;

FERRATA CLAUDIO, prefazione di Claude Raffestin,

LA  FABBRICAZIONE DEL PAESAGGIO DEI LAGHI. Giardini, panorami e cittadine per

turisti tra Ceresio, Lario e Verbano,

EDIZIONI CASAGRANDE, 2008;

GAGLIARDI NATALE,

COMO DI IERI, MI RITORNI IN MENTE,

EDIZIONI DELLA FAMIGLIA COMASCA, 2001;

GALLI GIOVANNI,

IL  LARIOSAURO  storia della creatura misteriosa riemersa nel 1946 dalle profindità

del lago,

ACTAC, 2000;

GEROSA Franco,

MALATI E MALATTIE NELL’OSPEDALE PSICHIATRICO DI COMO  1882-1892,

ISTITUTO COMASCO ST. LIBERAZ., 1992;

GEROSA FRANCO, MERZARIO RAUL (cur.),

NON CAMMINERAI MAI SOLO. Raccolta di opinioni e interventi di Raul Merzario sul

territorio comasco,

NODOLIBRI, 2009;

GIANONCELLI MATTEO (cur.),

COMO E IL SUO LAGO, nelle descrizioni di Benedetto Giovio e di Anton Gioseffo Della

Torre di Rezzonico,

NEW PRESS, DALL’ANTOLOGIA LARIUS CON L’AUTORIZZAZIONE DELLA SOCIETA’

STORICA COMENSE, 1978;

GINI GIANNI,

CENTRO LAGO E ALTRI RACCONTI,

GIORGIO FIOCCHI EDITORE, 2000;

GIOVIO GIOVANNI BATTISTA,

COMO E IL LARIO,

VALENTINA EDIZIONI, 1999;

GIOVIO PAOLO,

LA  DESCRIZIONE DEL LARIO 1537,

IL POLIFILO, 2007;

GUARRACINO VINCENZO (cur.),

POETI A COMO,

DIALOGOLIBRI, 2002;

GUIN GIUSEPPE, a cura di,

COMO: IL PASSATO, IL FUTURO,

LA PROVINCIA DI COMO, 2009;

HUSLER EUGEN E.,

INTORNO AL LAGO DI COMO,

ROTHER EDITORI, 1995;

introduzione di Alberto Longatti e Luca Levrini,

COMO NELL’800,

ENZO PIFFERI EDITORE, 2010;

KAWABATA YASUNARI,

IL  LAGO,

TEA, 1991;

LEVRINI ENRICO (cur.),

LAGO DI COMO. FASCINO E NOBILTA’,

MACCHIIONE EDITORE, 2002;

LORENZINI LANDI CHIARONI OMASSI ROSSINI …,

QUADRO DI AMBIENTE il Lario Occidentale. Natura paesaggio cultura,

NUOVA EDITRICE DELTA, 1989;

MARCARINI ALBANO,

IL  SENTIERO DEL VIANDANTE. Lungo la sponda orientale del Lago di Como,

LYASIS EDIZIONI, 2005;

MARCARINI ALBANO,

IL  SENTIERO DELLA REGINA Dieci passeggiate da Como a Chiavenna,

LYASIS EDIZIONI, 2000;

MARCARINI ALBANO,

LA  STRADA REGIA. A PIEDI DA COMO A BELLAGIO,

LYASIS EDIZIONI, 2007;

MARTINI MAGDA,

GLI  AMANTI DELLA PLINIANA  la contessa di Plaisance e il principe di Belgiojoso,

EDITRICE CESARE NANI, 1971;

MERONI V., TESSUTO A.,

MONTAGNE DEL LARIO OCCIDENTALE. GUIDA ESCURSIONISTICA,

NUOVEPAROLE, 2001;

MERZARIO RAUL,

IL  CAPITALISMO NELLE MONTAGNE,

IL MULINO, 1989;

MIGLIO GIANFRANCO,

INTRODUZIONE AL MITO DEL LARIO,

CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E ARTIGIANATO DI COMO, 2007;

MONIZZA GERARDO,

COLPI DI REMO. STORIA, CULTURA E TRADIZIONI DI LAGO E ATLETI,

CANOTTIERI LARIO COMO – NODO LIBRI, 2003;

MOZZANICA IVO,

ITINERARI PANORAMICI DALLE SPONDE DEL LARIO,

ELECTA, 2003;

MULLER,

LA  PLINIANA DI TORNO,

ATTILIO SAMPIETRO EDITORE – MENAGGIO, 1998;

MULLER PIETRO,

L’  INSIGNE BORGATA,

EDITORIALE LOMBARDA – COMO, 2002;

PANZERI FULVIO, COLOMBO GIANFRANCO,

SULLE STRADE DEL LARIO. IL LAGO DI COMO NEI DIARI DI VIAGGIO DI ARTISTI E

SCRITTORI,

LA PROVINCIA, 2005;

PIFFERI ENZO,

VILLE E GIARDINI DEL LAGO DI COMO,

ENZO PIFFERI EDITORE, 2007;

PIFFERI ENZO, e testi di Alberto Longatti, Natale Gagliardi, Giorgio Cavalleri,

COMO ANNI ’70 E DINTORNI,

ENZO PIFFERI EDITORE, 2009;

PROVINCIA DI COMO, ISTITUTO PER LA STORIA DELL’ARTE LOMBARDA,

LA  CITTA’ DI COMO,

NODO LIBRI, 2003;

RONCACCI VITTORIO,

LA  CALMA APPARENTE DEL LAGO. COMO E IL COMASCO TRA GUERRA E GUERRA

CIVILE 1940- 1945,

MACCHIONE EDITORE, 2003;

ROSANI MARZIA, MANGHI EUGENIO,

CHIESE ROMANICHE DEL LAGO DI COMO,

GUIDE MACCHIONE, 2006;

SELVA ATTILIO, MANNINO CHIARA,

ORRIDI DEL LARIO,

GUIDE MACCHIONE, 2010;

SOCIETA’ ARCHEOLOGICA COMENSE,

LA  BASILICA DI SANT’ABBONDIO IN COMO    IX centenario della Consacrazione

10095 – 1995,

EDITRICE DEL SETTIMANALE, 1996;

SOMIGLIANA BALDO,

LA  VITA DI IERI DA TORNO A PIAZZAGA. Cenni storici, usi e costumi,

NODOLIBRI, ;

TAJANA C.,

COMO. PROFILO DI UNA CITTA’  architettura contemporanea, restauro e nuova

edificazione,

EDIZIONE RIVISTA “COMO”, 1990;

TERRAGNI GIORGIO, PIFFERI ENZO,

STORIA DELLA NAVIGAZIONE. LAGO DI COMO,

ENZO PIFFERI EDITORE, 2000;

TERRAGNI GIUSEPPE, a cura di Enzo Pifferi,

GIUSEPPE TERRAGNI, architetto razionalista,

ENZO PIFFERI EDITORE, 2003;

TERRAGNI GIUSEPPE, a cura di Monica Colombo,

I  MAESTRI DELL’ARCHITETTURA: GIUSEPPE TERRAGNI,

HACHETTE, 2010;

VIGEVANI ALBERTO,

ESTATE AL LAGO,

SELLERIO, 2005;

VITALI,

ARIA DI LAGO,

ARAGNO, ;

VITALI ANDREA,

ARIA DI LAGO,

ARAGNO, ;

VON LAUFEN GREGOR,

LARIOSAURO. C’E’ UN MOSTRO NEL LAGO ?,

ANTICA STAMPERIA LARIANA, 2003;

YOUNES SAMIR, MAZZOLA ETTORE MARIA,

COMO, LA MODERNITA’ DELLA TRADIZIONE,

GAMGEMI EDITORE, 2005;

COMO città · Poesie

presentazione del libro Farfalle e pietre di Laura Garavaglia, da Notizie NodoLibri

Main Image

Giovedì 18 novembre alle 17.30 presso la Circoscrizione n.7 a Como (via Collegio dei Dottori 9) la Banca del Tempo di Como “Il Pozzo dei desideri” invita alla presentazione del libro Farfalle e pietre di Laura Garavaglia.

“Nei suoi versi precedenti si potevano ben segnalare la grazia del tocco, la semplicità sensibile, la fluidità melodica, ma in questi nuovi testi l’autrice compie un netto progresso, si impossessa in modo autonomo del mezzo, realizza una sorta di inquieta meditazione lirica in accenti di una plausibile e persuasiva medietà di tono.

Dunque, per nostra fortuna, Laura Garavaglia non si muove a senso unico, ha la percezione della complessità inquieta del reale, vede l’amaro e il dolce uniti. Per questo è giusto leggerla con fiducia e attenzione.”

In leggerezza, videopoesia tratta da Farfalle e pietre

Casa della Poesia, Como · Poesie · Pozzi Antonia

Emily Dickinson e Antonia Pozzi a La Casa della Poesia di Como, di Laura Garavaglia

Emily Dickinson e Antonia Pozzi a La Casa della Poesia di Como

Una serata dedicata a due icone della poesia femminile: Emily Dickinson e Antonia Pozzi. Un recital di poesia, ma non solo quella che si terrà stasera alle 20.30 alla Casa della Poesia di Como, in via Rovelli 4 a Como. Tratto da L’ORDINE del 12/11/2010.

Perché grazie a Silvio Raffo,  poeta e scrittore  dalla cultura letteraria vastissima, traduttore, autore di numerose raccolte di poesie, romanzi , opere teatrali e profondo conoscitore della letteratura femminile angloamericana, grazie al suo accattivante eloquio non privo di punte di  acuta  ironia,  il pubblico presente in sala potrà  “rivivere”, attraverso le sue parole la profonda identità tra poesia e vita ,  intimo  e  indissolubile legame che ha caratterizzato l’esistenza di queste due virginali anime. E non mancheranno momenti di intensa emozione nell’ascoltare la brava attrice  Viviana Nicodemo, diplomata alla Scuola d’Arte del Piccolo Teatro di Milano, che darà voce ai versi immortali delle due grandi poetesse.  Due donne. L’una americana, vissuta a cavallo tra la prima e la seconda metà del XIX secolo, figlia di un influente avvocato, Edward Dickinson, di Amherst, cittadina rurale della provincia di Boston . Emily Dickinson era cresciuta  in ambiente borghese e “puritano”, permeato al contempo di religiosità e cultura. Visse, per scelta, in una  sorta di  “stimolante”  clausura, un mondo esterno limitato alle mura e agli affetti della casa paterna e del giardino che la circondava  , un universo interiore in continua espansione che si illumina nei suoi brevi, fulminanti componimenti:  “ogni poesia è un piccolo microcosmo ben distinto da tutte le altre”come ha osservato il critico Massimo Bacigalupo.L’altra italiana, morì suicida a ventisei anni d’età nel 1938. Antonia  Pozzi proveniva da una famiglia dell’alta borghesia milanese, una madre dedita alla mondanità e legata alle apparenze, un padre autoritario e severo , che riuscì a troncare il rapporto di amore profondo e sincero nato tra Antonia e il suo professore di lettere al liceo classico, facendolo trasferire in  un’altra città . Soffocò in lei ogni sentimento, ogni aspirazione a realizzare  il proprio ideale di identità tra vita e arte. Cercò di cancellare e correggere dopo la morte di lei  anche   poesie e  scritti, che  riteneva “scandalosi” per i benpensanti di allora e che invece sono testimonianze di   profonda sensibilità ,  capacità di scavare nelle contraddizioni dell’animo femminile di una delle menti più lucide e fervide del secolo appena trascorso.    La Pozzi si laureò  in lettere e suo relatore fu il filosofo Antonio Banfi, frequentò i migliori circoli culturali della sua città natale, faceva parte della generazione di intellettuali milanesi degli anni Trenta del 900:  era   amica di  Dino Formaggio, Enzo Paci, Vittorio Sereni, Giancarlo Vigorelli, Remo Cantoni, Alberto Mondadori.Viaggiava, amava la fotografia, conosceva tre lingue straniere, aveva amicizie colte e stimolanti, che tuttavia non le permisero, forse anche a causa degli stereotipi ai quali una ragazza di buona famiglia  in quel periodo doveva adeguarsi, di superare il lacerante contrasto tra arte e vita , simbolo della sua infelicità esistenziale.Che significato ha l’amore nelle irripetibili poesie di Emily Dickinson e  Atonia Pozzi?Per la poetessa americana “l’amore diventa un tema privilegiato, ma un amore dell’assente, parallelo all’amore dell’eterno sempre rimandato e dubitato”, come ha ancora osservato Massimo Bacigalupo. L’amore segreto e impossibile della Dickinson  fu probabilmente un religioso, Charles Wadsworth. Ma ciò che importa rilevare è la vaghezza, l’indeterminatezza in cui viene lasciata l’identità della persona amata, l’oggetto d’amore. La parola poetica erompe come un lampo a ciel sereno, è parola che “crea” perché la potenza dell’immaginazione è in lei alimentata dal ristretto mondo in cui vive, la sensibilità acuita dal volontario isolamento e l’amore una sorta di vocazione “mistico-sentimentale” : “Fu amore –non io-/punisci – ti prego -/chi davvero morì per te-/solo lui -non me-/Che colpa amarti di più!/Condannala più di tutte -/Perdonala – meno-/era vile come Gesù – al più! / La giustizia non manchi-/fra noi due così somiglianti -/l’artefice del delitto-/fu amore-Ora mira dritto!”.Atonia Pozzi  “confronta il suo disordine lirico , così indecentemente femminile, alla razionalità ironica e pragmatica dei suoi compagni d’Università”, come ha osservato la maggiore studiosa di questa grande e infelice poetessa, Alessandra Cenni.Rifiuta completamente gli schemi ottocenteschi della poesia femminile, abbandona ogni sentimentalismo e pseudoromanticismo e alleggerisce ogni parola, la riduce all’essenziale. Attraverso il linguaggio poetico cerca di fare ordine nel suo animo, lotta, inutilmente, per realizzare il suo sogno di fondere totalmente la sua vita con la poesia, come si legge in questi versi tratti da Preghiera alla poesia : “Poesia che con occhi di pianto/achi con occhi di pianto/ si cerca-Oh rifammi tu degna di te,/poesia che mi guardi” .E l’amore è tema ricorrente nelle sue liriche, fantasticato, sognato, idealizzato come sentimento inalienabile da sé, come donn

da: Laura Garavaglia – Emily Dickinson e Antonia Pozzi a La Casa della Poesia di Como.

petit onze · sentieri

Tracce e Sentieri | Tracce e Sentieri

Sentiero
nel bosco
passo dietro passo
ghiaia scricchiola mentre cammino
Tracce

Dedicato a Tracce e Sentieri

Traccio
indistintamente camminando
passo dopo passo
seguendo i miei pensieri
Sentieri

La fotografia è tratta da: http://vocearancio.ingdirect.it/?p=56291&tc=email

da: Tracce e Sentieri | Tracce e Sentieri.

Poesie · Sormano

Luciana Cavalleri, Alla Colma di Sormano

Lua- Libera Università Autobiografia · Poesie

LEONORA CUPANE, RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI SEMINARIO DI AUTOBIOGRAFIA POETICA | Tracce e Sentieri

RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI
SEMINARIO DI AUTOBIOGRAFIA POETICA

Questo laboratorio parte dal presupposto che, scrivendo di sé, non sia importante soltanto che cosa si racconta, ma anche come.
Nell’infanzia, scrive Walter Benjamin, “le parole sono vive, piene, ricche, perché portano tutte traccia delle percezioni sensoriali forti del bambino, portano traccia del tatto, del colore, dell’odorato, del suono, di tutte le esperienze; la lingua del bambino è una lingua della domenica, cioè una festa”. Crescendo, la parola perde l’aderenza alle cose, al mondo, all’esperienza, e diventa più arida, perché slegata da quel piacere fisico di creare nominando: allora si opacizza, si logora, diventa automatica e vuota. Non c’è più una lingua della domenica, ma spesso una grigia lingua del lunedì mattina. Il pensiero diventa astratto e totalmente distaccato dalla fisicità che ci costituisce. Per raccontare se stessi in modo completo e non scisso, è necessario fare pratica d’una forma espressiva che permetta di recuperare quel piacere originario di gustare le parole con tutto il corpo.
Questa forma è la poesia, che ha la capacità di alimentarsi di parole vive perché nate dal ritmo del respiro, del battito del cuore, del passo, parole profondamente radicate nel corpo, che conservano le preziose qualità sensoriali della lingua allo stato nascente, capace di esprimere la totalità dell’esperienza senza scissioni; essa è uno strumento autobiografico completo, perché non separa il significato dalla forma-suono e dalla originaria matrice ritmica della parola, e permette di riunire in un unico atto narrativo il gioco creativo liberatorio e la rievocazione emotiva profonda e illuminante.
Proveremo quindi a raccontarci in forma poetica, facendo esperienza degli strumenti specifici attraverso cui la poesia può diventare una pratica autobiografica trasformativa, una forma di attenzione al linguaggio e di cura di sé e degli altri.

Lo spazio, insieme al tempo, è la dimensione costitutiva dell’esistenza. Non possiamo pensare a noi stessi senza collocarci in un luogo. Metafore comuni come “sentirsi a casa” “sentirsi spaesati” “trovare rifugio fra le braccia di qualcuno”, “stare dentro una torre d’avorio”, “avere un sogno dentro il cassetto”, “sentirsi in trincea”, sono solo alcuni esempi di come la spazialità permei il linguaggio e il pensiero. Nell’essere umano i luoghi, da concreti e materiali, diventano immaginari, simbolici: quindi, oltre ad abitarli, possiamo dire che ne siamo abitati. Conoscere i nostri luoghi/spazi interiori, avere accesso a queste immagini, significa quindi accrescere la conoscenza di noi stessi.

Il seminario è ispirato da un libro di Gaston Bachelard, “La poetica dello spazio” (Dedalo, Bari, 2006 nuova edizione) che ragiona e discorre sulla valenza evocativa, poetica e profondamente coinvolgente di alcune immagini spaziali – come la casa, la stanza, lo scrigno, il nido, il guscio- che Bachelard chiama “dello spazio felice”, il cui valore presenta ricchissime sfumature di intimità.
Durante il seminario andremo oltre: attraverso la scrittura non ci limiteremo a esplorare le immagini dello spazio felice, intimo e rassicurante, bensì ci addentreremo in una multiforme varietà di spazi, sia luminosi sia oscuri, preziosi per noi da evocare perché popolano il nostro mondo interiore. Torri e roccaforti, pozzi e miniere, soffitte e cantine, rifugi e tane, capanne e giacigli, sentieri e passaggi segreti, abissi e giardini, così come balaustre, ponti, soglie, crocevia, finestre, porte: ogni immagine spaziale che abbia una risonanza interiore profonda potrà diventare oggetto delle nostre scritture autobiografiche, rivisitazioni poetiche, immaginazioni trasformative.
Ragioneremo sui fertili intrecci fra memorie concrete di luoghi realmente esistiti e abitati, memorie fittizie di luoghi che qualcuno ci ha narrato (magari appartenenti a una memoria familiare) luoghi sognati e mitici, luoghi simbolici la cui realtà è solo interiore, spazi che ci accolgono e spazi che accogliamo in noi. La contaminazione fra memoria e immaginazione è vitale per nutrire il nostro spirito, se è vero, come dice Bachelard, che

L’immagine poetica non è l’eco di un passato ma è piuttosto il contrario: attraverso una folgorante immagine il passato lontano risuona di echi, e non si riesce a cogliere fino a quale profondità tali echi si ripercuoteranno e si estenderanno.
Le grandi immagini sono sempre allo stesso tempo ricordo e leggenda. Ogni grande immagine ha un fondo onirico insondabile, sul quale il passato personale dipinge immagini particolari.
Ogni memoria deve essere reimmaginata: nella memoria noi conserviamo microfilms che non possono essere letti se non ricevono la luce viva dell’immaginazione. Bisogna spingersi fino alle profondità dei sogni, al di là dei ricordi, in una pre –memoria.

Leggeremo anche poeti, italiani e stranieri, che si sono avvalsi d’immagini spaziali dal forte valore evocativo, cercando nelle loro parole, come in una miniera, frammenti preziosi da “scalpellare” poi dentro la nostra personale scrittura.
Il gruppo di lavoro intreccerà le voci e le immagini in un percorso di arricchimento reciproco, elaborazione creativa di nuovi testi condivisi, scoperta di altri punti di vista e apertura di nuovi spazi interiori.

Le metodologie di narrazione autobiografica e poetica che saranno utilizzate nel laboratorio attingono in parte anche alla poetry therapy (poesia-terapia) statunitense, e, opportunamente approfondite e declinate, possono costituire strumenti efficaci e preziosi per chi lavora in ambito didattico, educativo, formativo o terapeutico con qualunque tipologia di utenza: adulti, bambini, adolescenti, anziani, persone che vivono condizioni di crisi, malattia fisica e mentale, lutto, detenzione, possono trovare nella narrazione autobiografica poetica uno straordinario mezzo espressivo in grado di restituire loro una voce autentica, non vincolata rigidamente dalla logica e dal primato del concetto, generando una scrittura nuova e viva, “corporea”, profondamente radicata nella sensibilità personale.

Libera Universita’ Autobiografia – 2010-10-15 – Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori.

da: LEONORA CUPANE, RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI SEMINARIO DI AUTOBIOGRAFIA POETICA | Tracce e Sentieri.

GENIUS LOCI · Paesaggio · Poesie · Pozzi Antonia

Grazia Apisa Gloria, Sedici aprile Genius Loci

Sedici aprile   Genius Loci  
                                         
Lei fu solo l’annuncio
Improvvisa la decisione
di vedere l’Angelo del luogo
Necessità  di nuovo sguardo
necessità di nuovi percorsi
nuovi spazi nello Spazio
Fu l’amore a condurmi
Fu l’amore a guidarmi
Qualcosa in me chiedeva
di vedere
Si vede sempre la seconda volta
Antonia
tu mi hai indotta all’incontro
con il tuo con il suo cielo
Tu hai cercato l’abbraccio di luce
il tuo adorato lago
Sulla Valsassina
verso Pasturo
la montagna innevata
abbracciata dai manti verdi
di colline e monti
si spalancò nel sole mattutino
Paesaggio campestre
sogno della tua infanzia
che mi ha guidato alla tua casa
al luogo della vita
al luogo della morte
Al luogo d’amore
Fu il tuo amore a condurmi
e le parole tue mi parlavano
di perdute tenerezze
E tu Amico
eri ad ogni mio passo
presente
con il tuo sguardo dolce
di poeta
mi hai aperto all’amore del luogo
al Genius Loci
al ritrovamento di un nuovo spazio
nello spazio
Per questo stamattina
la tua mano mi ha destata
ne ho percepito il tocco soave
ho udito ancor più forte
il tuo pensiero:
“Quando non ci sarò più…”
Sei tu     in me
oggi “l’angelo che qui
vicino a me sorride”
 
Grazia Apisa Gloria
(Dedicata a Paolo Ferrario e ad Antonia Pozzi) 
 
Genova, 20 aprile 2010
 
Scopriremo in autunno da dove arriva il riferimento al Genius Loci, a cui Grazia fa riferimento nella sua poesia.
Per ora posso solo ringraziare per questo pensiero poetante che molto mi conferma nel mio “culto del luogo”
Paolo Ferrario