[Tavole per una Commedia / La Commedia raccontata con le immagini di Giuliano Collina]
Giovedì 9 dicembre ore 15.30, presso la Biblioteca comunale Paolo Borsellino (Como, piazzetta Venosto Lucati 1) Gerardo Monizza condurrà l’incontro “Tavole per una Commedia”. Giuliano Collina, artista conosciuto a livello internazionale, presenterà in anteprima le sue 112 tavole, realizzate (con varie tecniche pittoriche) per La Divina Commedia illustrata, in corso di pubblicazione per NodoLibri. Parteciperà al dialogo anche il professor Paolo Filippo Galli, che ha curato la nota introduttiva all’opera.
Giuliano Collina ha saputo narrare i cento canti della Commedia partendo da personaggi, luoghi, percorsi – che Dante Alighieri incontra e segue nel suo viaggio – con attimi di movimento e invenzioni di colori. Sono impressioni che l’Artista ha ottenuto a partire dalla lettura del poema, ricavandone immagini originali che hanno assorbito e fatto propria l’esperienza del Protagonista nel viaggio attraverso un mondo immaginario, irreale, magari antico eppure capace di dare – ai lettori del terzo millennio – nuove ed emozionanti suggestioni.
Sul palcoscenico, nello spettacolo Come farfalle, la regista e interprete Miriana Ronchetti tenta, in una rapida e coinvolgente successione di scene, di rappresentare gli altalenanti vissuti che contraddistinguono ogni famiglia che si trovi improvvisamente in contatto con la malattia che causa la progressiva perdita dell’identità. Le due attrici e la rappresentazione scenica arrivano a noi attraverso la dimensione poetica. “Lo fa apposta, non darle retta, è sempre stata un’eccentrica”, sono le parole del padre che trasmetterà alla figlia, dall’altro capo del telefono. Una figlia interpretata dall’ attrice Domitilla Colombo che tenta, nella più totale solitudine, di ascoltare i suggerimenti paterni e correggere quella bizzarra madre che strappa in minuscoli pezzi i giornali, indossa la sottoveste sopra la gonna, chiede un catino… chissà perché. I risultati non sono quelli attesi. Nella rinuncia al progetto matrimoniale per non abbandonare a se stessa l’anziana donna, la figlia si accorge che le parole smarrite non vanno respinte, ma accolte e amate insieme a quegli sguardi, baci, carezze che lei per prima dalla madre ha ricevuto e che ora è giunto il tempo di restituire. Non è contrastando la volontà del malato che se ne può migliorare l’esistenza, ma è esattamente l’opposto che creerà una nuova relazione tra le due donne. Certo un po’ stramba, come quelle farfalle indicate dalla donna che però non si riescono a vedere. Ma perché ostinarsi a credere che non esistano? Il male non ha mai l’ultima parola, se lo sguardo va oltre ciò che appare. Per la donna malata, sognatrice smemorata ma madre attenta e premurosa, l’orologio si è fermato a quel tempo in cui, per soddisfare i desideri della sua bambina, un catino pieno d’acqua diventa il mare in cui pescare. E anche adesso, quando il tempo non ha più importanza, quel gioco può ritornare a essere un dono prezioso, perché l’amore non svanisce mai e, nel buio che avanza, madre e figlia lo possono illuminare gettando nell’acqua canne luminose e cullando i loro sogni in un abbraccio senza fine.